GLOSSARIO VITIVINICOLO – L

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LACCASI: enzima di origine fungina con potere fortemente ossidante, abbondante nei mosti e nei vini provenienti da uve attaccate dalla muffa o marciume grigio (Botrytis cinerea). L’ossidazione riguarda i composti fenolici che ossidandosi in chinoni, polimerizzano in melanine scure. Questa ossidazione
enzimatica è anche denominata imbrunimento enzimatico. La laccasi è insensibile alla SO2, insensibile all’alcool, ma sensibile all’effetto congiunto di SO2 ed alcool.
Note: E’ la causa della casse ossidasica, perchè agendo a contatto con l’ossigeno, catalizza le reazioni di ossidoriduzione biologica. Insieme alla tirosinasi, rappresenta per il mosto e il vino un rischio per le ossidazioni. La laccasi aggredisce sostanze come i polifenoli e i leucoantociani, determinando una perdita di qualità nei vini rossi e nei vini bianchi. Il metodo migliore per bloccare l’azione della laccasi è la solfitazione.

LACRIME: parti verticali degli archetti (v. “archetti”).

LADRO: v. “alzavino”.

LAMPONE (Sentore di): appartiene alla Famiglia dei frutti rossi. La molecola dell’aroma di lampone è il frambinone o idrossifenilbutanone con profumo e sapore che richiamano il frutto omonimo e che caratterizzano il bouquet dei vini novelli ottenuti con la tecnica della macerazione carbonica.

LATITUDINE: coordinata geografica terrestre che misura, in gradi sessagesimali, la distanza di un punto dall’equatore e che è uno dei fattori che influenzano maggiormente il processo di fotosintesi clorofilliana dei vegetali.
Note: Il principale centro vitivinicolo dell’emisfero settentrionale sono le regioni che si estendono tra 32 e 51 gradi nord, e quelle nell’emisfero meridionale tra 28 e 42 gradi sud. La viticoltura stà diffondendosi verso i poli ed è probabile che continui a farlo a causa del cambiamento climatico. Mentre dieci anni fa 52 gradi nord in Inghilterra (e Irlanda) era il limite settentrionale, ora ci sono viti piantate anche in Norvegia e Svezia, fino a 59 gradi nord. Nell’emisfero meridionale si arriva a più di 46 gradi sud a Central Otago, Nuova Zelanda e in Sud America, Alcune viti vengono coltivate anche per la produzione di vino negli altopiani tropicali o in condizioni desertiche irrigue fino a otto o nove gradi dall’equatore.

LATTES: lunghi e sottili listelli di legno sui quali vengono accatastate le bottiglie durante l’entreillage, subito dopo il tirage dei vini, e vi rimangono per tutto il periodo della maturazione sulle fecce nel metodo Classico. Il ruolo dei listelli è quello di consolidare la catasta di bottiglie di Champagne/Spumante Classico, evitando che queste scivolino l’una sull’altra. Essi permettono quindi di ottenere una catasta più stabile. Prima dell’impiego delle squadre metalliche ad ogni estremità della catasta di bottiglie si metteva sistematicamente un listello per ogni fondo di bottiglia. Allo stesso modo, durante l’accatastamento delle mezze bottiglie, più scivolose, si inserisce spesso un listello per ogni fondo di bottiglia. Gli Champagne/Sumante Classico accatastati saranno quindi sottoposti alla presa di spuma ed all’invecchiamento “sur lattes”. Con sempre maggiore frequenza le bottiglie non vengono più accatastate, ma messe su pallet; l’impiego delle «lattes» tende quindi a scomparire
Note: Accuratamente affiancate per non sprecare spazio, le bottiglie si concedono il riposo e la calma stabiliti dallo chef de cave allo scopo di farle invecchiare tranquillamente sulle loro fecce per tutto il tempo necessario. Questo tipo di sistemazione, che tollera il prelievo o la rottura di un’unità senza rischi di cedimento dell’insieme, neutralizza le spiacevoli conseguenze di eventuali scoppi (sempre possibili) sull’accurata disposizione della catasta di bottiglie.

LATTICO (Acido): vedi Acido Lattico

LATTICO (Sentore): odore e gusto che ricorda appunto il latte, o meno precisamente il burro fresco e che è in genere associato ad un certo appesantimento nei profumi e nel sapore.

LATTONI: composti formati per una reazione di esterificazione interna fra una funzione acida e una funzione alcolica appartenenti ad una stessa molecola, che porta ad un eterociclo ossigenato.
Note: I lattoni possono provenire dall’uva: è stato, ad essempio, segnalato il loro contributo nella formazione dell’aroma varietale del Riesling. Alcuni lattoni volatili di origine fermentativa possono contribuire all’aroma del vino. Infine, nel corso della conservazione in fusti, il legno di rovere cede al vino dei lattoni, noti sotto il nome di «lattoni di quercia» o «Whisky lattoni».

LEGGERO: si dice di uno spumante di bassa gradazione alcolica, ma equilibrato e piacevole. Si dice anche di un vino di pronta beva, spesso con basso grado alcolico, poco colorato e poco tannico.

LEGGIBILE: si dice di un vino nel quale non ci sono elementi aromatici e/o gustativi che lo rendano velato o sporco all’olfatto e/o al gusto.
Sinonimi: pulito.

LEGNO (Aroma): Gli aromi di legno sono in rapporto diretto con la vinificazione, l’affinamento o l’invecchiamento in botti di rovere o in barrique. Le molecole trasmesse al vino dal rovere sono numerose : acido gallico, acido vanillico, acido siringico, vanillina, siringaldeide, coniferaldeide, quercitolo, furfurolo, idrossimetilfurfurolo, …

LEGNO DI SANDALO (Sentore di): famiglia degli aromi balsamici. Dato il suo carattere dolce e speziato, esso è in stretto rapporto con l’affinamento in barrique di rovere nuovo.

LEGNO PER BOTTI E TINI: legno utilizzato per la costruzione di vasi vinari per la fermentazione e la maturazione dei vini.
Note: Il legno di migliore qualità è senz’altro il rovere, nome comune e commerciale di oltre 300 specie di alberi del genere Quercus. In Europa, le specie utilizzate sono la quercia peduncolata (Quercus peduncolata o Quercus Robur) e la quercia sessile (Quercus sessili o Quercus petraea). La quercia peduncolata ha struttura grossolana ed è mediamente ricca di polifenoli facilmente estraibili, mentre la sessile ha maggiore compattezza e grana fine, è poco provvista di composti fenolici, molto aromatica e con cessione lenta dei suoi costituenti. Gli alberi più apprezzati, di cui sono molto richieste le famose barriques, si trovano nelle foreste di Allier e Tronçais, nel Massif Central in Francia. Queste querce hanno il legno con anelli sottili, grana molto fine, struttura densa e ricchezza di tannini. Nel Limousin, sempre a ridosso del Massif Central, sono molto numerose le querce peduncolate, con tratti aromatici spiccati e ottima presenza di polifenoli.   

LEGNOSO: in senso dispregiativo si dice di un vino con evidente odore e gusto di legno, derivato dalla permanenza in botti o fusti.

LEGNO FRADICIO: v. “fradicio”.

LEUCONOSTOC OÏNOS: antico nome della specie di batteri lattici Oenococus oeni, responsabili della fermentazione malolattica dei vini.

LIEVITI: microrganismi unicellulari del gruppo dei funghi, dalla forma sferica o ellittica, che misurano da 4 a 10 μm., noti da molto tempo come agenti attivi nella fabbricazione del pane, della birra o dei dolci. Senza lievito, niente vino. Il lievito trasforma naturalmente lo zucchero dell’uva in alcol. Ad oggi sono stati catalogati più di 300 tipi di lieviti, ma solo una decina intervengono nella produzione del vino. Il lievito, come tutti gli organismi viventi, ha bisogno di energia per poter sopravvivere. Lo zucchero naturale dell’uva gli fornisce tale energia e l’alcol rappresenta il residuo di questa reazione energetica. Viene espulso all’esterno della membrana di questo microrganismo. Per il lievito è un rifiuto… d’altronde, ha difficoltà a produrre alcol in liquidi di gradazione superiore a 15°, in quanto l’eccesso di alcol prodotto diventa per lui troppo tossico. Il lievito muore dopo aver compiuto il suo «lavoro». Durante la fermentazione  si succedono diverse popolazioni di lievito, in funzione delle loro competenze. Ci sono lieviti che hanno il compito di avviare la fermentazione. Poi, vengono rimpiazzati da altri che garantiscono il prosieguo di questa fermentazione. In alcuni casi infine intervengono i lieviti rifinitori: sono quelli che possono portare a termine il lavoro in un ambiente ostile, ossia già molto alcolico.
Note: Veri e propri microbi polivalenti, quelli responsabili della fermentazione alcolica (con la secrezione di enzimi incaricati di trasformare lo zucchero in alcol) sono stati denominati “saccaromiceti“: – apiculati (presenti sulle bucce e sui raspi, iniziano il processo fermentativo ma non resistono all’alcol e alla solforosa); – ellittici (realizzano la fermentazione vera e propria), si riproducono per gemmazione (il nucleo della cellula si sposta verso la membrana, si distende, si divide, dando origine ad una piccola gemma sulla superficie della cellula; questa cresce rapidamente per dare origine a una cellula-figlia che può o meno staccarsi dalla cellula-madre e che si riprodurrà a sua volta per gemmazione. Un solo lievito può così molto rapidamente produrre milioni di cellule); i più utilizzati sono il Saccharomyces ellipsoideus o cerevisiae (che resiste bene all’alcol e alla solforosa) e il Saccharomyces oviformis o bayanus (ideale nei processi di spumantizzazione, è molto resistente alla solforosa). La disseminazione dei lieviti nel vigneto è dovuta alle drosofile, piccole mosche abbondanti attorno al materiale vinario. Dopo la vendemmia, gran parte dei lieviti muore, tuttavia alcuni sopravvivono allo stato di spore, nel suolo e nei magazzini. La primavera seguente sono “germi” pronti che attendono solo un ambiente favorevole per svilupparsi di nuovo. Grazie ad una vera e propria selezione naturale, si sono create delle “razze” di lieviti per ogni tipo di vino.

LIEVITI ATTIVI: lieviti vivi in grado di fermentare.

LIEVITI AUTOLIZZATI: lieviti morti e decomposti, che, durante l’invecchiamento «sur lattes» hanno liberato delle sostanze, in particolare piccoli peptidi, che danno morbidezza e rotondità ai vini Spumanti metodo classico/ Champagne.

LIEVITI DI AVVIAMENTO (Mosto di avviamento): piccola quantità di mosto o di vino nella quale è presente una grande popolazione di lieviti (per la fermentazione alcolica o per la presa di spuma in spumantizzazione) o di batteri lattici (per la fermentazione maiolattica ) che sono stati adattati al mosto o al vino nel quale dovranno fermentare. Il mosto di avviamento viene successivamente distribuito nelle vasche da inoculare. L’obiettivo del mosto di avviamento è di permettere una fermentazione (alcolica o malolattica) o una presa di spuma (per gli Champagne/Spumanti) rapida, regolare e senza problemi.

LIEVITI INERTIZZATI:  sono le pareti cellulari dei lieviti che si possono aggiungere al mosto o al vino durante la fermentazione alcolica per stimolarla ed attivarla. Le scorze di lieviti, adsorbendo i vari inibitori della fermentazione alcolica (acidi grassi a catena media, residui di pesticidi, … ) detossifìcano il mosto ed il vino durante la fermentazione alcolica e favoriscono lo sviluppo dei lieviti. Essi liberano pure gli steroli e gli acidi grassi a catene insature che stimolano la fermentazione alcolica.
Sinonimi: Scorze di lieviti.

LIEVITI SELEZIONATI: speciali ceppi di lieviti alcoligeni, selezionati in base alla necessità di condurre la fermentazione alcolica dei mosti nel migliore modo possibile.
Note: Devono essere in grado di prendere il sopravvento sui lieviti selvaggi, sulle muffe e sui batteri spontanei e possedere un’elevata resistenza all’alcol; devono riuscire a fermentare anche a basse temperature e produrre poco acido acetico; inoltre devono avere un elevato potere alcoligeno. Sono appunto questi lieviti secchi attivi (LSA) ad essere introdotti nei tini destinati alla fermentazione dei mosti, nonché nella liqueur de tirage per garantire la presa di spuma. L’operazione, fase molto importante nell’elaborazione dello spumante classico, viene chiamata levurage (aggiunta di lievito). Si è anche tentato di racchiudere i lieviti in alcune palline di alginato per agevolare o addirittura eliminare in teoria il remuage. Le sfere avrebbero dovuto trascinare le fecce direttamente nel collo della bottiglia, impedendo loro di aderire alla parete. Sempre nell’ottica di agevolare il remuage, in attesa di poterlo eliminare un giorno, i ricercatori lavorano attualmente ad alcuni lieviti agglomeranti in grado di agglutinarsi formando una specie di blocco, invece di distribuirsi in strati di particelle. È facile immaginare quello che ne pensano i fabbricanti di macchine per il remuage automatico e gli addetti specializzati.
Sinonimi: LSA (lieviti selezionati attivi). 

LIEVITI SELVAGGI: gruppo piuttosto eterogeneo di lieviti presenti in modo significativo sulla buccia delle uve e che, nelle fermentazioni spontanee, iniziano a degradare gli zuccheri dei mosti senza però riuscire a concludere il processo fermentativo, per la presenza di qualche grado di alcol che li inibisce.
Note: In condizioni normali e in presenza di limitate dosi di anidride solforosa, fin dalle prime ore dopo la pigiatura vengono sopraffatti dai lieviti alcoligeni che prendono il sopravvento sugli altri gruppi di microrganismi. Alcuni vinificatori  impiegano questi lieviti indigeni per effettuare la fermentazione alcolica. Ciò presenta il vantaggio di ottenere vini più rappresentativi del loro terroir, ma la qualità ottenuta è molto variabile.
Sinonimi: lieviti indigeni.

LIEVITI VITALI: lieviti in grado di vivere, quindi di fermentare. I lieviti secchi attivi commercializzati
per la vinificazione assicurano 25 miliardi di lieviti vitali per grammo.

LIEVITO DI RIFERMENTAZIONE (mosto di avviamento): importante popolazione di lieviti vivi (Saccharomyces cerevisiae bayanus) adattati alle difficili condizioni della presa di spuma degli Champagne/Spumante Classico: temperatura di 12°C, pH basso (da 2,9 a 3,1), tenore di SO2, grado alcolico di 11% vol., acidità totale elevata, ambiente che non contiene più elementi nutritivi … Affinché la presa di spuma degli Champagne/Spumanti metodo classico riesca, occorre una popolazione di lieviti compresa tra 50 e 100 milioni di lieviti vivi per mL di mosto di avviamento, per ottenere una popolazione
di lieviti compresa tra 1 e 3 milioni di lieviti vivi per mL nella mistura di vino in fermentazione. È denominato “levain de tirage’’ (lievito di rifermentazione) perché è incorporato al vino base subito prima del tirage dei vini base.

LIGNINA: uno dei costituenti più importanti del legno dopo la cellulosa, che contribuisce considerevolmente alle cessioni di sostanze odorose da parte delle botti.

LIMONE (Sentore di): famiglia degli agrumi. Le molecole dell’aroma di limone sono il limonene, il citronellolo ed il citrale. L’aroma di limone è presente in un gran numero di vini bianchi, soprattutto quando sono giovani.

LIMONENE: composto terpenico che, insieme al citronellolo, conferisce un sentore citrino.

LIMPIDEZZA: nel gergo enologico la limpidezza si riferisce al livello di pulizia di un vino. Quando è in bottiglia o nel bicchiere, il vino deve essere sempre pulito e privo di sedimenti. Il termine usato per descrivere un vino cristallino è “brillante” o “lucente”. L’opposto (e ciò che voi non desiderate) è un vino il cui livello di limpidezza è leggermente velato, velato o torbido.

LIMPIDO: si dice di un vino privo di particelle in sospensione.
Note: In degustazione, è il terzo grado della scala della limpidezza. Quando è in bottiglia o nel bicchiere, il vino deve essere sempre pulito e privo di sedimenti. “Limpido” indica un grado di limpidezza inferiore a quella di un vino “cristallino”, che è “brillante” o “lucente”. Vini meno limpidi sono detti “leggermente velati”, “velati” o “torbidi”.

LINALOLO: terpene ad aroma floreale che ricorda il mughetto e i semi di coriandolo e dà un’impronta aromatica fondamentale a gran parte dei moscati.

LINGUA ARTIFICIALE: strumento ideato per individuare le componenti di cibi e bevande e darne un profilo chimico da incrociare poi con le caratteristiche note del cibo o della bevanda stessa e che è dotata di un array di sensori chimici.
Note: Necessita di un adeguato metodo di riconoscimento e di una calibrazione multivariata che consenta l’elaborazione dei dati. E’ fondamentale che i sensori siano molto sensibili e consentano una risposta ad il maggior numero possibile di sostanze; tale risposta deve essere riproducibile. E’ necessario una “allenamento” dello strumento.

LIQUEUR D’EXPEDITION: miscela di vino di annata, distillato di vino e zucchero (lo zucchero rappresenta circa il 75%) che viene immessa nello Champagne e negli spumanti metodo classico subito dopo il dégorgement per aumentare la concentrazione degli zuccheri, rendere il vino più morbido e reintegrare nella bottiglia la piccola quantità eliminata con il blocco di deposito congelato.
Note: Viene iniettato tramite apposite macchine dosatrici che operano un rabbocco in funzione della quantità di liquido fuoriuscito dalle bottiglie durante il dégorgement. Non appena riempita la bottiglia, vengono applicati il tappo definitivo, la capsula e la gabbietta. L’operazione termina con un’energica scuotitura, il poignetage, per omogeneizzare la miscela nella bottiglia. Di fatto, l’esatta composizione dello sciroppo rimane segreta, la “ricetta” varia da cantina a cantina. Contrariamente a quello di tirage, la sua composizione è tenuta segreta perché fa parte della presunta originalità del prodotto di ogni maison.
Sinonimi: liqueur de dosage.

LIQUEUR DE TIRAGE: miscela di vino fermo, zucchero e lieviti utilizzata per l’elaborazione dei vini effervescenti, tra cui Champagne e spumanti metodo classico, al fine di provocare la rifermentazione e quindi la formazione di bollicine di anidride carbonica.
Note: L’aggiunta di liquer de tirage è la base del sistema del metodo champenois. Il suo principio, applicato dagli inglesi già nel XV secolo per ripristinare vini che si erano deteriorati con il trasporto, consisteva nell’aggiungere al vino o al presunto vino “enormi quantità di zucchero e di melassa…” cui venivano spesso uniti degli aromi. Lo scopo era quello di far ripartire la fermentazione in barile al fine di ottenere un “vino” in cui la quantità di zucchero residuo e i prodotti aromatici mascherassero in modo soddisfacente i difetti di gusto. Oltretutto, l’effervescenza ottenuta in questo modo riusciva a farlo spumare. Quando alcuni osti ebbero l’idea di metterlo nelle bottiglie di vetro spesso e resistente prodotto dalla vetreria inglese dell’epoca, il vino spumò senza difficoltà. Ciò ha indotto qualcuno a dire, in modo un po’ sbrigativo, che lo champagne è un’invenzione inglese! Ma non basta che un vino produca spuma per essere uno champagne, deve anche dimostrare di averne le qualità necessarie. Dinanzi al successo ottenuto da questa bevanda, il metodo venne ripreso e perfezionato anche nella Champagne, seppur non ancora in modo preciso, con dosaggi talvolta troppo leggeri e quindi con poca spuma o viceversa con dosaggi eccessivi e conseguente esplosione delle bottiglie. Al punto che gli operai erano costretti a indossare delle maschere per proteggersi dagli scoppi, finché non venne messo a punto nel 1836 un enometro da parte di un farmacista di Chàlons-sur-Marne: Jean-Baptiste François. Oggi si sa che occorre aggiungere da 20 a 26 grammi di zucchero per litro di vino per avere un grado alcolico in più e una pressione da 5 a 6 atmosfere al fine di ottenere uno spumante. Una pressione inferiore (da 3 a 4 atmosfere) darà origine a un crémant. Oggi la liqueur de tirage si prepara miscelando vino e zucchero raffinato di canna o di barbabietola circa al 50%. Poiché 4,2 g/l di zuccheri consentono, in seguito alla fermentazione, di produrre 1 atm di sovrapressione in bottiglia, per ottenere una pressione di 6 atm, cioè la pressione media delle bottiglie di spumante, occorrono 55 ml di liqueur de tirage per litro di vino, lieviti selezionati del tipo Saccharomyces cerevisiae o Saccharomyces bayanus (nella misura del 2-5%) e sostanze minerali (sali di ammonio, necessari per lo sviluppo dei lieviti).

LIQUIRIZIA (Sentore di): famiglia degli aromi empireumatici. L’aroma di liquirizia è presente talvolta nei vini rossi ottenuti da Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot.

LIQUOROSO: si dice di un vino addizionato di etanolo che, per sapore e gradazione alcolica, somiglia ad un liquore.

LISCIVAZIONE: è il processo per cui gli elementi solubili del suolo, per effetto dello scorrimento e della percolazione delle acque, vengono trasportati o migrano negli strati più profondi.

LISCIVIOSO: si dice di un vino in cui si coglie la sensazione sgradevole di liscivia (acqua di calce) dovuta a scarsa acidità e tannicità e che si avverte specialmente nei vini che hanno subito una forte disacidificazione.

LISOZIMA: enzima in grado di distruggere i batteri denominati Gram+ , quali i batteri lattici del vino.
Note: Si tratta di una sostanza naturale cristallizzata che, a basse dosi, è in grado di provocare la lisi dei batteri, cioè la dissoluzione della loro parete cellulare. Il lisozima presenta un interesse per la vinificazione e la conservazione dei vini, anche se esso non consente la stabilizzazione completa nei confronti dei batteri lattici.

LITCHI (Sentore di): o ciliegia della Cina. Famiglia dei frutti esotici. Le molecole del litchi sono alcol monoterpenici: linalolo, geraniolo e nerolo. Difficile da distinguere dall’aroma di rosa, l’aroma di litchi è già presente nell’acino d’uva ben maturo: è un aroma primario. E’ tipico del Gewürztraminer.

LOTTA BIOLOGICA: pratica di difesa delle colture che rifiuta l’uso di prodotti di sintesi industriale (eccetto rame e zolfo) a favore di organismi viventi predatori di insetti nocivi e/o anti-crittogamici e anti-settici.

LOTTA CHIMICA: difesa delle colture da malattie e parassiti mediante l’uso di pesticidi o antiparassitari.
Note: gli insetti e gli acari, che si nutrono delle nostre colture, possono essere combattuti con i pesticidi, più propriamente con gli insetticidi (o con gli acaricidi se si tratta di acari ). La lotta chimica a calendario prevede che si faccia l’intervento chimico quando si presume che l’insetto dannoso sia presente, e non quando si è riscontrata scientificamente la sua presenza. Molti trattamenti (fino al 50%) risultano così inutili, con danni per l’ambiente, per la salute del produttore e dei consumatore, e con sperpero di denaro. La lotta a calendario è la strategia più grossolana di difesa delle colture dagli insetti, e viene praticata soltanto dove manca una corretta istruzione tecnica.

LOTTA GUIDATA: lotta chimica basata su di una soglia economica di densità dell’insetto dannoso su una data coltura.
Note: Se questa densità è tale che il danno supera il costo dell’intervento insetticida si fa l’intervento, altrimenti no. La soglia economica viene valutata a vista o raccogliendo materiale (ad esempio foglie) per dei computi di laboratorio, oppure contando gli insetti caduti nelle trappole, e così via. È un sistema infinitamente migliore della lotta a calendario, perché sostituisce una infestazione presunta con una reale, e consente di diminuire il numero degli interventi insetticidi.

LOTTA INTEGRATA: strategia di difesa delle colture che si fonda sull’armonizzazione tra lotta chimica e lotta biologica, nella quale si impiega la soglia economica come nella lotta guidata, ma si sostituiscono molti interventi chimici con interventi biologici (diffusione di entomofagi o di epidemie: lotta biologica classica o moderna) e si predidiligo gli insetticidi meno dannosi per l’ecosistema.

LUNETTA: parte facoltativa dell’etichetta, a forma di mezzaluna posizionata sulla bottiglia, che, se presente, può contenere l’annata o il bollino di garanzia del vino.

LUNGHEZZA DI BOCCA:  tempo durante il quale i gusti e gli aromi persistono nella bocca del degustatore, dopo che questi lo ha inghiottito o sputato. Una grande lunghezza in bocca è molto spesso sinonimo di qualità.

LUNGO: si dice di uno spumante di qualità che lascia al palato delle sensazioni gustative piacevoli e molto persistenti e i cui sapori evocano una risposta positiva da tutti i vari punti di controllo del gusto.
Note: Il sapore di uno spumante “lungo” continua ad indugiare gradevolmente nella bocca anche dopo averlo inghiottito. La lunghezza delle sensazioni gusto-olfattive e la loro persistenza al palato dopo la deglutizione sono un banco di prova importante per verificare le ambizioni di un vino, un decisivo parametro di complessità. Quando un vino (o meglio il suo finale) è lungo, c’è da credere che sia un vino riuscito, con buone prospettive di evoluzione. Questo è uno dei migliori complimenti che si possono fare ad un vino e la lunghezza è un segno sicuro che si ha a che fare con un prodotto di prima qualità.

LUSSUREGGIANTE: un vino lussureggiante è uno che ha abbondanza di frutto, corpo e voluttuosità. Pieno, ricco, maturo, morbido, importante sono tutte caratteristiche di un vino lussureggiante. Può esse usato anche per indicare un vino da dessert o una “muffa nobile” che ha un lato livello di residuo zuccherino.
Sinonimo: ridondante.