GABBIA (della pressa): parte traforata della pressa nella quale si mettono le uve per ammostarle. Il mosto ottenuto fluisce attraverso questa gabbia traforata. Può essere in legno nelle presse tradizionali della Champagne (Coquard…) o in acciaio inox nelle presse moderne a membrana.
GABBIETTA: armatura di filo di ferro galvanizzato ed intrecciato usata per bloccare la parte superiore del tappo della bottiglia di un vino spumante, il quale, a causa dell’alta pressione all’interno della bottiglia, tenderebbe altrimenti ad essere espulso.
Note: La gabbietta ricopre la parte superiore del tappo e viene tesa e bloccata sotto la baga del collo della bottiglia. ![]()
GABBIETTATRA: operazione che consiste nel mettere una gabbietta per trattenere il tappo in sughero sulla bottiglia di Champagne/Spumante, malgrado la pressione. La gabbiettatura avviene immediatamente dopo l’inserimento del tappo di sughero, tramite una gabbiettatrice.
GABBIETTATRICE: macchina che serve à inserire la gabbietta sulle bottiglie di Champagne/Spumante, subito dopo l’inserimento del tappo di sughero.
GALLE: protuberanza o deformazione della lamina fogliare e dell’epidermide radicale conseguenti a punture di insetti, ragnetti, od animali quali fillossera, nematodi, ecc.
GARIGA Mediterranea (Sentore di): appartiene alla Famiglia di vegetali. Fra gli aromi di gariga, sono presenti:
• il timo, dovuto alle molecole di timolo e carvacrolo
• il lauro ed il rosmarino dovuti alle molecole di borneolo e di cineolo (o eucaliptolo).
GAS CARBONICO: v. Anidride Carbonica
Sinonimi: Biossido di Carbonio, CO2
GAS INERTE: sostanza gassosa che ha scarsa capacità di reazione se mescolata ad altre sostanze.
Note: I gas inerti vengono impiegati nell’industria alimentare per evitare il contatto con l’ossigeno nelle fasi di preparazione e confezionamento dei prodotti. In enologia, si impiegano l’azoto ed il gas carbonico per inertizzare le vasche quando vengono svuotate. In questo modo, il vino contenuto nelle vasche non è più in contatto con l’ossigeno ma con il gas inerte, e risulta quindi protetto dall’ossidazione. Questi gas possono provocare asfissia nell’uomo.. ![]()
GEL DI SILICE: sostanza colloidale utilizzata in enologia per illimpidire il vino, poiché è in grado di aggregare le sostanze in sospensione e causarne la precipitazione. Il gel di silice non è considerato una colla, ma un coadiuvante di chiarifica: viene spesso utilizzato in combinazione con una colla proteica poiché permette di accelerare la chiarifica. Permette pure la stabilizzazione proteica dei vini. È realizzato
essenzialmente con un sottoprodotto dell’industria del vetro (acido silicico). Questo coadiuvante permette di sostituire i tannini, essendo elettronegativo, e la grandezza delle micelle di silice è dell’ordine di 0,05 micron. Viene principalmente utilizzato nei vini bianchi ed in alcuni rosati. Si presenta sotto forma di soluzioni lattiginose o di gel concentrati al 30%. Permette di migliorare sensibilmente la limpidezza dei vini.
Sinonimi: Sol di Silice ![]()
GELATINA Alimentare: miscela di sostanze organiche proteiche (fa parte dei coaduivanti “Colla proteica” caricati positivamente a pH del vino) , ottenuta dalla lavorazione di tessuti connettivi animali contenenti collagene (ossa, pelle, cartilagini) o vegetali. Si presenta sotto forma di soluzioni colloidali, polveri atomizzate o granuli. Permete di chiarificare, stabilizzare e ammorbidire i vini rossi. E’ impiegata principalmente nei vini rossi tannici, ricchi di polifenoli, in dosi comprese tra 10 e 20 g/hL. La qualità della gelatina dipende dal suo grado d’idrolisi. La gelatina può provocare un surcollaggio, col rischio di casse proteica, in particolare nei vini poco tannici, la cui concentrazione di polifenoli è ridotta. Questo rischio può essere limitato aggiungendo piccole quantità di tannini enologici (tannizzazione) nel momento del collaggio dei vini la cui concentrazione di composti fenolici è bassa. ![]()
GELSOMINO (Sentore di): famiglia dei fiori bianchi. La molecola dell’aroma di gelsomino è l’acetato di benzile. L’aroma di gelsomino è presente in numerosi vini bianchi giovani.
GEMMA: germoglio o gruppo di germogli presenti sui rami e sui sarmenti della vite. E’ da essa che avranno origine i futuri tralci. E’ un organo vegetative che rappresenta il primordio di un nuovo germoglio o fiore.
GEMMA di CASSIS (Sentore di): appartiene alla Famiglia dei frutti rossi, spesso classificata nella famiglia dei frutti neri. L’aroma della gemma di cassis assomiglia a quello del bosso. La molecola dell’aroma di gemma di cassis appartiene alla famiglia delle metoxipirazine. Gli aromi di gemma di cassis sono presenti nei vini bianchi secchi, soprattutto quando la maturità delle uve da cui derivano è buona.
Sinonimi: Ribes nero
GEMMA FRANCA: germoglio nettamente distaccato dalla corona. (scheda)
GEMMA LATENTE: germoglio che non si sviluppa nell’anno della sua formazione. Sono i germogli latenti che vengono lasciati sulla vite durante la potatura invernale. (scheda)
GEMMA PRONTA: germoglio anticipato della vite, cioè gemma che si sviluppa nell’anno della sua formazione per dare rami anticipati o femminelle.
GENEROSO: di dice di un vino nel quale la parte alcoolica ricopre un ruolo determinante, vino “caloroso”.
GENUINO: si dice di uno spumante sincero, schietto, che non ha subito adulterazioni.
GEOSMINA: molecola prodotta, in condizioni particolari, dalla muffa grigia (Botrytis cinerea). In tal caso, questa molecola è responsabile della comparsa del gusto di terra (GMT/Goût de moisi terreux) nei vini ottenuti da uve alterate da marciume. ![]()
GEOTROPISMO: proprietà che gli organi vegetali in accrescimento (foglie, fusti, radici) hanno di orientarsi rispetto alia forza di gravità; se si orientano verso il basso si ha g. positivo, se verso l’alto, g. negativo.
GERANIOLO: terpene dall’aroma floreale che ricorda i fiori e le foglie di geranio, riscontrabile in alcuni moscati, in qualche malvasia e nel Traminer aromatico.
Note: Una sensazione simile può essere ottenuta con l’impiego di coadiuvanti o additivi, ma il risultato non è ovviamente lo stesso.
GERBAGE: effervescenza eccessiva, con perdite importanti di vino, che si verifica all’atto del dégorgement o alla stappatura della bottiglia da parte del consumatore se nel vino sono presenti in sospensione microcristalli di bitartrato di potassio, a causa di una insufficiente stabilità tartarica.
Note: lo stesso effetto si ha facendo cadere nello spumante alcuni granelli di zucchero o di sale. ![]()
GERMOGLIAMENTO: avviene generalmente da marzo ad aprile-inizi maggio nel nostro emisfero (dipende dal clima delle zone vinicole). Si tratta dell’uscita del giovane germoglio (futuro tralcio) della gemma latente, sotto l’effetto dell’aumento delle temperature. È a partire da questo stadio che la vite è sensibile alle gelate primaverili (rischio a partire da -2,5°C). ![]()
GERMOGLIO: ramo di vite verde, cioè senza corteccia (non agostato). Quando il ramo di vite è agostato (con la corteccia) è denominato tralcio.
GERMOGLIO ANTICIPATO: v. “Femminella”.
GESSO: famiglia degli aromi minerali. L’aroma di gesso è presente negli Champagne, soprattutto i blanc de blanc, ottenuti da Chardonnay. La maggioranza dei vigneti champenois è impiantato su terreno gessoso.
GHIACCIO CARBONICO: v. CARBOGLACE
GHIACCIO SECCO: v. CARBOGLACE
GIOVANE: si dice di un vino che si trova al secondo stadio del suo percorso evolutivo e che non è ancora perfettamente equilibrato e maturo, ma è già gradevolmente bevibile in virtù della freschezza e della fragranza dei suoi aromi.
Note: A seconda del tipo di vino, il significato di “giovane” può assumere sfumature diverse: se un vino, come un Beaujolais Nouveau, non è ritenuto capace di essere invecchiato, allora giovane può essere un complimento, come fresco o giovanile (alcuni Riesling è meglio gustarli quando sono ancora giovani, prima che perdano la loro piacevole e viva freschezza ed il profumo floreale); se, d’altra parte, parliamo dell’ultima annata di un Porto Vintage, un vino che migliorerà notevolmente con l’età, allora “giovane” significa che è immaturo e necessita ancora di invecchiare in bottiglia.
GIRATO: alterazione, ormai molto rara, che colpisce vini di bassa gradazione alcolica, con residui zuccherini e provenienti da uve botritizzate e che rende il vino di colore cupo e smorto, con bollicine e riflessi iridescenti, con un odore di svanito e a volte acetoso e con sapore putrido.
Note: La malattia è imputabile a particolari batteri lattici capaci di degradare l’acido tartarico presente nel vino e il cremortartaro che incrosta le pareti delle botti, con formazione di acido lattico, acido etanoico (acido acetico), e acetoina (gusto di topo). Questa malattia si accompagna ad un aumento dell’acidità volatile fermentazione tartarica ma anche ad una diminuzione dell’acidità totale.
Sinonimi: fermentazione tartarica, incerconimento. ![]()
GLICERINA: alcol trivalente (poliacol) prodotto durante la fermentazione alcolica, che rappresenta uno dei componenti principali dell’estratto e la cui presenza nei vini, insieme a zuccheri, pectine, gomme, mucillagini e alcol etilico, assume grande importanza ai fini della finezza, della rotondità, dell’armonia e contribuisce a dare un carattere più o meno vellutato.
Note: I vini sani ne possono contenere dai 5 ai 9 g/L, ma i vini passiti anche fino a 14 g/L.
Sinonimi: glicerolo. ![]()
GLICOLE (monopropilene o dietilene): nel ciclo di produzione dello Spumante Classico/ Champagne nella fase di Degorgement a la Glace viene utilizzato come antigelo nell’acqua della vasca di congelamento. In effetti, affinché il ghiacciolo che deve imprigionare il deposito di lieviti morti e di coadiuvanti di remuage si formi rapidamente (10 minuti) nel collo della bottiglia, l’acqua della vasca di congelamento deve essere ad una temperatura di circa -24°C. Si può anche utilizzare del cloruro di calcio (salamoia) come antigelo nella vasca di congelamento.
GLUCOSIO: carboidrato monosaccaride, prodotto dalle piante attraverso la fotosintesi e che, insieme al fruttosio, viene accumulato nell’acino d’uva durante la sua maturazione. ![]()
GLUTANASI: v. Beta-GLUCANASI
GLUCANI: v. BETAGLUCANI
GLUTATIONE: è un tri-peptide composto dagli aminoacidi glutammato, cisteina e glicina (L-γ-glutamil-cisteinil-glicina) ed è un potente antiossidante presente naturalmente in diverse piante, comprese le uve utilizzate nella produzione del vino. La sua presenza nell’uva e nel vino è di grande interesse per gli enologi poiché svolge diversi ruoli chiave durante il processo di vinificazione e influisce sulle caratteristiche sensoriali del vino finale. Il glutatione ha un grande potere riducente. Si potrebbe quindi prevedere di aggiungere del glutatione a quello già presente per rinforzare la sua azione antiossidante, ma l’aggiunta di questa molecola non è permessa. Tuttavia, alcuni lieviti inattivati, selezionati per la loro concentrazione in glutatione, si possono aggiungere ai mosti legalmente. ![]()
GMT (Goùt de moisi terreux/Gusto di terra): Difetto organolettico che può apparire in alcune condizioni nei vini ottenuti da uve alterate da marciume. È provocato dalla presenza di geosmina. ![]()
GOMITO (Valvola di decantazione): tubo a gomito che costituisce la valvola di decantazione, situata nella cassetta (boitard), che si trova nel punto più basso della vasca. Grazie ad una leva all’esterno della
vasca, si può inclinare progressivamente la valvola di decantazione. Durante i travasi di chiarificazione (sfecciatura, travaso di fine fermentazione alcolica) essa permette di separare facilmente il mosto o il vino limpido dalle fecce grosse e dalle fecce fini.
GOMMA ARABICA: prodotto ottenuto dall’essudazione dei fusti dell’acacia Senegal che viene utilizzata per prevenire gli intorbidamenti nei vini e diminuirne l’astringenza. Inoltre la gomma arabica essendo un polisaccaride ed è un colloide protettore utilizzato nei vini tranquilli per stabilizzarli. In effetti, quando il vino è limpido, l’aggiunta di gomma arabica permette di evitare per un certo tempo che si manifestino torbidità. Presenta inoltre il vantaggio di dare rotondità al vino. ![]()
GOMMA DI CELLULOSA: v. CARBOSSIMETILCELLULOSA
GOUDRON: sentore di catrame tipico di alcuni vini rossi invecchiati, particolarmente frequente nei grandi rossi a base di uva nebbiolo, Barolo e Barbaresco in testa, ma che si ritrova anche in vini ottenuti da altre varietà, quali il pinot nero. (v. anche “catramoso”).
GOVERNO ALLA TOSCANA: tipo di rifermentazione che consiste nel porre il 10% delle uve ad appassire a parte per poi, dopo opportuna pigiatura, addizionarle al vino nuovo entro il mese di dicembre.
Note: A volte si effettua una seconda addizione in primavera (rigoverno) per ottenere un vino colorato, con bassa acidità e buona profumazione.
Sinonimi: governo all’uso Chianti.
GOVERNO ALLA VERONESE: processo di rifermentazione utilizzato per la produzione di vini frizzanti nel veronese e che avviene, diversamente dal governo alla toscana, appena prima dell’immissione al consumo, grazie all’aggiunta di mosto muto o filtrato dolce al vino, precedentemente posto in botti ripiene di trucioli di faggio o pioppo già colonizzati da lieviti, che vengono tenuti sollevati grazie all’utilizzo di falsi fondi.
GRADAZIONE ALCOLICA: titolo alcolometrico del vino, dato dalla percentuale in volume di alcol etilico, presente.
Note: Nelle bevande alcoliche è obbligatorio dichiarare in etichetta il grado alcolico. I principali strumenti utilizzati per misurare il grado alcolico sono il picnometro, il densimetro e l’ebulliometro.
Sinonimi: grado alcolico. ![]()
GRADAZIONE ALCOLICA COMPLESSIVA: somma della gradazione alcolica svolta e quella che si potrebbe ancora svolgere dalla fermentazione degli zuccheri residui del vino.
GRADAZIONE POTENZIALE: massima gradazione raggiungibile dal vino, che dipende soprattutto dalla quantità di zuccheri non fermentati ancora presenti.
GRADAZIONE SVOLTA: gradazione alcolica effettiva che si è formata in un vino durante la fermentazione alcolica.
GRADO ALCOLICO NATURALE: grado alcolico raggiunto senza arricchimento (zuccheraggio o aggiunta di MCR “mosto concentrato rettificato”). È il grado alcolico dovuto agli zuccheri naturalmente presenti nell’uva al momento della raccolta.
GRADO BAUMÉ: v. “baumé”.
GRADI BRIX: v. “brix”
GRADO ZUCCHERINO: livello di concentrazione degli zuccheri nel mosto o nel vino.
Note: Dal grado zuccherino del mosto dipende il valore di alcol potenziale del vino. Per i mosti, il grado zuccherino si misura in gradi Babo o in Brix, con metodi semplici basati sulla densità, ma non particolarmente attendibili, soprattutto nella fase finale della fermentazione, quando gli zuccheri residui sono molto ridotti. Nei vini, dove è necessario sapere con precisione se a fine fermentazione vi sono residui zuccherini, la misurazione viene effettuata con il metodo Fehling, ritenuto l’unico metodo ufficiale che garantisce da qualsiasi contestazione sui dati ottenuti e che utilizza un opportuno reagente. ![]()
GRANATO: sfumatura di colore tra il rosso rubino e l’amaranto.
GRAND CRU: più alta classificazione possibile per un vigneto od un villaggio in determinate regioni vinicole della Francia, in particolare la Borgogna e l’Alsazia.
Note: E’ talora riferito ai Gran Cru Classées, che include tutte le 61 cantine crus classées della zona del Médoc nel Bordeaux.
GRANDE: si dice di un vino che ha un potente aroma, è carico di sapori e ha corpo pieno, robusto, ricco, carnoso, speziato, potente e forte.
GRAND VIN: denominazione usata fra gli nel Bordeaux per distinguere tra il vino principale prodotto da uno Château e gli altri vini di qualità inferiore.
GRAN RESERVA: titolo riconosciuto ai vini e agli spumanti spagnoli di altissima qualità e di eccellenti annate che devono, per legge, passare un tempo più lungo in cantina per maturare.
Note: i vini rossi etichettati “Gran Reserva” , ad esempio, maturano un minimo di due anni in botte ed altri tre anni in bottiglia o serbatoio prima di essere messi sul mercato. I vini bianchi “Gran Reserva” devono essere invecchiati in cantina per quattro anni, inclusi 8 mesi di maturazione in botte.
GRASPO: parte verde del grappolo d’uva. È lo scheletro del grappolo. È ricco di tannini e di ferro, ma contiene pure delle materie legnose e resinose che possono provocare gusti sgradevoli nei vini. I vini ottenuti dagli ultimi cicli di pressatura hanno talvolta gusto leggermente erbaceo causato dai graspi. Nella vinificazione in rosso, la diraspatura deve essere ponderata in funzione del tipo di vino rosso che si desidera ottenere (in particolare del suo potenziale d’invecchiamento), ed anche in funzione dello stato del graspo (lignificato o no).
Sinonimi: Raspo
GRASSO: si dice di uno spumante ricco di sostanze estrattive, di corpo pieno, ricco, alto in fruttato e in glicerina.
Note: Questa sensazione è anche tattile, e si riferisce alla densità dello spumante. Per i vini dolci, grasso indica che il vino è pressoché (ma non del tutto) nauseante.
GRAVES: importante denominazione bordolese che copre la zona a sud-ovest di Bordeaux, lungo la riva sinistra della Garonna.
Note: Graves è una zona vinicola della regione di Bordeaux, conosciuta i vini bianchi di Bordeaux di alta qualità ma anche per eccellenti vini rossi. La parola francese “graves”, unifica letteralmente “ghiaie” e la zona prende questo nome dal suolo ghiaioso, che è ideale per coltivare le uve Sémillon e Sauvignon blanc, i due vitigni principali dei vini delle Graves. I bianchi giovani delle Graves sono tipicamente freschi, vivi e vivaci e sviluppano una ricchezza di corpo piena e completa con l’invecchiamento. Nel 1987, gli châteaux superiori nella parte settentrionale delle Graves si sono staccati per formare l’AOC Pessac-Lèognan e creare alcuni dei più prestigiosi vini bianchi del mondo.
GRINTOSO: si dice di un vino molto saporito, dinamico, reattivo, che ha una bella presa al palato in termini di acidità e, nel caso dei rossi e di alcuni bianchi “estremi”, di forza tannica.
GROSSOLANO: si dice di un vino che, pur presentandosi con un buon corpo, è privo di finezza.
GROMA: incrostazione di tartaro greggio, lasciata dal vino sulle pareti di tini e bottiglie, dall’odore alquanto sgradevole ma ritenuta prova della buona qualità del contenuto.
Sinonimi: gromma.
GUÉRIDON: tavolino da lavoro del Sommelier, sul quale si effettuano le operazioni di stappatura e assaggio del vino.
GUÉRITE de DÉGORGEMENT: recipiente con un apertua laterale (molte volte ricavato da una piccola botte messaa all’impiedi) atto a raccogliere al suo interno il tappo corona (o tappo di sugero), la bidule e i sedimenti che vengono espulsi dalla bottiglia di Spumante durante l’operazione di Degorgement a la volè. ![]()
GUSTO: in degustazione, impressione sensoriale di sapore, bouquet e/o aroma di un vino, che trasmette il vero carattere e l’identità di un vino all’assaggiatore. ![]()
GUSTO INTERNAZIONALE: tendenza, oggi molto diffusa, a produrre vini la cui impostazione stilistica è appiattita su un modello standard: intensità caricaturale di note fruttate, grandi dosi di rovere, grande morbidezza gustativa.
Note: Questa tendenza porta ad utilizzare un numero piuttosto ristretto di varietà (i cosiddetti vitigni internazionali) e di tecniche enologiche, (moderne quanto esasperate) e rischia di condurre a una pericolosa omogeneizzazione delle caratteristiche organolettiche dei vini (v. anche “moderno”).
GUSTO DI LIEVITI: si dice del sapore di un vino che, all’esame gustativo, ha l’aroma o il gusto di lieviti (simile all’odore del pane fresco).
Note: E’ una caratteristica prevista e desiderabile nello Champagne e negli Spumanti metodo classico, che passato tre anni o più sulle fecce, cosa che permette di sviluppare un aroma di lieviti caratteristico. Se un giovane vino da tavola odora troppo di lieviti, comunque, ciò normalmente indica che il vino ha bisogno di essere invecchiato più a lungo per permettere ai lieviti residui di dissolversi.
GUSTO DI LUCE: gusto dovuto alla presenza di alcuni composti solforati che si sono formati a partire dall’etanolo e dall’anidride solforosa per una reazione di tipo fotochimico.
Sinomimi: Goût de Lumière. ![]()
GUSTO DI RIDOTTO: gusto che troviamo nei vini che non sono stati sufficientemente aerati durante la loro elaborazione. La solfitazione eccessiva, o nel momento sbagliato, può anche partecipare all’apparire di questo difetto. I gusti di ridotto sono molteplici e possono arrivare fino al mercaptano (uovo marcio) dovuto alla molecola del solfuro d’idrogeno (H2S). ![]()
GUSTO DI TAPPO: odore e sapore, secco, ammuffito e cattivo trasmesso dal tappo al vino.
Note: Non è affatto raro riscontrare questo sapore (circa 3 bottiglie di vino su 100, secondo gli esperti). Un vino che sa di tappo non è un vino malato ma è certamente imbevibile. La colpa è del tricloroanisolo, una muffa causata da un uso sbagliato del cloro nel sughero del tappo (e questo è un argomento a favore dei tappi di silicone). È importante sapere che la durata della vita di un tappo sano è di circa 20 anni, dopodiché la bottiglia deve essere nuovamente tappata. ![]()
GUSTO DI TOPO: consiste in un odore sgradevole che è stato osservato nei vini mal conservati e insufficientemente solfitati. I batteri lattici, in particolare i lattobacilli, sono i principali responsabili di questo sentore. ![]()
GUSTOSO: è un termine usato in degustazione, abbastanza soggettivo. Molto spesso è associato ad un rosso di Bordeaux, di Borgogna o del Rodano invecchiato in bottiglia ed indica un vino che ha note molto mature e terrose. In Inghilterra tuttavia il termine si riferisce al sapore strettamente associato a quello della selvaggina da penna, che raggiunge il perfetto grado di frollatura (sì, c’è qualcuno che trova l’aroma piuttosto piacevole). Troppo “gustoso”, in ognuno dei due sensi, è considerato un difetto del vino.
GUYOT: metodo di allevamento della vite che consiste nel lasciare sul fusto uno sperone di due gemme e un capo a frutto con 6-12 gemme, a seconda delle scelte produttive e del vigore della pianta. Il Guyot semplice comprende uno sperone di 3 gemme e un capo a frutto con 10 gemme. Il Guyot doppio ha 2 speroni con 2 gemme e 2 capi a frutto con 8 gemme, di cui 6 al massimo sono disposte sopra il filo, in posizione orizzontale.
Note: E’ uno dei sistemi più in uso e ha, fra i vantaggi, una buona possibilità di meccanizzazione delle potature verdi e della vendemmia, ottima esposizione fogliare, adeguata fittezza di impianto, buona qualità della produzione, stimolazione vegetativa per i vitigni più deboli e facilità di reperimento di manodopera esperta. Di contro è necessario rinnovare annualmente il tralcio di potatura, con successiva legatura; i grappoli sono molto esposti al sole, pertanto possono presentare problemi per il controllo della maturazione nei vitigni precoci, o per i rischi di malattie e di scottature; negli ambienti freschi e con innesti vigorosi si presenta un’eccessiva stimolazione vegetativa, che costringe a potature verdi frequenti; la pianta è maggiormente sottoposto a danni per il vento ed ha un basso rapporto tra legno vecchio e legno giovane, quindi meno organi di riserva, per gli zuccheri in particolare. ![]()
GYROPALETTE: apparecchio automatico formato da cesti rotanti ed inclinabili, che sostituisce il remuage manuale.
Note: Presenta numerosi vantaggi rispetto al procedimento manuale: l’uniformità di risultato, la possibilità di programmare e controllare i cicli di lavorazione, la minore durata degli stessi e l’utilizzo di spazi sensibilmente inferiori rispetto a quelli richiesti dalle pupitre (v. “pupitre”). ![]()