GLOSSARIO VITIVINICOLO – V

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VACUOLO: parte della cellula vegetale delimitata da una membrana e contenente una soluzione di ioni inorganici, zuccheri e acidi organici; ha funzione di regolazione del turgore cellulare e di organo di accumulo.

VALLE DELLA MARNA (potatura della vite):  potatura invernale della vite, praticata in Champagne, in particolare nella Valle della Marna, come indicato dal suo nome. Per legge essa è riservata esclusivamente al vitigno Meunier, e vietata nei grands crus e nei premiers crus. La potatura della Valle
della Marna è costituita da uno sperone con 3 gemme sul ceppo, un capo a frutto situato sullo sperone dell’anno precedente e potato a 9 gemme, ed un ramo di prolungamento a 6 gemme situato all’estremità del capo a frutto dell’anno precedente. Esistono varianti di questa potatura della Valle della Marna.

VALORE VITICOLO: si riferisce al valore economico e qualitativo delle vigne e dei terreni viticoli. Questo valore può essere influenzato da vari fattori, tra cui la qualità del suolo, il clima, la varietà delle uve coltivate, le tecniche di coltivazione utilizzate e la domanda di mercato per i vini prodotti.

VALVOLA DI DECANTAZIONE: tubo a gomito con inclinazione regolabile dall’esterno, sposizionato nella zona più bassa della vasca/serbatoio. Grazie ad una leva all’esterno della vasca, si può inclinare progressivamente la valvola di decantazione. Durante i travasi di chiarificazione (sfecciatura mosto, travaso di fine fermentazione alcolica) essa permette di separare facilmente il mosto o il vino limpido dalle fecce grosse e dalle fecce fini.

VALVOLA MICROMETRICA: valvola che permette di regolare con precisione la portata del vino.

VANIGLIA (sentore di): famiglia delle spezie. La molecola de l’aroma di vaniglia è la vanillina. La sensazione gusto-olfattiva di vaniglia è strettamente legato all’affinamento/maturazione in botti di rovere nuovi o in barriques. 

VARIETÁ: entità tassonomica costituita da piante coltivate contraddistinte da caratteri morfologici, biologici od agronomici comuni.  v. “vitigno” e “cultivar”.
Sinonimi: vitigno.

VASCA: vaso vinario in acciaio inox o cemento (in disuso la vetroresina) , utilizzato per lo stoccaggio del vino e la fermentazione dei mosti, di forma e dimensioni variabili.

VASCA DI FILTRAGGIO: parte del filtro a farina (filtro Kieselguhr) nel quale viene filtrato il vino. Essa contiene i supporti in acciaio inox sui quali si incolla la farina fossile Kieselguhr che servirà come mezzo filtrante.

VASCA REFRIGERANTE: si tratta di una vasca attrezzata con un gruppo refrigerante ad espansione diretta, utilizzata per i trattamenti con il freddo in continuo dei vini da sottoporre a refrigerazione.

VASO VINARIO: recipiente destinato alla fermentazione, alla vinificazione, allo stoccaggio e al trasporto del vino, che può essere in acciaio, vetroresina, cemento, legno o plastica alimentare (PVC).

VDN (Vin Doux Naturel/Vino Dolce Naturale): si tratta di
• un vino: proviene dalla fermentazione del succo d’uva fresco;
• dolce:conserva una parte dello zucchero delle uve non fermentate, generalmente grazie a un arresto della fermentazione (mutage);
• naturale: nessun prodotto aggiunto per l’aromatizzazione.

VECCHIO: sensazione gustativa, poco piacevole, di uno spumante che ormai ha superato la maturità e che si trova nella fase che prelude al decrepito.

V.F.Q.P.R.D.: sigla UE per indicare i Vini Frizzanti di Qualità Prodotti in Regioni Determinate.

VEGETALI: sensazioni olfattive che ricordano principalmente l’erba fresca, ma anche altri odori legati al mondo vegetale come aneto, timo, menta, erbe anicizzate, eucalipto, melissa, verbena, erbe essiccate, come il tabacco o il té, di legno, di sottobosco, di felce, di funghi.
Note: Il Sauvignon Blanc, in particolare, tende ad essere vegetale, ma anche i vitigni come il Cabernet Sauvignon ed il Merlot possono acquisire queste qualità, specialmente quando le uve non sono ben mature e difettano di fruttato. Un vino vegetale non è necessariamente considerato difettoso, se i sapori ed i profumi erbacei appaiono con moderazione, ma, così come con molte erbe, il troppo non è buona cosa. Se sono in eccesso, il vino è da considerare difettoso. I vini vegetali sono, di norma, un risultato di uve coltivate in vigneti che hanno una resa eccessiva.

VELATO: si dice di un vino non perfettamente limpido, per la presenza di piccolissime particelle in sospensione.

VELLUTATO: sensazione gustativa di armonia e piacevole morbidezza data da un vino.
Note: Questa sensazione può derivare da piccole quantità di zuccheri residui e da un buon tenore di glicerina che conferisce al vino una struttura setosa e morbida. Bere un vino vellutato è qualcosa di simile a passare la mano sopra il velluto, una sensazione morbida, piacevole e attraente. Anche i vini rossi spessi, ricchi, corposi, dove tutti gli elementi di tannino, acidità ed alcol sono in equilibrio, possono avere una struttura ed un gusto vellutati.

VENDANGEOIR: stazione di pigiatura, spesso di proprietà dei négociant, generalmente sita nelle vicinanze dei vigneti.

VENDANGE TARDIVE: in francese “vendemmia tardiva”, denominazione spesso usata in Alsazia per classificare alcuni vini di prestigio.
Note: Gli enologi in Alsazia hanno prodotto prevalentemente vini bianchi secchi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale per distinguere il loro stile di vino da quello dei vini tedeschi, che quasi sempre hanno alti livelli di residuo zuccherino. La categoria della Vendange Tardive permette ai produttori alsaziani di diversificare i loro stili, come i vini tedeschi trocken (secchi) ed halbtrocken (semi-secchi) permettono ai vignaioli tedeschi nuovi approcci di mercato.

VENDEMMIA: operazione di raccolta delle uve nel vigneto, eseguita manualmente o meccanicamente, al momento della maturazione delle stesse.
Note: Insieme alla potatura, è l’operazione che ha maggiore incidenza nei costi di gestione del vigneto. La vendemmia è il periodo di tempo nel quale vengono raccolte le uve destinate a diventare vino. Non solo occorre che le uve siano fisiologicamente mature, ma il vignaiolo deve anche considerare la minaccia di possibili cattive condizioni del tempo, la logistica tra la vigna e la cantina (incluse, in mezzo a molte altre variabili, la disponibilità di braccia da lavoro e l’equipaggiamento della cantina), la temperatura delle uve durante la raccolta ed il trasporto alla cantina ed il metodo di raccolta delle uve (a mano o a macchina). Importante è anche il tipo di vino da fare. Per esempio, se si vuol preservare un alto livello di acidità naturale, essenziale per i vini spumanti, le uve deputate alla loro produzione, vengono raccolte normalmente prima delle stesse uve che vengono usate per fare vini fermi. Avvertimento per i viaggiatori: la vendemmia è probabilmente il peggior momento per fare una gita in una regione vinicola, se desiderate un buon servizio presso la cantina, a meno che si abbia previsto prima di dare una mano per la vendemmia.

VENDEMMIA MANUALE: raccolte delle uve a mano da parte dei vendemmiatori. La raccolta manuale è obbligatoria in Champagne.

VENDEMMIA MECCANICA: raccolta meccanica delle uve. Le uve vendemmiate a macchina sono obbligatoriamente diraspate, poiché la testa di raccolta della macchina fa vibrare il ceppo, con la conseguenza che vengono raccolti solo gli acini. Il graspo resta sul ceppo. La raccolta meccanica è generalmente di qualità meno buona di quella manuale. In Champagne la vendemmia meccanica è assolutamente vietata.

VENDEMMIA TARDIVA: dicitura che compare sull’etichetta di un vino, le cui uve sono state lasciate su certe viti selezionate dopo la vendemmia principale per far raggiungere loro livelli di maturazione e di contenuti zuccherini più concentrati (un’uva sovramatura o appassita ha un sapore molto forte) e che per questo risulta molto intenso, ricco e dolce e si serve come vino da dessert.

VENDITA EN PRIMEUR: la vendita del vino «en primeur» consiste quando una tenuta vende una parte del raccolto prima che il vino venga affinato e imbottigliato. Questa pratica ha avuto origine nella città francese di Bordeaux, intorno alla metà degli anni Settanta del secolo scorso, ed è lì che tuttora si trova il mercato prevalente. È una procedura riservata ai professionisti con una certa esperienza, in quanto richiede una degustazione direttamente alle botti di vino nella prima giovinezza, ovvero che abbia appena completato la fermentazione, nonché una valutazione del potenziale di evoluzione nel tempo. Dopo che l’acquirente ha effettuato la propria scelta, tali vini vengono pagati in anticipo e consegnati dopo affinamento e l’imbottigliamento (tra i diciotto e i ventiquattro mesi). Il vantaggio è consistente per entrambe le parti, infatti questo tipo di vendita consente all’azienda di disporre di un immediato flusso di cassa in entrata, e all’acquirente di ottenere uno sconto, tanto più ricercato se si tratta di un vino di classe. Per il grande pubblico, l’acquisto «en primeur» si basa sulla fiducia totale accordata al proprio venditore, se non addirittura cieca nel caso in cui la transazione avvenga a opera di un intermediario su siti internet specializzati. È preferibile il consiglio di un buon cantiniere che abbia partecipato di persona alla degustazione.

VÉRAISON: cambiamento di colore che si verifica durante la maturazione dell’uva sulla vite (invaiatura).

VERVENA (Sentore di): famiglia dei vegetali. Fa parte delle piante con aromi agrumati. La molecola de l’aroma di verbena è il citrale.

VERDE₁: sensazione gustativa che si coglie in certi vini giovani eccessivamente acidi, duri o erbacei.

VERDE₂: vino fatto con uve acerbe, aspro e privo di fruttato.

VERDE₃: vino che ha un colore verdognolo dovuto alla sua giovinezza.

VERDOLINO: tonalità di colore giallo con piacevoli riflessi erbacei che hanno molti vini bianchi giovani, per la presenza di tracce di clorofilla.

VERMOUTH o VERMUT: vino speciale aromatizzato e liquoroso, prodotto per la prima volta dalla ditta Carpano di Torino. Per prepararlo si utilizza un vino bianco di gusto neutro, al quale vengono aggiunti zucchero, alcol, erbe e droghe varie. L’aromatizzazione avviene per aggiunta di un’infusione o di un estratto di erbe e droghe miste. La colorazione scura è ottenuta per aggiunta di caramello.

VESTIZIONE: ultime delle operazioni di cantina, che consiste nell’apporre la capsula sotto la gabbietta, l’etichetta (anteriore) e la controetichetta (posteriore).

VETRORESINA: materiale costituito da una materia plastica rinforzata da fibre di vetro, che dona ai vasi vinari grande resistenza meccanica e li rende al contempo leggeri, duraturi, isotermici ed esenti da rischi di cessioni di materiale nei confronti dei prodotti in essi contenuti.

VIBRAZIONE: sensazione data da un vino al momento dell’assaggio e che nasce dalla presenza dei componenti che stimolano l’olfatto e il gusto: freschezza acida, intensità dei profumi, ricchezza e finezza dei tannini, e così via.
Note: Più un vino è vivo e tonico, più ha vibrazione interna e viceversa.

VIEILLES VIGNES: in francese “vigne vecchie”, dicitura che si può trovare occasionalmente sull’etichetta di alcuni vini francesi e che sta, per convenzione, ad indicare che le viti da cui è stato prodotto il vino hanno almeno 25 anni di età, anche se nessuna regolamentazione al momento limita l’uso di questa espressione sulle etichette.

VIEILLISSEMENT SUR LIES: invecchiamento sulle fecce.
Note: Al completamento della presa di spuma inizia la fase di affinamento degli Champagne e Spumanti metodo classico, che ne arricchisce la struttura aromatica e gustativa generando caratteri evolutivi propri e originali, derivanti dall’autolisi dei lieviti e differenti da quelli originari del mosto.

VIGNAIOLO: contadino che coltiva il materiale grezzo (es. le uve) che serve per fare il vino.
Note: In Francia è chiamato “viticulteur” o “vigneron”; nei paesi anglosassoni “grower”.

VIGNE MÈRE: in francese “vite madre” o “clone madre”, vigneto o vigne (normalmente la migliore selezione) dalle quali altre viti vengono riprodotte o clonate.

VIGNETO: terreno coltivato a vite.
Note: Per l’iscrizione al catasto di un vigneto è necessario indicare la varietà coltivata e l’eventuale iscrizione a una denominazione di origine o indicazione geografica.

VIGNOBLE: in francese “vigneto”.
Note: In alternativa denota l’intera zona titolata a produrre un determinato vino.

VIGOROSO: si dice di un vino che è grande, robusto, di corpo pieno e caldo, spesso rosso e ad alto contenuto alcolico.

VINACCIA: insieme delle parti solide dell’uva (bucce, vinaccioli, frammenti di raspi) che rimangono dopo la separazione del mosto per spremitura (vinaccia vergine) per i vini bianchi, o dopo la separazione del vino nuovo (vinaccia fermentata) per i vini rossi e dalla cui distillazione si ottiene la “grappa” in Italia o il “marc” in Francia. (scheda)

VINACCIOLO: seme della vite che ha forma piriforme e presenta una parte arrotondata e una appuntita, che corrisponde alla base. L’acino d’uva contiene generalmente 2 vinaccioli.
Note: Il vinacciolo è costituito da tegumenti esterni e interni lignificati, da un endosperma ricco di olio e dall’embrione. Ogni acino ne ha due e insieme alle bucce sono una vitale fonte di tannino per i vini rossi. I vinaccioli sono raramente usati per far crescere nuove viti (oggi si usa l’innesto per questo), sebbene questo sistema sia stato usato per circa 10mila anni.

VINAGGIO: pratica consistente nell’asseblare alcuni vini di qualità affini, allorchè hanno già trascorso da soli un certo periodo di maturazione nel proprio vaso vinario.

VIN BRULE’: vino fatto bollire con bucce d’arancia o limone, chiodi di garofano e cannella. Si prepara nei mesi freddi ed è considerato un ottimo antidoto contro le malattie da raffreddamento.

VIN CLAIR: in Champagne, nome dei vini base, ottenuti dalla prima fermentazione (alcolica) e da quella malolattica (se svolta), disponibili per l’assemblaggio e la seconda fermentazione.
Sinonimi: vino base

VIN DE GARDE: si dice di un vino fatto per invecchiare e maturare piuttosto che per un consumo immediato.

VIN DE PAYS: in francese “vino di paese”, vino ritenuto essere un gradino sopra il semplice “vin de table” (vino da tavola) francese, poiché spesso etichettato a seconda del vitgno, disdegnando la denominazione controllata.
Note: Questa pratica dell’etichettamento varietale è fatta per facilitare l’inserimento sul mercato dei vins de pays, dal momento che la grande maggioranza di questi vini è di qualità e prezzo molto competitivi rispetto ai vini, anch’essi etichettati secondo il vitigno, del Nuovo Mondo (che sono i bersaglio economico di questa categoria di vini). Ci sono tre categorie per i vins de pays: regionale, dipartimentale e locale.

VIN DE RÉSERVE: vino di elevata qualità di annate precedenti, impiegato nell’assemblaggio per la formazione delle Cuvée allo scopo di dare maggior completezza e corpo. I vins de réserve apporteranno complessità, incidendo sulle caratteristiche organolettiche del vino (cremosità e struttura), e assicureranno la continuità di gusto. In genere vengono utilizzati i vini delle tre annate precedenti (mediamente un’annata su tre dà esiti qualitativi insoddisfacenti) in proporzione del 15-25%, ma molte maison, sempre alla ricerca di prodotti esclusivi, realizzano cuvée con vini di riserva di parecchie annate utilizzando percentuali maggiori. I vini perderanno un po’ di freschezza in funzione di una maggiore cremosità e profondità gustativa. I piccoli vigneron, per questioni di spazio ma anche economiche, conservano tre-quattro annate, mentre le grandi maison tengono in serbo centinaia di vasche, prevalentemente legno o acciaio, per molte annate e, sempre più spesso, conservano e utilizzano come vini di riserva anche gli assemblaggi di anni precedenti, per accentuare ulteriormente la personalità dello spumante. Così come i vins clairs anche i vins de réserve sono affinati in vario modo, acciaio, legno, ma anche anfore di terracotta, gres porcellanato, vetro. La scelta dipende da ciò che si vuole ottenere: l’acciaio (riduzione) manterrà la freschezza; il legno (micro-ossidazione) darà rotondità, morbidezza e maggiore complessità aromatica; il vetro, bottiglie magnum generalmente, svilupperà ossidazione simile al legno ma senza l’apporto aromatico di quest’ultimo.
Note: I vini di riserva non vanno confusi con la riserva (réserve) quota di vini accantonati ogni anno in base all’andamento dell’annata e stabilita dal CIVC.

VIN DE TABLE: in francese “vino da tavola”, vino ordinario, di qualità generalmente non particolarmente elevata.
Note: Il vin de table rappresenta quasi un quarto di tutto il vino prodotto in Francia. Molto del vino semplice, di bassa qualità, viene prodotto da vigneti con alte rese e vitigni come Carignan, Aramon e Alicante Bouschet, di cui una grande quantità viene distillato in alcol per altri usi. Tutte circostanze che concorrono a dar credito al detto che “la Francia ha il peggior vino da tavola del mondo”.

VIN MOUSSEUX: vino spumante che non è Champagne.

VINIFICAZIONE: processo di trasformazione del mosto in vino, attraverso la fermentazione. La vinificazione in rosso permette di ottenere vino rosso, mentre la vinificazione in bianco permette di ottenere vino bianco.

VINIFICAZIONE A CALDO: sistema continuo di vinificazione che consiste nel riscaldare il mosto liquido a circa 90°C e poi versarlo sulla parte solida delle vinacce, in modo da ottenere una temperatura di circa 65 °C.
Note: Permette una produzione rapida e può essere utilizzato anche per uve immature o ammuffite, trattate direttamente o dopo la pigiatura/sgrondatura. Con questa tecnica si ottiene un vino con un buon corredo di antociani, composti esterificati e un minor contenuto di metanolo; le caratteristiche organolettiche sono standard e di qualità non elevata.
Sinonimi: termovinificazione.

VINIFICAZIONE CON MACERAZIONE CARBONICA: vinificazione che prevede un breve periodo di macerazione in vasca delle uvee, favorita dall’aggiunta di anidride carbonica e che si usa per produrre i vini novelli.
Note: Si mettono le uve in vasche entro le quali si crea una piccola sovrappressione immettendo anidride carbonica; le uve permangono nelle vasche per un periodo di 5/20 gg. La temperatura è di circa 30 °C per favorire una autofermentazione all’interno delle cellule degli acini, con produzione di glicerina e sostanze profumate. La fermentazione seguente sarà di 4/6 giorni e l’imbottigliamento deve avvenire entro il 31 dicembre dell’anno di vendemmia.

VINIFICAZIONE CONTINUA: vinificazione ininterrotta in autofinificatori, di solito applicata ai vini rossi non di pregio.
Note: Ha il vantaggio di estrarre un grado alcolico leggermente superiore, di effettuare una fermentazione malolattica anticipata, di dare un colore più intenso e una minor percentuale di metanolo. L’autovinificatore che è una vasca di acciaio inox o vetroresina di grandi dimensioni (fino a qualche migliaio di ql di capienza), viene alimentato dal basso con mosto fresco e, man mano che si trasforma in vino, tenderà a stratificarsi in alto dove verrà estratto. L’inizio della trasformazione degli zuccheri in alcol etilico viene facilitato dall’addizione di lieviti selezionati (starter).

VINIFICAZIONE IN BIANCO: vinificazione che non prevede la fase di macerazione (contatto mosto-vinacce), tranne per vini ricchi di alcol e destinati all’invecchiamento.
Note: Si esegue prima la diraspatura, poi la sgrondatura; poi si effettuano decantazione, filtrazione e/o centrifugazione (per illimpidire il vino); questo tipo di vinificazione si effettua a 18-22 °C.

VINIFICAZIONE IN ROSATO: Vinificazione in bianco di uve rosse, o vinificazione di uve bianche e rosse insieme o ancora vinificazione effettuata con macerazione (blanda) di una parte delle uve.

VINIFICAZIONE IN ROSSO: vinificazione che prevede una fase di macerazione, cioè di contatto delle vinacce (bucce e vinaccioli) con il mosto che si sta trasformando in vino, allo scopo di estrarre da queste le sostanze che caratterizzeranno il prodotto finale (colore, tannini, aromi ecc.).
Note: La pigiatura viene eseguita in modo soffice (soprattutto per i vini pregiati), per evitare di estrarre dalle vinacce troppi tannini e sostanze amare, e per ridurre la formazione delle fecce che intorbidirebbero il vino.  (scheda)

VINO: bevanda alcolica costituita da una miscela di acqua (85-90%), alcol etilico (5-15%) e altre sostanze (tannini, acido lattico e tartarico, glicerina, esteri ecc.) che gli conferiscono specifiche caratteristiche organolettiche.
Note: E’ interessante sapere che è la sola bevanda alcolica che può essere fatta da sé: basta gettare grappoli d’uva in un grande vecchio contenitore, pressarli, lasciare che il succo si trasformi come per magia. Quando l’uva viene schiacciata gli zuccheri presenti nel mosto vengono in contatto con i lieviti e la fermentazione naturale comincia. Ecco perché molti ritengono che il vino sia l’unica bevanda alcolica naturale. L’arte di fare un vino gradevole, comunque, è un processo complicato, che concerne una giusta selezione dell’uva, la fermentazione, il filtraggio dei sedimenti, l’invecchiamento e dozzine di altri procedimenti da quelli tradizionali ai metodi sperimentali.    (scheda)

VINO (Acquisto): se potete andate alla fonte: comprate le bottiglie dai produttori, dai vignaioli, conosceteli, visitateli e poi portatevi a casa le etichette che più vi hanno convinto… Se questo è impossibile, perché avete un’urgenza e siete rimasti a bocca asciutta, vi consigliamo di cercare un’enoteca, fatevi amico il gestore e andateci spesso, magari raccontando i vostri gusti e facendogli capire cosa amate. Ecco, se entrambe le ipotesi non sono percorribili, per le ragioni che potete sapere solo voi, allora non vi resta che entrare in un supermercato… Nell’ultimo periodo, soprattuto dal Covid-19 in avanti, si consolida l’ascesa dell’acquisto del vino con l’e-commerce, considerato anche che ormai sono numerosissime le piattaforme on-line di vendita del vino.

VINO ITALIANO: la Penisola italica è uno dei paesi vitivinicoli più importanti d’Europa, nonché uno dei più antichi. Da recenti ritrovamenti, infatti, si sa che l’avvio della viticoltura in Italia si deve agli Etruschi, già nel secolo VIII a.C. e probabilmente anche prima. La sua storia dà il peso e la misura di quanto sia importante e di valore la viticoltura in Italia: oggi essa rappresenta un colosso nel mondo del vino a livello globale, per quanto concerne la quantità di vino prodotto, ma soprattutto per l’elevata qualità dei suoi vini.

VINO (Storia): l’origine del vino risale alla Preistoria; è così antica da confondersi con la stessa storia dell’umanità. (scheda)  In Mesopotamia sono state trovate prime testimonianze archeologiche di vite selvatica e di vite coltivata e rappresentazione dell’orcio di Godin Tepe risalente al 5400-5000 a.C. , dove è stato ritrovato un residuo di lavorazione dell’uva (mosto, o vino, o aceto) che testimonia la più antica vinificazione.  Dalla Mesopotamia la vite si diffuse rapidamente in Palestina, Egitto, Sicilia. Gli antropologi parlano di una “cultura del vino” che si allarga grazie alle svariate proprietà della bevanda: conservandosi, si può trasportare anche via mare tanto che sono i fenici ad allargarne il raggio nel Mediterraneo; è inebriante, balsamica, aromatica; merce pregiata – e moneta di scambio – imprime un’accelerazione alla civiltà occidentale grazie alla presenza ubiqua, dalle cucine e locande, fino ai culti religiosi e alle cerimonie nuziali, dall’economia alla farmacopea, dalla tavola al convivio. Dopo l’Europa, l’espansione in tutto il mondo.    

VINO AROMATIZZATO: vino speciale prodotto partendo da un vino bianco base neutro (almeno 10°) al quale vengono addizionati alcol etilico o acquavite, zucchero, estratti o infusioni di erbe e spezie.

VINO BARRICCATO: vino che è stato invecchiato in una barrique di rovere dopo essere passato attraverso il processo di fermentazione.
Note: Spesso il termine “passato in barrique” appare sulla retroetichetta dei vini di qualità ed indica con buona probabilità che il vino ha preso alcuni aromi caratteristici della barrique come la vaniglia, il burro e così via. L’invecchiamento in barrique dà inoltre al vino un colore più intenso ed ammorbidisce i suoi tannini mentre l’ossigeno penetra lentamente attraverso i pori del legno. Quando l’enologo stabilisce che il vino è stato invecchiato abbastanza a lungo nella barrique (perché si può sovresporre il vino agli effetti del legno), esso viene imbottigliato e, in qualche caso, lasciato ancora ad invecchiare un po’. Molte cantine usano una combinazione di barriques nuove, vecchie di uno, due, tre anni. Le barriques di rovere vengono tendenzialmente cambiate dopo quattro o cinque vendemmie, dal momento che all’interno si formano incrostazioni che impediscono l’interazione tra il legno ed il vino.

VINO BASE: vino ottenuto dopo la prima fermentazione, lenta e regolare, svolta a 18°C, in genere in contenitori di acciaio ,della durata di circa un mese, e che viene utilizzato come base per la produzione di spumante .
Note: Il vino è conservato a basse temperature (-3 °C) per stabilizzarlo ed evitare ossidazioni. I vini base delle diverse annate sono in parte tenuti in cantina per gli assemblaggi degli anni successivi e conservati in tini di acciaio e in parte fatti riposare in piccole botti di legno per arricchire profumi e struttura dello spumante finale.

VINO BIOLOGICO: vino fermentato da uve coltivate senza l’uso di fertilizzanti chimici, pesticidi o erbicidi.
Note: Come con molti altri cibi e bevande, un numero crescente di cosiddetti vini biologici sta entrando sul mercato. Tuttavia, come tutti i vini, i vini organici contengono ancora solfiti, dal momento che una piccola quantità di essi viene naturalmente prodotta durante il processo di fermentazione. Le regole ed i metodi per produrre uve e vino biologici dipendono dal paese d’origine e dall’ente incaricato della certificazione. La coltivazione biodinamica dell’uva è un’altra scuola di pensiero biologico (in Francia viene chiamata “biodynamie”): essa riguarda gran parte della pratica biologica standard, ma include anche le applicazioni omeopatiche nel vigneto per il controllo degli insetti nocivi e delle malattie. Nicolas Joly, francese della Valle della Loira, è il capofila dei sostenitori dei “vini biodinamici”. (scheda)

VINO BOTRITIZZATO: vino originato da uve che hanno subito l’azione di una crittogama (fungo), Botrytis cinerea, o muffa nobile, che fa appassire gli acini (concentra lo zucchero), come il Sauternes nel Bordolese, le selezioni di acini nobili (SGN) in Alsazia o il Tokay (tokaji aszù ).

VINO DA COLLEZIONE: vini che qualche cantina decide di esporre nella sua sala di degustazione per mostrare agli ospiti come si sono evoluti e come sono maturati anno dopo anno.
Note: Usualmente questi vini da collezione sono venduti solo presso la cantina, ma occasionalmente una cantina può commercializzare un particolare vitigno come vino da collezione.

VINO DA DESSERT: vino dolce, più o meno alcolico, che, per le proprie caratteristiche organolettiche, si adatta bene all’abbinamento con dessert, ovvero formaggi, frutta e dolci.
Note: E’ un’ampia categoria di vini abitualmente dolci, che dovrebbero essere più potenti e alcolici di quelli che li hanno preceduti sulla tavola. Porto, Sherry, Sauternes e Madeira sono tutti considerati vini da dessert. In realtà il termine è abbastanza fuorviante, perché non tutti i vini da dessert hanno un gusto dolce o hanno intenzione di seguire il loro piatto d’ordinanza (per esempio, basti pensare alla sublime combinazione del foie gras, un antipasto, con il Sauternes, tradizionalmente considerato un vino da dessert).

VINO DA TAVOLA: vino la cui produzione non è soggetta ad uno specifico disciplinare. Deve avere un titolo alcolimetrico volumico minimo non inferiore a 8,5% vol, un titolo alcolimetrico volumico totale non superiore a 15% vol e un’acidità totale, espressa in acido tartarico, non inferiore a 4,5 g/l. In Italia, con il progredire del vino di qualità, il vino da tavola sta lentamente scomparendo a vantaggio di vini a indicazione geografica tipica o a denominazione di origine controllata.

VINO DE MESA: (in spagnolo) vino da tavola.

VINO DI QUALITÁ: Dicitura CEE riservata a vini che rispettano precise caratteristiche e che include:
– V.Q.P.R.D. = Vini di Qualità Prodotti in Regione Determinata;
– V.L.Q.P.R.D. = Vini Liquorosi di Qualità Prodotti in Regione Determinata
– V.S.Q.P.R.D. = Vini Spumanti di Qualità Prodotti in Regione Determinata
– V.F.Q.P.R.D. = Vini Frizzanti di Qualità Prodotti in Regione Determinata

VINO DI SBOCCATURA (Trop de vin): vino che si toglie dalla bottiglia per avere lo spazio per introdurre la liqueur d’expédition durante il dosage degli Champagne/Spumanti Classici.

VINO DI TORCHIO: liquido che rimane nelle bucce dopo la prima spremitura e che ha un colore, un sapore e tannini più concentrati del liquido ottenuto con la prima spremitura.
Note: Quando le uve sono vendemmiate e pressate, il mosto che ne risulta viene chiamato prima spremitura. Le bucce e le polpe sono quindi spremute di nuovo per tirar fuori il liquido rimanente, che viene chiamato “torchiato” o vino di torchio. Il vino di torchio rosso differisce dal bianco in quanto non è pressato una seconda volta fino a che non ha terminato la fermentazione (dal momento che il vino rosso è fermentato con bucce e vinaccioli). Il vino di torchio viene spesso riversato nella prima spremitura per aggiungere struttura.
Sinonimi: torchiato.

VINO FERMO: v. “tranquillo”.

VINO FIORE/MOSTO FIORE: primo vino ottenuto durante la svinatura nella vinificazione in rosso. Il vino fiore è ottenuto con la semplice sgrondatila, dalla valvola inferiore della vasca di vinificazione. Dopo aver ottenuto il vino fiore, occorre estrarre le vinacce dalla vasca per pressarle e quindi ottenere il vino di pressatura. Il vino fiore è molto più morbido e meno tannico del vino di spremitura. L’assemblaggio del vino fiore e del vino di spremitura è lasciato al libero arbitrio dell’elaboratore in funzione del vino che desidera ottenere.

VINO FORTIFICATO: vino addizionato di alcol, in generale mediante acquavite dello stesso vino.
Note: Un vino non fortificato ha circa da 11% a 14% gradi alcolici e l’aggiunta di brandy o di alcol naturale fa innalzare il livello da 15% a 21%. L’alcol viene aggiunto per molte ragioni:
1) per fermare il processo di fermentazione, quindi aumentando il contenuto zuccherino;
2) per stabilizzare il vino, rendendolo assai meno esposto al rischio di rovinarsi, anche quando rimane stappato;
3) per dargli un po’ di vigore.
I vini fortificati più popolari (conosciuti anche come vini da dessert o vini liquorosi) sono il Porto, il Madeira e lo Sherry.

VINO FRIZZANTE: vino da tavola o V.Q.P.R.D. con titolo alcolometrico effettivo non inferiore a 7° e complessivo non inferiore a 9°.
Note: Conservati alla temperatura di 20 °C in recipienti chiusi, di capacità massima di 3 litri, i vini frizzanti devono dare una pressione compresa tra 1 e 2,5 atm. Sono prodotti con il metodo Charmat, ma i tempi di rifermentazione sono più brevi e la sovrapressione finale è inferiore. I vini frizzanti artificiali (detti Vini frizzanti gasssificati) sono, invece, addizionati di CO2.

VINO KOSHER: vino prodotto nel rispetto delle regole religiose che governano la nutrizione degli Ebrei osservanti.
Note: Come tutti i prodotti kosher, il vino kosher deve essere strettamente conforme alle leggi bibliche ebraiche ed essere prodotto sotto la supervisione di un rabbino (anche i lieviti devono essere kosher). Nel Nord America, il vino kosher viene usualmente fatto con le acide uve Concord ed in seguito addolcito con zucchero per abbassare l’acidità. Oggi i vini kosher sono ampiamente migliorati ed usano vitigni e metodi di vinificazione standardizzati, ma sono ancora parte integrante del cerimoniale ebraico, come nella consacrazione sabbatica o nella celebrazione della Pasqua.

VINO LIQUOROSO: vino prodotto addizionando ad un vino base mistelle, alcol etilico, acquavite o mosto concentrato.
Note: I più famosi sono il Marsala, il Porto, Il Madeira e lo Jerez.

VINOMETRO: strumento che consente, in modo approssimativo, di definire la gradazione alcolica di un vino o di un mosto. E’ costituito da un tubo capillare e da un imbuto che serve da piedistallo durante la misurazione.

VINO NOBILE: vino della miglior qualità possibile, con perfetta armonia, eleganza, equilibrio e complessità.

VINO NOVELLO: v. novello.

VINO NUOVO ANCORA IN FERMENTAZIONE: si intende con «vino nuovo ancora in fermentazione» il prodotto la cui fermentazionezione alcolica non è ancora terminata e che non è ancora stato separato dalle vinacce. Regolamento (CE) N° 479/2008

VIN ORDINAIRE (VO): .in Champagne sono i vini che si ottengono dalle uve che superano il limite del PLC (plafond limite de classement) , che dovrebbero ai sensi del regolamento essere avviati alla distillazione entro il 15 dicembre dell’anno del raccolto. Tuttavia se questi vini dopo l’assaggio dovessero essere migliori rispetto a quelli della quota della réserve qualitative, si potranno usare per sostituire la RQ e la parte equivalente scartata di quest’ultima dovrà essere obbligatoriamente avviata alla distillazione.

VINO ORGANICO:  come con molti altri cibi e bevande, un numero crescente di cosiddetti vini organici sta entrando sul mercato. I vini organici sono fermentati da uve coltivate senza l’uso di fertilizzanti chimici, pesticidi o erbicidi. Tuttavia, come tutti i vini, i vini organici contengono ancora solfiti, dal momento che una piccola quantità di essi viene naturalmente prodotta durante il processo di fermentazione. Le regole ed i metodi per produrre uve e vino organici dipendono dal paese d’origine e dall’ente incaricato della certificazione. La coltivazione biodinamica dell’uva e la vinificazione è un’altra scuola di pensiero organico (in Francia viene chiamata “biodynamie”): essa riguarda gran parte della pratica organica standard, ma include anche le applicazioni omeopatiche nel vigneto per il controllo degli insetti nocivi e delle malattie. Nicolas Joly, francese della Valle della Loira, è il capofila dei sostenitori dei vini biodinamici.
vedi anche:  vino biologico.

VINOSO: profumo non positivo che ricorda l’odore del mosto in cantina.

VINO PASSITO: vino ottenuto da uve appassite naturalmente o artificialmente.
Note: Fra i vini passiti naturali i più famosi sono i Sauternes, il Tokaji ungherese  e i Trockenbeerenauslese (tutti e tre subiscono l’attacco della muffa botrytis cinerea); il Picolit (Friuli) è prodotto con uve che subiscono l’acinellatura o aborto floreale (vedi). L’appassimento artificiale è prodotto dopo la vendemmia esponendo le uve al sole o sui graticci (tipici i Vin Santi).

VINO SOTTO VELO: vino la cui caratteristica principale è di essere sottoposto a un periodo d’affinamento biologico a contatto dell’aria, mediante sviluppo di un velo di lieviti tipici sulla superficie libera del vino, dopo fermentazione alcolica del mosto.
Note: Il vino può essere addizionato di acquavite di vino o di alcol rettificato alimentare o di alcol viticolo; in questo caso, il titolo alcolimetrico svolto dal prodotto finito deve essere uguale o superiore a 15% vol. Lo Xérès (Sherry in inglese, Xérès in francese) è il vino sotto velo più conosciuto. I vini gialli del Jura costituiscono un altro esempio di vino sotto velo ben conosciuto.

VINSANTO: vino da dessert, più o meno dolce e generoso, ottenuto da uve appassite lungamente in ambienti secchi e ventilati, che si presta a un lungo invecchiamento.
Note: E’ tipico della Toscana e del Trentino.

VINO SPECIALE: categoria di vini che include vini aromatizzati, vini liquorosi, vini spumanti e mistelle.

VINO SPUMANTE: tipologia di vino che, secondo la normativa europea, è ottenuto dalla prima o seconda fermentazione alcolica di uve fresche, mosto di uve o vino, caratterizzato, alla stappatura, da uno sviluppo di anidride carbonica proveniente esclusivamente dalla fermentazione e che, conservato alla temperatura di 20°C in recipienti chiusi, presenta una sovrapressione dovuta all’anidride carbonica non inferiore a 3 bar.
Note: I consumatori ed i professionisti del vino spesso fanno lo stesso comune errore di chiamare Champagne tutti i vini spumanti. Molto semplicemente, se non viene dalla Champagne, regione geografica della Francia, il vino spumante non è Champagne. Ci sono parecchi metodi per produrre vino spumante  , fatto in una larga gamma di stili e, a seconda delle sue origini, di nomi. Crémant (Francia), Cava (Spagna), Spumante (Italia) e Sekt (Germania ed Austria) sono vari stili di vini spumanti. Il vino spumante economico è fatto addirittura iniettando semplicemente anidride carbonica direttamente nel vino.

VINTAGE: detto di vini che riportano l’annata di produzione in etichetta.
Questo termine inglese è derivato dal francese “vendage” (vendemmia, annata della vendemmia).

VIOLA (Sentore di): Famiglia dei fiori. La molecola dell’aroma di viola è il beta-ionone.

VIRUS: microrganismo, formato da un rivestimento proteico contenente una molecola di DNA o RNA, che può riprodursi solo all’interno di altri organismi viventi e che è in grado di infettare cellule animale, vegetali e batteriche.

VISCOSITA’: fluidità di un vino, che si valuta esaminando la forma e l’ampiezza degli archetti che si formano sulle pareti del bicchiere.

VITAMINA B1: Vedi Tiammina .

VITAMINA C: Vedi Acido Ascorbico .

VITAMINE: gruppo di composti organici eterogenei dal punto di vista chimico che fanno parte, insieme ai minerali, dei micronutrienti, indispensabili per gli organismi viventi, in quanto consentono lo svolgimento di funzioni biologiche
essenziali: A (sotto forma di carotenoidi, nella buccia e nei vinaccioli), B1 (importante fattore di crescita per i lieviti),
B2, B6, B12, acido folico, acido pantotenico, PP, C (che diminuisce con l’invecchiamento).

VITE: è una liana, appartiene al genere vitis (pianta arbustiva), della famiglia delle Vitaceae che, seguita dall’aggettivo “europea”, indica la Vitis vinifera, ovvero la pianta da cui si ottiene l’uva da vino. Esistono una quarantina di vitis, ma la vite che noi conosciamo e che viene coltivata nella maggior parte dei vigneti del mondo è della famiglia vinifera. Questa specie fornisce le uve più adatte a essere trasformate in vino. La vinifera è all’origine di decine di cultivar, o vitigni.  Occupa approssimativamente 7,5 milioni di ettari nel mondo.
Note: Esiste in forma spontanea (Vitis vinifera silvestris) e coltivata (Vitis vinifera sativa). La vite è un arbusto rampicante selvatico che striscia sul suolo fino a trovare un supporto a cui aggrapparsi. Il viticoltore ne è stato in un certo qual modo il domatore. Basta vedere le cure che le dedica in qualsiasi momento e i risultati che ottiene. Per lui è un vero e proprio vincolo, che molto spesso passa anche davanti agli obblighi familiari; la vigna, con le sue esigenze, non può aspettare. Soggetta al ciclo vegetativo, la vite reclama ogni anno la propria parte di lavoro e di attenzioni per concedere i suoi frutti al momento della vendemmia. Occorre saper combinare tutto il sapere accumulato attraverso la tradizione e il progresso dei metodi moderni per compiere ogni anno il miracolo: mutare la vite in vino. Non è quindi invano che il viticoltore ha percorso chilometri di filari per potare, legare, scacchiare, palizzare, sfogliare, controllare e curare, spesso sospendendo ogni altra attività, l’oggetto delle proprie attenzioni, con qualunque tempo. Privata dei tralci, la vite comincerà il proprio ciclo con un pianto (forse per intenerire il suo giardiniere), che dovrà smettere presto. Poi, la germogliazione e la crescita culmineranno nella fioritura, sede di impollinazione e di fecondazione per ottenere la nascita e lo sviluppo degli acini e la loro invaiatura (cambiamento di colore). Infine, l’agostamento sarà il preludio della vendemmia, così come la senescenza (caduta delle foglie) sarà quello del riposo invernale, la quiescenza. Così passano i mesi e gli anni, in cui vite e viticoltore invecchiano insieme.  (scheda)   

VITE MADRE: ceppo di vite singola identificata in un vigneto con caratteristiche particolarmente buone come la resa (alta resa), l’epoca di maturazione (precoce o tardiva), la forma dell’acino (ad esempio a grana grossa) o la resistenza (ad esempio al gelo, alla siccità, ai funghi), da cui vengono prelevate talee o altri materiali di propagazione vegetativa. Queste vengono determinate dopo un’adeguata osservazione nel corso degli anni e utilizzate per la propagazione vegetativa nei programmi di selezione clonale e di miglioramento della vite. Tali viti sono certificate solo se sono state testate per le malattie virali. Tuttavia, l’uso diffuso di cloni da vivaio negli ultimi decenni, soprattutto per i portinnesti, ha inavvertitamente creato un altro problema poiché le viti madri infette da malattie del tronco, che sono fungine e non virali, hanno portato alla diffusione di queste malattie.
Vedi anche: Selezione Massale

VITICCIO: organo prensile del germoglio di vite in grado di avvolgere i sostegni.

VITICOLTURA: teoria e pratica della coltura della vite.

VITICOLTURA BIODINAMICA: viticoltura rispettosa dell’aijibiente, adottata in agricoltura o in viticoltura. Essa consiste nel dinamizzare o stimolare la vita con pratiche diverse. La viticoltura biodinamica è basata sulle idee del filosofo austriaco Rudolph Steiner, che ne ha iniziato l’applicazione nel 1924. I viticoltori impegnati nella viticoltura biodinamica possono essere certificati da vari enti di certificazione (BIODYVIN, DEMETER, …).

VITICOLTURA BIOLOGICA: coltura della vite secondo il disciplinare della viticoltura biologica. I vini ottenuti con viticoltura biologica sono garantiti da una certificazione rilasciata dagli enti rappresentati dal logo AB.

VITICOLTURA MONTANA: forma colturale tipica delle zone montuose e caratterizzata da difficoltà strutturali permanenti come la forte pendenza o le condizioni orografiche difficili. Ad esempio:
– coltivazioni di vigneti su pendenze del terreno maggiori del 30% o altitudine superiore ai 500 m s.l.m., ad esclusione dei sistemi viticoli in altopiano;
– sistemi viticoli su terrazze o gradoni;
– viticolture delle piccole isole.

VITIGNI CLASSICI: vitigni considerati classici per la loro alta qualità e per la loro capacità di essere coltivati nelle più varie condizioni geografiche e climatiche, mantenendo un loro carattere varietale sempre identificabile ed una qualità significativa. I bianchi classici sono lo Chardonnay, lo Chenin Blanc, il Riesling, il Sauvignon Blanc ed il Sémillon, mentre i rossi sono il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Syrah ed il Pinot Noir.

VITIGNI NOBILI: detto dei vitigni che producono alcuni dei vini migliori al mondo.
In questa lista d’élite ci sono: Cabernet Sauvignon, Syrah, Pinot Noir, Merlot, Chardonnay, Sauvignon Blanc, Riesling, Chenin Blanc e Sémillon. I vitigni nobili includono anche i cosidetti vitigni maggiori, che per poter dare il loro meglio sono coltivati soltanto in aree specifiche (mentre i classici danno risultati notevoli un po’ in tutto il mondo), come il Sangiovese toscano o il Tempranillo di Rioja.

VITIGNO: specie di uva con la quale viene fatto il vino. Se il terroir è l’elemento essenziale per la qualità di un vino, esso non può trasmettere il proprio messaggio senza l’aiuto del vitigno e dell’uomo. Il vitigno è il vettore principale di tale messaggio, e talvolta il carattere di un vino è influenzato più da questo che dal terreno. Esistono più di 10.000 specie riconosciute nel mondo, anche se solo una cinquantina di esse è impiegata effettivamente. Negli ultimi anni sono aumentati i vini ottenuti da vitigni antichi in disusuo e riscoperti. In Francia, i vitigni più noti per la produzione di bianchi di razza e lunga conservazione sono: Chenin, Chardonnay, Riesling, Sauvignon, Sémillon, Gewurztraminer, Viognier. Per i rossi, ricordiamo il Cabernet, Syrah, Merlot, Grenache, Pinot Nero. In Italia, oltre ai vitigni già citati ce ne sono altri come il Grechetto, il Trebbiano, il Fermentino, il Malvasia, il Moscato, il Verdicchio, il Bombino Bianco. Quanto ai vini rossi, Nebbiolo, il Sangiovese, Barbera, Montepulciano, Aglianico. Del Nebbiolo si trovano le prime citazioni storiche alla fine del Duecento. Il Montepulciano risale al 1700. Questa materia vegetale ha evidentemente subito delle modifiche attraverso le varie selezioni «clonali» effettuate dai vivaisti. La selezione clonale ha lo scopo di riprodurre un esemplare identico, ma ciò non toglie che alcune aziende procedano a una selezione definita invece «massaie» al fine di «ripopolare» i propri vigneti con un ceppo che è stato sottoposto a una prova inconfutabile di qualità. Questo tipo di selezione tradizionale consiste nell’identificare e nello scegliere gli individui più belli e nel riprodurli. L’INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria) detiene una collezione di centinaia di ceppi viticoli, utilizzati per creare nuove varietà o semplicemente migliorare quelle già esistenti. Conservare e consolidare questo patrimonio è essenziale per evitare di rivivere il flagello della fillossera che colpì l’intero pianeta a partire dal 1863, decimando la quasi totalità dei vigneti mondiali.
Note: Ogni nazione ha delle precise regole per stabilire la percentuale minima di una certa uva con la quale il vino viene fatto ed alcuni vini sono fatti interamente con la stessa varietà d’uva. La maggior parte dei vini in commercio vengono chiamati con il nome del vitigno usato per fare il vino (es. Chardonnay, Merlot, ecc.) o del posto in cui le uve sono state coltivate (es. Bordeaux, Chianti, Rioja, ecc.). Negli Stati Uniti la maggior parte dei vini ha nomi di vitigni, mentre i vini europei quasi sempre vengono chiamati con i nomi della regione o della denominazione da cui provengono. (v. anche “varietà”).

VITIGNO INTERNAZIONALE: vitigno che gode di diffusione mondiale e che viene utilizzato soprattutto nella produzione di vini monovarietali.
Note: Cabernet sauvignon, chardonnay e, in tempi più recenti, merlot sono senza dubbio i più conosciuti e i più utilizzati.

VITIS VINIFERA: specie di vite europea con la quale sono fatti quasi tutti i vini.   

VIVACE: si dice di un vino fresco, con presenza di anidride carbonica.

VIVAIO: appezzamento di terreno destinato alla riproduzione e all’allevamento delle piante arboree, prima della messa a dimora.

V.L.Q.P.R.D.: sigla UE per indicare i Vini Liquorosi di Qualità Prodotti in Regioni Determinate.

VOLPINO: profumo e sapore di selvatico proprio dei vini ottenuti da uve americane o ibridi produttori diretti di cui è vietata la commercializzazione. (v. anche “Foxy”).

VOV: prodotti ottenuti addizionando tuorlo d’uovo a vini liquorosi (Marsala, Xérès) o a distillati (Cognac, Brandy). La
percentuale di uovo supera il 40% e la gradazione alcolica finale è compresa tra 16-36% vol. Vengono serviti lisci, a
volte caldi, e apprezzati per le loro proprietà toniche e corroboranti. Tra i più conosciuti, oltre agli italiani Vov e
Zabov, l’olandese Verpoorten Advocat e i vari Flip spagnoli e inglesi.
Sinonimo: Zabov

VQA (Vintners Quality Alliance): sistema di denominazione d’origine sviluppato in Canada da un’unione di produttori di vino, legislatori governativi e istituzioni di ricerca, che identifica i vini basandosi sull’origine delle uve con le quali sono prodotti. Con questo sistema il Canada si aggiunge agli altri paesi produttori di vino nello sviluppare un sistema di regolamentazioni e di standards per i suoi vini. Come le AOC francesi, ogni regione canadese detta le proprie regole sui vitigni consentiti ed i livelli zuccherini alla vendemmia. Diversamente dai vini AOC francesi, i vini VQA sono analizzati da un gruppo di esperti indipendenti e solo quelli che raggiungono o superano gli standards VQA hanno diritto alla denominazione. Questi vini possono esibire sulla bottiglia la medaglia VQA.

V.S.: Vino Spumante.

V.S.Q.: Vino Spumante di Qualità.

V.S.Q.P.R.D.: Vino Spumante di Qualità Prodotto in Regione Delimitata.

V.S.A.Q.P.R.D.: come sopra, ma in questo caso si tratta di spumanti da uve aromatiche.

VUOTO: si dice di un vino povero al palato, che non lascia tracce per scarsa presenza di estratto secco.