Sansevieria 2017 d’Araprì, il Nero di Troia nato per “celebrare”

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by Serena Leo

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Sansevieria 2017 di d’Araprì ha appena fatto il suo ingresso sul mercato e, come ogni bottiglia celebrativa che si rispetti, presenta delle novità.

Quando si parla di d’Araprì ci vengono in mente raffinate bollicine che scorrono lungo i nostri calici. Pochi sanno quanto lavoro e ricerca c’è dietro. Prima di tutto, però, è bene partire dal sogno di Girolamo D’amico, Louis Rapini e Ulrico Priore. I tre, ben 43 anni fa, avevano un’idea, realizzare spumanti con i vitigni autoctoni pugliesi e ora tutto ciò è realtà. Siamo a San Severo (Foggia), nel pieno centro storico del paese. È proprio qui che nasce la cantina animata da note jazz e buon vino.

Tra gli spumanti, ormai famosi su tutto il territorio nazionale, spunta un’etichetta davvero speciale, sia dal punto di vista affettivo che commerciale, il Sansevieria. Si tratta di uno spumante rosè 100% Nero di Troia. Abbiamo chiesto ad Antonio Priore, figlio di Ulrico, come identificarlo.

Perchè Sansevieria

Sansevieria è molto di più di un semplice spumante rosè. Infatti si tratta di un prodotto celebrativo di d’Araprì e racconta una vera e propria storia di famiglia. “La prima bottiglia nasce in occasione del quarantesimo anno di attività dell’azienda e il suo scopo è celebrare l’ingresso di un figlio per ogni socio”. Lo spumante, però, si è imposto fin da subito sul mercato e dopo il grande successo della prima edizione è stato riproposto come spumante ben augurante.

Se a primo impatto si pensa al Sansevieria come un vino “identitario” a sfatare questo mito è Antonio. L’origine del nome non è riconducibile al territorio di provenienza, cioè, San Severo ma a ben altro. “Sansevieria è il nome botanico che viene dato alla comune lingua di suocera. Fu scoperta proprio in questo territorio dal principe di San Severo, Raimondo di Sangro VII. Chiamare la pianta così è stato un omaggio che lui stesso ha voluto fare al suo principato. Noi abbiamo decido di dare lustro alla storia ma anche alla nostra città.

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Il packaging del Sansevieria 2017

L’annata 2017 del Sansevieria vede un restyling solo nella presentazione che risulta più fresca e giovanile all’occhio. Bottiglia da 0,75 lt, trasparente e un’etichetta tendente al rosa che strizza l’occhio ai colori dello spumante. Grande attenzione, però, anche alla conservazione “abbiamo deciso di incartare il San Sevieria con un involucro ambrato. Il motivo è la protezione poiché si vuole riparare il contenuto dalla luce e dal calore, garantendone l’integrità nel tempo. Si tratta di un materiale biodegradabile, quindi, garantiamo il riciclo della carta stando attenti all’ambiente e riducendo l’inquinamento”.

Lo spumante

Se il packaging cambia, la sostanza resta sempre la stessa. Si tratta di un Nero di Troia in purezza e in Daunia questo vitigno identifica a pieno il territorio. Fino a qualche anno fa si riteneva più semplice snobbarlo per la sua durezza, oggi, invece, produrre un vino o uno spumante con tali uve è motivo di grande orgoglio.

Le vigne di Nero di Troia d’Araprì si sviluppano con un sistema di pergola pugliese e la vendemmia avviene a fine settembre. Le uve raccolte a mano nelle vigne di proprietà dell’azienda, subiscono una minima macerazione sulle bucce per poi passare ad un lavoro di cantina tradizionale. Lo spumante, successivamente, sosta sui lieviti 36 mesi e solo dopo questo periodo può fare il suo trionfale ingresso sul mercato. Il risultato è un rosa particolarmente brillante che rende riconoscibile lo spumante già al primo sguardo.

Sansevieria è il giusto riconoscimento per il duro lavoro che ogni giorno viene condotto in azienda. Ogni anniversario è motivo di orgoglio per tutti coloro che ci lavorano. “ L’inserimento di un figlio per socio è una motivazione per il futuro di d’Araprì- Conclude Antonio PrioreCon esperienza e cultura personale ci si auspica di dare sempre più in azienda facendo particolare attenzione alla tradizione, senza snaturare mai i valori fondanti.

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