IBRIDI DA PRODUTTORI DIRETTI: varietà di vite che, essendo derivata da un’ibridazione fra una vite europea e una vite americana, ha ereditato dalla prima la capacità di produrre uva commestibile e dalla seconda la resistenza alla fillossera. Ne è un esempio l’uva fragola giunta dall’America del Nord nei primi dell’ottocento. La prima vite americana a giungere sul suolo europeo fu l’Isabella o Uva Fragola, che fece la sua comparsa in Francia intorno al 1820. L’Isabella è un incrocio tra la vitis labrusca e la vitis vinifera. Da questi ibridi è possibile produrre vino che dà quel tipico sentore foxy.
Note: La commercializzazione di vino da ibridi produttori diretti (uve americane) è vietata in Italia dal 1931, con la legge 376, e con l’art. 22 del DPR 12 febbraio 1965 n° 162 si proibisce anche la vinificazione di uve diverse dalla Vitis vinifera. La Vitis vinifera ha tali caratteristiche genetiche per cui i suoi antociani sono soltanto monoglucosidi, mentre gli antociani contenuti nei frutti delle altre specie di Vitis (tipo Vitis labrusca) sono prevalentemente sotto forma di diglucosidi e quindi sotto tale forma si ritrovano prevalentemente negli ibridi diretti, soprattutto per la presenza della Malvina di glucoside, sostanza colorante propria delle uve americane. Per cromatografia su carta o su strato sottile è possibile riconoscere la presenza in un vino rosso dei diglucosidi delle antocianidine, quindi la loro presenza è generalmente considerata indice di aggiunta di vino di ibridi. Per gli ibridi che producono vino da uve bianche non esiste una tale oggettiva possibilità di identificazione.
IBRIDI PORTINNESTI: portinnesti ottenuti da ibridazioni tra ceppi americani e ceppi europei, che possono anche essere sterili. Il Portinnesto è parte della pianta che serve a offrire protezione contro la fillossera e a consentire l’adattamento della vite alle più diverse condizioni pedoclimatiche. L’utilizzo del portinnesto trae origine alla fine del XIX secolo, quando la fillossera, insetto proveniente dall’America che attacca le radici di Vitis vinifera, ha causato la decimazione di molti vigneti. Dopo numerose prove di innesto sono state individuate tre principali specie di vite resistenti alla fillossera adatte per l’innesto con Vitis vinifera: Vitis riparia, Vitis berlandieri e Vitis rupestris. Per la formazione dei portainnesti, in un primo momento sono stati utilizzati gli ibridi delle tre specie sopra citate, per la maggior parte ibridi a due vie: Vitis riparia x Vitis rupestris; Vitis berlandieri x Vitis riparia; Vitis berlandieri x Vitis rupestris. Successivamente per apportare maggiore affinità di innesto e maggiore resistenza al calcare oggi si producono portainnesti in cui nell’ibridizzazione entra anche la Vitis Vinifera.
IDROCARBURO (Sentore di): famiglia degli aromi minerali. Gli aromi di idrocarburo e in particolare le note di petrolio, sebbene soprendenti, sono caratteristiche dei grandi Riesling di Alsazia o tedeschi di lungo invecchiamento.
IDROGENO SOLFORATO: sensazione disgustosa che ricorda le uova marce, che si può trovare accidentalmente nei vini, a causa dell’azione di enzimi riducenti sui composti solforati nei mosti o nei vini durante la fermentazione. ![]()
IDROLISI: L’idrolisi di una molecola è la sua scissione per effetto dell’acqua. Per esempio, nella spumantizzazione, quando si arricchisce il vino, si aggiunge del saccarosio, non fermentescibile da parte dei lieviti. Questo viene quindi idrolizzato in glucosio e fruttosio, che sono invece fermentescibili.
IDROSSITIROSOLO: composto presente nei vini bianchi, che avrebbe lo stesso ruolo salutare del resveratrolo nella prevenzione dei rischi cardiovascolari. Il consumo moderato di vini bianchi (un bicchiere ad ogni pasto) sarebbe quindi altrettanto benefico di quello del vino rosso per la prevenzione dei rischi cardiovascolari. ![]()
IGIENE: Si tratta dell’insieme delle misure prese per evitare il verificarsi di malattie e di gusti
sgradevoli nei mosti e nei vini. Per esempio, il lavaggio delle cassette durante la vendemmia è una misura d’igiene. I regolamenti comunitari meglio noti come “pacchetto igiene”, obbliga le aziende che trattano di prodotti alimentari ad introdurre al loro interno un sistema di autocontrollo basato sui principi del metodo HACCP (Hazard Analisys Critical Control Points). Un metodo di analisi che serve ad identificare i rischi per la salute del consumatore e la qualità dei prodotti e ad individuare le più opportune (efficaci e critiche) procedure di prevenzione, rispettando delle prescrizioni igieniche previste dalla legge.
I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta): riconoscimento assegnato ai prodotti agricoli e alimentari la cui produzione e/o trasformazione e/o elaborazione avvengono in un’area geografica determinata e le cui qualità, la reputazione o un’altra caratteristica possono essere attribuite all’origine geografica comprensiva dei suoi fattori naturali e umani.
I.G.T. (Indicazione Geografica Tipica):: menzione introdotta nel 1992 e attribuita a vini prodotti con uve provenienti da una zona geografica delimitata, quasi sempre più ampia di quella stabilita per le DOC e nel rispetto delle regole stabilite dal disciplinare di produzione.
Note: E’ una categoria di vini che si colloca al di sotto della DOC e al di sopra (ed a un livello più alto) del Vino da Tavola. Il suo scopo è di classificare i vini di determinate aree geografiche, fatti usando vitigni o proporzioni non approvate dalle più prestigiose categorie DOC e DOCG E’ l’equivalente approssimativo dei Vins de pays francesi e dei Lanwein tedeschi.
Sinonimi: per la normativa i vini IGP e IGT sono equivalenti ![]()
IMBOTTIGLIAMENTO: ultima delle operazioni di cantina, che comprende lavaggio delle bottiglie, riempimento, tappatura, confezionamento e imballaggio.
Note: Un tempo era svolta manualmente mentre oggi è affidata a processi automatizzati. E’ fondamentale che nei locali dove si effettua l’imbottigliamento, ci sia un’igiene controllata, onde evitare possibili alterazioni dei prodotti. Nella produzione degli Spumanti Metodo Classico, il vino viene messo nelle bottiglie (champagnotte) per la presa di spuma, che saranno a tutti gli effetti i contenitori definitivi per la futura commercializzazione. Lo spumante non verrà infatti travasato in altre bottiglie al termine dell’affinamento. L’imbottigliamento avviene a tenuta stagna impiegando tappi metallici a corona che presentano all’interno una piccolo cilindro di plastica, la bidule, che raccoglierà le fecce dei lieviti esausti.
IMBOTTIGLIAMENTO A CALDO: metodo che prevede il riscaldamento del vino fino a una temperatura di circa 50 °C per poi imbottigliarlo.
Note: Il trattamento è adatto a vini di qualità non elevata e ha il vantaggio di consentire un uso assai moderato di anidride solforosa all’interno della bottiglia.
IMBOTTIGLIAMENTO STERILE: processo mediante il quale gli eventuali microrganismi presenti nel vino vengono eliminati mediante filtrazione sterilizzante, facendo passare il vino, prima dell’immissione in bottiglia, attraverso filtri a cartone o membrane di minima porosità.
Note: Questa tecnica ha il vantaggio di avere un basso costo e consente di operare a temperatura ambiente.
IMBOTTIGLIATO ALL’ORIGINE: si dice di un vino la cui cantina è responsabile sia della coltivazione delle uve che della vinificazione e dell’imbottigliamento del prodotto.
Note: Questo termine appare sull’etichetta frontale di molti vini e implica anche normalmente un alto livello di consistenza e qualità. Tuttavia anche un vino da caraffa può fare questa affermazione se rispetta quelle date condizioni. Per un vino “imbottigliato all’origine”, sia la cantina che il vigneto devono trovarsi nella stessa area vitivinicola. I termini equivalenti sono «mis en bouteille au château» o «mis en bouteille au domain» in Francia e «estate-bottled» negli Stati Uniti.
IMBOTTIGLIATO DA: dicitura che indica che la Ditta x ha svolto per contratto l’operazione di imbottigliamento per conto di un’altra cantina o ha acquistato il vino in blocco e quindi lo ha imbottigliato sotto il proprio nome. Normalmente questa scritta appare sull’etichetta di vini meno cari.
IMBOTTIGLIATRICE: macchina che serve a introdurre il vino in bottiglia. ![]()
IMBRUNIMENTO (enzimatico): cambiamento di colore dei vini, ma soprattutto dei mosti sottoposti ad una ossidazione troppo forte. L’imbrunimento è dovuto all’ossidazione dei composti fendici (antociani, tannini, flavoni, …), che si trasformano in chinoni quindi in melanine brune. L’ossidazione è uno dei principali nemici dei mosti. L’ossidazione dei mosti è catalizzata dagli enzimi di ossidazione :
• la tirosinasi, presente in tutte le uve raccolte (sane o colpite da Botrytis cinerea ), è facile da inibire;
• la laccasi, unicamente presente nelle uve affette da marciume (colpite da Botrytis cinerea), è difficile da inibire.
IMMATURO: si dice di uno spumante che non ha ancora raggiunto un giusto grado di maturità e per questo accusa disarmonie, che possono però attenuarsi con il tempo.
IMPERIAL: la più grande delle bottiglie da vino, un’Imperial contiene 6 litri di vino, l’equivalente di 8 bottiglie normali. Ha generalmente la forma di una classica bordolese.
IMPIEGO DI ADDITIVI: la stabilizzazione tartarica dei vini si può ottenere anche attraverso l’impiego di additivi, quali acido metatartarico, carbossimetilcellulosa (CMC), mannoproteine e poliaspartato di potassio, quest’ultimo dal 2017 è autorizzato nell’Unione europea come additivo alimentare con il codice E456, e il suo uso in enologia è stato incluso nel Codex Enologico Internazionale con la risoluzione Oiv-Oeno 572/2017. Tecnicamente è il sale di potassio dell’acido poliaspartico, un polimero composto da potassio e acido aspartico. Quest’ultimo è un aminoacido sempre presente nei vini, industrialmente prodotto mediante fermentazione microbica. Il poliaspartato di potassio agisce come inibitore di cristallizzazione, legando chimicamente gli ioni potassio presenti nel vino, rendendoli cosi indisponibili a combinarsi con l’acido tartarico per formare i cristalli. Non e invece efficace nel prevenire la formazione di tartrato di calcio. Rispetto ad altri additivi si distingue per la sua elevata efficacia a bassi dosaggi, l’effetto prolungato nel tempo e il costo contenuto, oltre alla possibilità di impiego in diversi tipi di vino, indipendentemente dallo stile. A fronte di questi vantaggi occorre sottolineare che, essendo un additivo, il suo utilizzo va dichiarato in etichetta, aspetto che potrebbe suscitare perplessità in alcuni consumatori.
INAO (Institut National des Appellations d’Origine): organizzazione responsabile della direzione, dell’amministrazione e del conferimento delle denominazioni francesi e che ha la funzione di proteggere il patrimonio agricolo di circa 100.000 viticoltori francesi.
Note: Fu creato nel 1935 ed ha svolto un ruolo determinante per l’amministrazione delle denominazioni controllate in una realtà enologica in continuo sviluppo. Si affianca agli organi locali nelle varie regioni di produzione. ![]()
INCOLORE: si dice di uno spumante che, per la scarsezza di colore, si avvicina alla trasparenza dell’acqua.
INCROCIO: in viticoltura, fusione di due genotipi diversi di una stessa specie di vite.
Note: Gli studiosi ritengono che la maggior parte dei vitigni si sia originata per incroci spontanei. Negli ultimi decenni la pratica dell’incrocio si è dimostrata utile ai fini del miglioramento genetico delle varietà, anche se c’è ancora stada fa fare nella viticoltura da vino. Diverso percorso hanno ottenuto gli incroci di uve da tavola, dai quali derivano la maggior parte delle varietà esistenti.
INCROCI TRA VITI PARENTALI: è una pratica comune nella viticoltura per ottenere nuove varietà di uva con caratteristiche desiderate. Questo processo implica l’impollinazione incrociata tra due varietà di viti parentali selezionate per le loro qualità specifiche, come la resistenza alle malattie, la produttività, il sapore e l’adattabilità al clima. Ecco alcuni passaggi fondamentali nel processo di incrocio delle viti:
– Selezione delle varietà parentali: Scegliere due varietà di viti con caratteristiche complementari.
– Impollinazione manuale: Trasferire il polline da una pianta all’altra per favorire l’incrocio.
– Coltivazione dei semi: Far crescere i semi ottenuti dall’incrocio in condizioni controllate.
– Valutazione delle piantine: Analizzare le nuove piantine per identificare quelle con le caratteristiche desiderate.
– Propagazione: Riprodurre le piantine selezionate per creare nuove viti. ![]()
INCROSTATO (di tartaro): si dice di una vasca, di un uno scambiatore o di qualsiasi altra attrezzatura vinaria quando è ricoperta di cristalli di tartrato o di cremortartaro. Così ad esempio, al termine della fermentazióne alcolica o dopo la stabilizzazione tartarica, le vasche sono incrostate. L’incrostazione viene tolta con lavaggi a base di soda caustica e successivi risciacqui con acqua sino all’eliminazione della soda.
INDICE DI MATURAZIONE: è il rapporto: zucchero in g/ L rispetto ad acidità totale in g/L (espressa come Acido Tartarico o Acido Solforico). Si tratta di un indicatore della maturazione delle uve che permette di decidere la data della vendemmia e l’ordine nel quale gli appezzamenti dovranno essere vendemmiati.Ad esmpio in Champagne, questo indice si colloca tra 18 e 25 al momento della raccolta.
INEBRIANTE: si dice di uno spumante molto ricco di alcol e con profumi eterei tali da renderlo piacevolmente esaltante.
INFAVATA: si dice di uva appassita con l’intervento della ‘muffa nobile’ e i cui acini, durante l’appassimento, assumono il colore delle fave cotte.
INFILTRANTE: si dice di un vino che ha la capacità di riempire ogni area del palato di sapore.
Note: è una proprietà che hanno solo i vini migliori.
Sinonimi: pervasivo.
INTENSITA’ gustativa e gusto-olfattiva: è percepita “quantitativamente”, e corrisponde alla forza e alla potenza di un vino. L’intensità dipende, oltre che dalle caratteristiche del vino, dalla temperatura di servizio.
INNESTO: pratica colturale per la moltiplicazione agamica delle piante, che consiste nel saldare su una pianta (detta portainnesto o piede) una parte (detta nesto) di un’altra pianta di una varietà differente, al fine di migliorarne o rafforzarne i caratteri. Con l’innesto l’unione di parti di piante diverse porta alla costituzione di un unico individuo.
Note: E’ una forma di moltiplicazione agamica che si è resa indispensabile per la vite dopo la comparsa della fillossera. Il portainnesto o soggetto o piede è la parte che ha o emetterà le radici (generalmente costituito dal “selvatico” di viti americane); il nesto o marza è la parte destinata a portare le foglie e i frutti (varietà europea). ![]()
INOCULAZIONE: pratica enologica che consiste nellapportare micro-organismi o altre sostanze in
quantità precisa:
• Si pratica un inoculo di lieviti vivi con 10 g/hL di lieviti secchi attivi ( LSA) nei mosti per indurre la fermentazione alcolica.
• Nella Spumantizzazione, si inocula il vino base con lieviti vivi per ottenere la presa di spuma. Ci vogliono da 1 a 3 milioni di lieviti vivi per mL di vino base affinché la presa di spuma si svolga in buone condizioni.
• Si inocula il vino con microcristalli di tartrato in ragione di 4 g/L all’inizio del trattamento del freddo in continuo.
Sinonimi: Inoculo , Inseminazione. ![]()
INSIPIDO: si dice di uno spumante povero di sapore e senza nerbo (v. nerbo).
INSABILITÀ PROTEICA: è tipicamente considerata il difetto non microbiologico più comune nei vini bianchi e coinvolge le proteine solubili che tendono a denaturarsi nel tempo e a portare alla formazione di torbidità e depositi in bottiglia. Per l’industria enologica è molto importante prevenire questo fenomeno soprattutto nella vita di scaffale dei vini poiché questo determina un abbassamento della qualità percepita del prodotto e lo rende inappetibile al mercato, oltre che generare una cattiva reputazione nei confronti del produttore.
(scheda)
INTENSO: (di sapore o aroma) più evidente e pronunciato degli altri; (di colore) forte e concentrato; (di profumo) che sa sensazioni forti; (di gusto) molto persistente.
Note: È un termine che si riferisce tipicamente ad uno specifico aspetto del vino anziché al vino nel suo insieme.
INTERMEDIARIO: se la filiera viticola coinvolge un gran numero di soggetti diversi, alcuni hanno interesse più di altri a essere discreti e sono quindi meno noti al grande pubblico. Il proprietario, l’enologo, il giornalista specializzato o alcuni sommelier nutrono tutto l’interesse di farsi conoscere dal pubblico. Al contrario, l’intermediario è sempre un uomo che agisce nell’ombra, ma è particolarmente influente. Questa professione altamente specializzata esiste sin dall’epoca romana. L’intermediario è un esperto. Fa parte di un sindacato regionale preciso, è uno specialista insostituibile per la sua conoscenza approfondita del terroir su cui esercita, ma anche degli uomini, delle famiglie e delle tradizioni locali. E’ parte integrante di quello che potremmo chiamare «ecosistema regionale». La maggior parte dei viticoltori non mette tutta la propria produzione in bottiglia. L’intermediario è la persona alla quale il viticoltore (o la cantina cooperativa) affida una parte della produzione che si trova ancora nei tini o nelle botti, affinché sia venduta sfusa presso potenziali acquirenti come negozianti o altre cantine cooperative. L’intermediario fa da tramite tra due vinificatori, l’uno desideroso di acquistare un complemento del vino per i suoi bisogni commerciali, l’altro desideroso di liberarsi di un lotto in eccedenza. Un viticoltore particolare può anche alleggerirsi di un lotto di bottiglie non etichettate, che sarà rivenduto a un negoziante su richiesta. Se la discrezione fa parte del suo mestiere, l’intermediario è prima di tutto un commerciante. Rappresenta anche il barometro dell’economia vitivinicola locale. Il
negoziante chiede informazioni all’intermediario su un certo vino piuttosto che un altro, sulla tendenza del mercato e sui suoi bisogni. Diventa persino il mediatore in caso di controversia afferente all’integrità di un produttore, o all’autenticità della provenienza di un vino.
INTORBIDIMENTO: modificazione della limpidezza del vino per la formazione di sostanze insolubili causata da alterazioni fisico-chimiche.
INVAIATURA: fase della maturazione dell’uva in cui gli acini cambiano colore, passando dal verde al giallo o al rosso, corrispondente all’inizio della maturazione delle bacche (acini).
Note: A seconda delle varietà e del clima può avvenire tra la metà di agosto e la metà di settembre. Nel corso dell’invaiatura, le pareti delle cellule della polpa delle bacche diventano più elastiche e possono espandersi, consentendo l’accrescimento per distensione delle cellule. A questo punto inizia l’accumulo di zuccheri solubili nelle cellule della polpa e la degradazione dell’acido malico. La presenza degli zuccheri stimola l’afflusso di potassio e sostanze azotate. Negli acini a bacca rossa si accumulano gli antociani. ![]()
INVECCHIAMENTO: maturazione del vino che avviene prima in botte e poi in bottiglia.
Note: Più correttamente si dovrebbe parlare prima di affinamento e poi di conservazione, e, al limite, di invecchiamento quando il vino è in bottiglia. Infatti il vino, appena svinato, migliora le proprie caratteristiche organolettiche riposando al buio e al fresco della cantina per un determinato periodo (è la fase di affinamento in botte). Mentre una certa permanenza in bottiglia favorisce la formazione di alcuni composti che possono originarsi solo nell’ambiente ridotto (privo o quasi di aria) della bottiglia (invecchiamento), dando origine a cambiamenti del colore (che assume toni più morbidi), della limpidezza (che aumenta progressivamente), del profumo (grazie alla formazione di esteri ed eteri) e del sapore (diminuzione dell’acidità e formazione di nuove sostanze). In pratica, in enologia, il termine è utilizzato per fare riferimento all’intero processo, compreso l’affinamento. Ultimamente si sta rivalutando l’appropriatezza di questo termine, non solo perché usato in modo improprio, ma anche perché ha assunto una connotazione negativa, in quanto si è meglio compreso che la nobiltà di un vino non risiede nella sua vecchiaia ma nella longevità, ovvero la capacità di migliorare le proprie caratteristiche di giovinezza sfidando il passare del tempo.
INVECCHIATO IN BOTTIGLIA: si dice di un vino che è stato lasciato maturare e sviluppare in bottiglia.
Note: È un altro dei termini di vinificazione che si possono ritrovare sulla retroetichetta della bottiglia. Molte cantine invecchiano il loro vino in bottiglia, da poche settimane a molti anni. I vini di alta qualità, specialmente i rossi, una volta acquistati dal consumatore, possono necessitare di ancora un po’ di invecchiamento, mentre la maggior parte dei vini comuni è fatta per essere bevuti entro poco tempo dalla messa in commercio.
INVECCHIAMENTO SU LATTES: è l’invecchiamento degli Champagne/Spumanti Metodo Classico sulle fecce di lieviti morti, dopo la presa di spuma. L’autolisi dei lieviti avviene durante questo invecchiamento sur lattes. È la scomposizione dei lieviti morti che libera delle sostanze, in particolare dei piccoli peptidi, che danno pastosità e morbidezza ai vini spumanti. ![]()
INVERTASI: enzima che agisce sul saccarosio trasformandolo il glucosio e fruttosio.
IODIO (Sentore di): appartiene alla Famiglia degli aromi marini. Gli aromi di iodio, spesso accompagnati da un sapore salato, sono presentiin alcuni vini bianchi ottenuti da Chardonnay, nel vino spagnolo Xérès Manzanilla, in Andalusia, sul terroir di Sanlùcar de Barrameda.
IPERCOLLATURA: persistenza in un vino di una certa quantità delle proteine aggiunte per chiarificarlo, che fa si che esso si presenti velato o torbido.
IPEROSSIGENAZIONE: tecnica moderna nella produzione di vini bianchi, che consiste nel provocare una violenta ossidazione dei mosti prima della fermentazione, al fine di favorire l’insolubilizzazione e l’eliminazione delle sostanze coloranti ed estrattive ossidabili e migliorare, così, le qualità organolettiche, la stabilità e il colore del vino.
IPM (Integrated Pest Management): parte del complesso sistema di riduzione dei prodotti chimici in agricoltura (che sono stati quasi sempre usati in passato in maniera cieca) fino al minimo necessario. Oggi, il moderno vignaiolo è meglio educato e prende in considerazione i cicli della vita degli insetti nocivi della vigna, i loro predatori naturali e le specifiche condizioni dell’ambiente che circonda il vigneto, prima di sviluppare i rimedi per ridurre i cattivi effetti degli insetti nocivi sulla salute della vite e dell’uva. IPM è un componente integrale nello sviluppo di un’agricolturaenologica organica e biodinamica.
IRRADIANTE: si dice del finale molto lungo e saporito di un vino di grande qualità (v. anche finale).
ISTITUTO AGRARIO SAN MICHELE ALL’ADIGE (ISMAA): Istituto, con sede a San Michele all’Adige, che effettua e promuove attività di ricerca e sperimentazione scientifica, di istruzione e formazione, di assistenza tecnica, nonché di servizio alle imprese, il tutto finalizzato alla crescita socio-economica e culturale degli addetti all’agricoltura e allo sviluppo del sistema agro-alimentare e forestale, con particolare riferimento all’ambiente e alla tutela del territorio trentino.
Note: Fu fondato il 12 gennaio 1874, quando la Dieta regionale tirolese di Innsbruck deliberò di attivare a San Michele una scuola agraria con annessa stazione sperimentale per la rinascita dell’agricoltura del Tirolo. Dal primo gennaio 2002 l’Istituto si articola in tre centri: scolastico, sperimentale, per l’assistenza tecnica. ![]()
ISTITUTO ITALIANO TALENTO METODO CLASSICO: associazione che raggruppa 22 delle migliori case spumantistiche italiane e che si prefigge lo scopo di valorizzare, sotto il marchio di certificazione “Talento”, la notorietà, la riconoscibilità e l’immagine di qualità della spumantistica metodo classico, presso il trade e il consumatore finale a livello nazionale e soprattutto internazionale.
Note: Fu fondato nel 1975 come Istituto Italiano Metodo Champenois, dai produttori Antinori, Carpené, Contratto, Ferrari, Gancia e La Versa. Il cambio di nome è avvenuto nel 1996, con la registrazione del marchio “Talento”, ideato per rappresentare in Italia lo spumante “Metodo Classico”, in quanto la menzione “Champenois” è consentita da quell’anno solo nel territorio francese. Fino al 2004 l’Istituto ne aveva l’uso esclusivo, quindi solo le aziende associate potevano fregiarsi della menzione “Talento” sulle proprie bottiglie di spumante. Con il decreto del 30 dicembre 2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.12 del 17 gennaio 2005 “La menzione “Talento”, indicante una qualità superiore ai sensi del regolamento CE n.1493/1999, allegato VIII, sezione E, paragrafo 8, è riservata e protetta esclusivamente per la designazione e presentazione dei vini spumanti di qualità prodotti in regioni determinate (V.S.Q.P.R.D.) e dei vini spumanti di qualità (V.S.Q.) italiani elaborati con il metodo classico”.
ISTITUTO SPERIMENTALE PER LA VITICOLTURA (ISV): istituto che svolge attività di ricerca e di sperimentazione nel settore viticolo a livello nazionale.
Note: L’istituto nasce nel 1923 a Conegliano Veneto, come Stazione sperimentale di viticoltura, costituita da tre sezioni: viticoltura, chimica viticolo enologica, fisiologia e patologia viticola. Nel 1933, dopo essere stato trasformata in Regia Stazione sperimentale di viticoltura ed enologia, gli viene affidato il servizio di vigilanza contro le frodi nella preparazione e nel commercio dei prodotti agrari e delle sostanze utilizzate in agricoltura, per le province di Padova, Treviso, Verona e Vicenza. Nel 1951 vengono costituite (TV) le collezioni ampelografiche a Susegana, che dal 1995 è diventata la Sezione di ampelografia e di miglioramento genetico. Dal 1967 la Regia Stazione diventa l’attuale Istituto, con quattro sezioni operative centrali e tre periferiche (Asti, Turi di Bari e Arezzo). Dal 1969 al 1986 gli viene affidata la disciplina e il controllo dei materiali di moltiplicazione della vite. Nel 1970 è nata l’azienda di Tormancina per la raccolta del germoplasma viticolo nazionale. Compiti principali dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura sono l’individuazione delle aree più vocate, la definizione dei protocolli colturali per la qualificazione e la differenziazione delle produzioni, il miglioramento genetico-sanitario e la caratterizzazione dei vitigni.
ISTITUTO SPERIMENTALE PER L’ENOLOGIA: istituto, fondato nel 1872 come Regia Stazione Enologica Sperimentale di Asti, che ha oggi il compito di provvedere agli studi e alle ricerche di ordine fisico, chimico e biologico, riguardanti la composizione e la trasformazione delle uve, la preparazione, la conservazione e il miglioramento tecnologico dei prodotti vinicoli, secondo le esigenze poste allo sviluppo della produzione vitivinicola nel contesto dei mercati interni e internazionali. ![]()
ITTIOCOLLA: colla proteica per vino bianco (o rosato), ottenuta a partire dalla vescica natatoria dei pesci, principalmente dello storione. Dose di utilizzo: da 1 a 3 g di colla secca/hL. Questa colla proteica presenta pochissimi rischi di surcollage (eccesso di chiarificazione). Spesso associata alla bentonite, questa colla piuttosto onerosa, ma rispettosa delle caratteristiche del vino, permette di ottenere un’ottima brillantezza dei vini bianchi.
Sinonimi: Colla di pesce