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Il
vino racconta
A San Severo la cultura della vite assume un
importanza per l’economia cittadina già dagli inizi dell’ottocento,
tanto da diventare famosa per il suo ottimo vino bianco.
Questa
nuova economia vinicola fa nascere nuovi comportamenti, tradizioni,
abitudini e proverbi che si sono mantenuti intatti sino a pochi
decenni fa. L’avvento del progresso tecnologico, assieme alle mutate
esigenze dei mercati, hanno segnato il rapido declino dei tradizionali
metodi della raccolta dell’uva e della sua vinificazione.
In
questa raccolta di foto dei primi del ‘900 si vuole testimoniare
questa antica tradizione.
"… un’esperienza secolare in materia si è definitivamente conclusa. Scomparsi
i cento punti di lavorazione, scomparsi i tinelli, i carri, gli stessi
odori che fino a tempi recenti avvolgevano per un buon mese la città.
Ancora pochi anni fa, nella fase di transizione, la fila lunghissima
dei carri in attesa di scaricare l’uva presso la Cantina Cooperativa
raggiungeva e talvolta superava la mia casa, ad almeno trecento metri
dal punto di scarico. Ora tutto si fa sbrigativamente."
(Nino Casiglio)
Foto 1.
Agro di San Severo nel 1600. Mappa
dell’agro di San Severo del 1600 in cui si notano le vigne intorno
al paese.
Foto 2.
Zona San Severo DOC. Sansevero è il primo vino pugliese ed uno dei primi vini italiani ad
avvantaggiarsi della D.O.C.; infatti il decreto che ne disciplina la
produzione risale al 19 aprile 1968.
Foto 3.
Preparazione del tinello.
Una persona preposta a sistemare l’uva raccolta nel tinello.
Foto 4.
Barili e tinelli. I tinelli servono per il trasporto dell’uva, i barili per il vino.
Foto 5.
Barilai. Fare le botti e i tinelli è un mestire che i ragazzi imparano da piccoli.
Foto 6.
Arnesi del bottaio.
Foto 7.
Maestro Bottaio. Maestro bottaio davanti alla sua bottega.
Foto 8.
Vendemmiatrice. Il tinello viene trasportato dalle donne sulla testa e dagli uomini sulla spalla.
Foto 9.
Il carretto. I tinelli pieni d’uva (peso circa 50 kg) vengono caricati su carretti che ne contengono 24 ( due salme).
Foto 10.
Vendemmia. I tinelli pieni d’uva (peso circa 50 kg) vengono caricati su carretti
che ne contengono 24 (due salme).
Foto 11.
Il pasto del cavallo. La sosta con il pasto del cavallo.
Foto 12.
Il trasporto dell'uva. L’uva arriva al paese dalla vigna sul carretto, ogni carretto che arrivava
rappresenta "un viaggio".
Foto 13.
Stabilimento vinicolo. Fila di carretti davanti ad uno Stabilimento vinicolo agli inizi del ‘900.
Foto 14.
Il pigiatore d'uva. L’uva viene pigiata con i piedi in un contenitore a forma di parallelepipedo
(palmento).
Foto 15.
Raccolta della vinaccia. La vinaccia viene raccolta e inviata alle distillerie per la produzione
dell’alcool.
Foto 16.
Il Banditore del vino e l'assaggio. Il vino di ogni cantina è pubblicizzato da un banditore che gira per le vie del paese lodandone
la bontà e facendolo degustare in particolari e affusolati bicchieri.
Foto 17.
La cantina. La cantina è il ritrovo serale ove si parla, si giocava a carte e si
consumava vino insieme a frugale companatico: formaggio, alici salate, carne secca "muscisch", noci.
Foto 18.
La mescita. Il vino venduto sfuso nella cantina.
Foto 19.
Vendita. Carico di vino per la vendita.
Foto 20.
La spedizione del vino. Il vino "parte" dalla stazione ferroviaria in botti da circa
500 litri.
Foto 21
L'attesa
Il carico (viaggio) è pronto, si attende il carretto per
portare l'uva al paese.
Foto 22
La pesa
L'uva veniva pesata quando doveva essere venduta a terzi.
Foto 23
Commerciante
di Vini
Antica azienda di vinificazione e commercio vino.

LA SOCIETA’ COOPERATIVA VITICOLTORI
SAN SEVERO
Galleria
Immagini
MARIO
SOLDATI
a San Severo nel 1979, in uno dei suoi reportage sulla produzione
vinicola. Scritto
inedito di NINO CASIGLIO Viticoltura
e vino a San Severo |
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