Semplicità mediterranee

Puglia: Vini, olio extravergine, pasta artigianale, mozzarelle e lampascioni.

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Le etichette
Ci sono grandi etichette anche in questa regione. Esordiamo con due vini della zona di Lecce che si sono già imposti a livello internazionale. Uno è il Patriglione della Taurino. Nasce da uve negramaro con piccole aggiunte di malvasia nera vendemmiate più che mature. È intenso, ricco e speziato. Vigoroso ed elegante insieme. L'altro vino da tenere in gran conto è sicuramente il Nero della Conti Zecca di Leverano. Qui il negramaro si sposa con una ricca percentuale di cabernet-sauvignon per dar vita a un vino di stoffa morbida, intenso, elegante al naso, molto lungo al palato. Rimanendo nel leccese non si può non segnalare la produzione di un'altra cantina di alto livello, la leone de Castris. Tre sono i vini da segnalare. Il primo, il Five Roses, è il più famoso rosato italiano nel mondo, immediato eppure intenso. C'è poi il Salice Salentino riserva, un grande vino, soprattutto per rapporto qualità-prezzo. In Salento opera anche la cantina di Albano Carrisi che, se è famoso come cantante, lo sta diventando anche come vignaiolo. Il suo Salento Nostalgia è in prepotente ascesa. E infine il Donna lisa, un rosso molto intenso e molto meridionale. Tra i vini primitivi di Manduria assai riusciti sono sia quello di Pervini sia quello di Felline. Ma risaliamola regione per incontrare una denominazione in forte crescita qualitativa: Castel del Monte. Qui c'è un'etichetta storica che è il Falcone della Rivera ottenuto da uva di Troia e Montepulciano. È un rosso di buona struttura e tuttavia fine (con ottimo rapporto qualità-prezzo). Così come molto buono è il Vigna Pedale di Torrevento che nasce da uva di Troia in purezza. Un piccolo gioiello è la cantina Santa Lucia dei Perrone Capano che produce un ottimo rosso e una chicca, l'Aleatico di Puglia, vino da meditazione. Di recente è emersa in questa zona la produzione di Tormaresca, possedimento pugliese degli Antinori, che ha puntato sui bianchi: molto buono è il suo chardonnay. E già che siamo a parlare dei bianchi detti del locorotondo, troviamo anche un'ottima e inaspettata produzione: quella di spumanti della cantina D'Araprì di San Severo. Si tratta di bollicine d'autore.

Carlo Cambi

Qui TOURING  marzo 2002

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