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PRONTI? Si parte per cercare vini buoni, magari introvabili nell'enoteca sotto casa. Ma anche
per conoscere meglio in mondo del vino, attraverso il racconto dei protagonisti, produttori e cantinieri, gentili e disponibili ad accogliere e soddisfare la "sete" di notizie di consumatori esperti e meno esperti.
Domenica trentatré cantine, da San Severo a Tricase, attraversando praticamente l'intero territorio pugliese, apriranno i cancelli ai turisti che vorranno carpire tutti i segreti del vino, agli appassionati che cercheranno di percepire la differenza, per esempio, tra il Castel del Monte di Rivera e quello di Santa Lucia, tra il primitivo della Cantina di Sava e quello della Cantina di Manduria, tra il Salice di Leone de Castris e quello di Zecca.
Le cantine che resteranno aperte per avvicinare sempre più gente al vino, si sono attrezzate
anche per offrire la migliore accoglienza possibile ali enoturista, cioè il turista che scopre il territorio sulla scia del vino, per
così dire, seguendo l'itinerario di Bacco. In Puglia gli enoturisti sono numerosi.
"L'anno scorso - ricorda VittoriaCisonno, presidente del Movimento Turismo del Vino di Puglia e da un paio di mesi anche direttore generale del movimento nazionale - furono più di diecimila gli enoturisti che in Puglia andarono per cantine in occasione del wineday. Con aziende che prolungarono l'apertura ben oltre l'orario prestabilito, le 18,
per l'incessante affluenza di turisti". Non mancarono episodi simpatici,
come l'intervento dei vigili urbani alla Torrevento per regolamentaie l'enorme afflusso di autovetture; la fiumana di gente che "travolse" le cantine Coppi; il proseguimento degli spettacoli sin oltre le 22 alla Rivera per il continuo arrivo di appassionati di vino.
"Quest'anno prevediamo di raddoppiare il numero dei partecipanti a
Cantine Aperte - continua la Cisonno - allineandoci così ai livelli nazionali". Tant'è vero
che nelle 856 cantine italiane che partecipano alla manifestazione di domenica si prevede la presenza di oltre un milione di visitatori.
D'altronde Cantine Aperte 2001 presenta anche altri motivi d'attrazione, insieme al vino. Per esempio l'alleanza con i prodotti tipici come il pane di Altamura, il formaggio canestrato, l'olio extra vergine d'oliva, il caciocavallo che selezionati dall'Associazione lattiero casearia, dalla Confederazione nazionale dell'artigianato e dall'Associazione culturale Trattorie di Puglia (che ha pubblicato il pregevole libretto "Botti & Bottiglie" -oltre all'ormai indispensabile "Trattorie di Puglia"), potranno essere degustati in tutte le cantine che partecipano alla manifestazione del Movimento Turismo del Vino.
L'obiettivo del Movimento fondato nel 1993 e che entro il 2003 potrà contare su cinque milioni di enoturisti, è quello di calcare
l'accelleratore su valori come tipicità, genuinità, terroir. Quindi, che il vino sia espressione del territorio, che si valorizzino i prodotti agroalimentari riconosciuti a denominazione di origme protetta (dop), che venga dato
ulteriore valore al patrimonio rurale e alle bellezze culturali delle città del vino. Tant'è vero che quattro agenzie di viaggio (Geo di Bisceglie; Mille & Una Puglia di San Severo, Elios Tour di Lecce e Norba In di Conversano) hanno organizzato percorsi d'arte e itinerari
enoturistici in pullman per visitare monumenti e cantine aperte domenica, con degustazione anche di prodotti tipici.
E restando in tema, il vino rosato 'Mediterraneo' a indicazione geografica tipica prodotto dall'azienda vitivinicola di Al Bano, la "Albano Carrisi sas" di Cellino San Marco, si è aggiudicato
la medaglia d'oro nella seconda selezione nazionale dei vini da pesce, nell'ambito della 61esima Fiera internazionale della pesca di Ancona.
Il 'Mediterraneo' guida un gruppo di vini bianchi e rosati, ritenuti da sei commissioni di enologi quelli che meglio si sposano con il pesce e che hanno medaglie d'oro, argento, bronzo e diplomi di meriti: 291 i campioni esaminati, presentati da 138 aziende, in rappresentanza di 17 regioni italiane. (Michele
Pizzillo)
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