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E' andata bene la manifestazione "Benvenuta Vendemmia" che, su iniziativa del Movimento Turismo del Vino, ha concluso un'annata densa di attività volta ad attivare una serie di eventi in favore della conoscenza e della degustazione del nettare caro al dio Bacco. Le uniche due Cantine della provincia di Foggia che hanno aderito, la "D'Alfonso-Del Sordo" e la "D'Araprì" di San Severo, continuando la stessa disponibilità data il 31 maggio, in occasione di "Cantine Aperte", e il 10 agosto per "Calici di Stelle", si sono messe a disposizione di intenditori, estimatori e semplici curiosi che hanno visitato i vigneti delle contrade "Sant'Antonino" e "Monsignore" dove le due aziende coltivano le loro uve, e le cantine di vinificazione site in via Apricena e in via Zannotti. Alla giornata di domenica 19 settembre era pure abbinata una gara di solidarietà in favore dell'Associazione Italiana contro la Sclerosi Multipla: "Un bicchiere per la vita" del costo di 10.000 lire ciascuno, che ha avuto successo.
Tutti i contenitori, infatti, sono stati venduti. Dice Enrico Priore, uno dei tre soci della "D'Araprì", un'azienda nata dalla collaborazione tra amici appassionati del buon
vino (Girolamo D'Amico e Luigi Rapini) e ora diventata una realtà imprenditoriale: «La gente è venuta anche perché ci siamo sforzati, utilizzando pure dei cartelli stradali, di metterla in condizione di trovarci facilmente. Il movimento c'è stato, come si è evidenziato un marcato interesse: Non abbiamo assistito, però, a presenze di politici ed operatori del settore , che avrebbero dovuto sentire la necessità di partecipare. Purtroppo, conosciamola realtà che ci circonda».
San Severo, per fortuna, è riuscita a rientrare nella normativa "Le strade del Vino" a livello nazionale e ci sono tutte le premesse, grazie allo sviluppo delle attività agrituristiche e all' auspicato decollo del Parco del Gargano, per ulteriori salti di qualità. In questo fine settimana si svolge, però, una "Sagra dell'Olio e del Vino" senza identità e senza prospettive strategiche di mercato e, soprattutto, di marketing, fatta probabilmente per far guadagnare qualche provvidenziale faccendiere che deve raccogliere un po' di soldi dalla pubblicità e dall'uso dei gazebo. Rileva ancora Priore: «Non ci interessa vendere qualche bottiglia. In questa Sagra
non c'è coinvolgimento dei produttori, non c'è una gestione comune. Inoltre non vengono sollecitate a collaborare associazioni come la "Daunia Enoica" che, a detta di tutti, sta bene operando sin dalla sua costituzione e che vede il suo presidente, Michele De Lilla, darsi molto da fare».
Già. Evidentemente per qualcuno vale di più l'uovo di oggi che la gallina di domani.
Luigi Amoroso
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