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"Raccontare la nostra storia, significa evocare una tradizione che da oltre un secolo, ha forgiato tre famiglie all'insegna dell'arte e della passione. Da tanti anni
d'Araprì, racconta non solo la storia della Daunia ma anche quella di uomini che hanno saputo inter¬pretare l'arte vitivinicola di questa regione". Tutto comincia, repetita
iuvant, nel 1979 quando Girolamo d'Amico, Louis Rapini ed
Ulrico Priore (d'Araprì, acronimo dei cognomi), accomunati dalla passione per la musica, danno vita all'unica realtà pugliese ed una delle rare nel Meridione, che produce solo spumante con il Metodo Classico. Inoltre: talento degli uomini; vigneti tra i migliori di Puglia (quelli di San Severo, tra microclima e chimica del suolo); cantine storiche, risalenti al seicento dell'anno mille, nelle quali si può ammirare un pezzo delle antiche mura di cinta del 1200, la prigione dei carbonari Morelli e Silvati, una pressa ed un frantoio ipogeo, sono lo scenario in cui si ode il suono delle bottiglie, ancora mosse a mano sulle puprites; il vitigno autoctono "bombino", lasciato a San Severo, forse, dai Cavalieri Templari, ritornando dall'Oriente ed ivi insediatisi: bacca ampiamente utilizzata per la dote di conferire al cuvèe un tocco di eleganza e raffinatezza. Queste sono le condizioni in cui nasce e dà lustro a d'Araprì, la "Dama Forestiera", vendemmia
'03, sboccatura '09, appena insignita delle "Cinque Sfere" trai migliori spumanti d'Italia, massimo riconoscimento, decretato da "Bere Spumante", uno dei più importanti concorsi nazionali. Il primo dicembre, nel Palazzo della Borsa di Milano, scelto non a caso per evidenziare che il mondo degli affari non è rappresentato solo dai prodotti finanziari, ma anche dai prodotti agricoli, quelli che i contadini sanseveresi sanno fare bene da secoli, avverrà la cerimonia di premiazione.
l'Attacco, ha visitato in anteprima
l'elegante location della "premiata ditta", che si è "regalata" per il compleanno ('79-'09), in via Umberto Fraccacreta (tutt'uno con le Cantine), in uno dei palazzi storici. La ristrutturazione, ha portato alla luce splendidi affreschi, che si potranno ammirare in occasione di prossimi eventi e convegni. Qui, Ulrico Priore descrive la"Dama Forestiera": "Proviene dalla vendemmia '03, blanc de noir, spumante realizzato con uve di Pinot Nero e Montepulciano
(vinificate in bianco, da uve a bacca nera), delle tenute d'Araprì. La nostra forza - continua Priore - è la filiera corta e costante, che sfida anche questo momento economico. Si può investire da soli, in
piccole realtà, ma bisogna fare necessariamente sistema. Il San Severo DOC è un patrimonio depauperato per una serie di motivi". Storicamente la deframmentazione non ha prodotto risultati positivi; inoltre, oltre alla
massimizzazione dei profitti, ci vuole amore, passione, arte, creatività. Così il 'francese" Louis Rapini: "Il nostro patrimonio vitivinicolo è quasi morto. Dove non c'è vigna, c'è povertà e la Francia, queste cose ce le insegna. Al di là del discorso commerciale, in Francia c'è formazione". Aspetto importante in un territorio a vocazione agricola, come quello sanseverese. "Certo - riprende Priore - noi facciamo convegni e ci dedichiamo ai giovani, anche se è passato un messaggio sbagliato: agricoltura, sinonimo di povertà. Così non è. Guardiamo alla Toscana, al Trentino. Io cerco di trasmettere messaggi positivi, dedicati alla nostra arte, alla nostra cultura. Magari ci fossero 30 0 40 aziende come la nostra a San Severo, saremo i primi ad esserne felici". Priore, non nasconde il suo sentimento di sofferenza per questo impoverimento della cultura contadina, legata a chi il mestiere lo conosce e si impegna anche a trasmetterlo e conclude: "Oggi, si vuole tutto e subito. Il nostro quarto socio è il tempo. Nessuno, vuole mettersi con lui. Vede questo palazzo? Lo abbiamo ristrutturato con calma, nei minimi particolari, per usarlo come strumento che serva a far parlare del vino, dello spumante. Allo stesso modo, le nostre bottiglie, hanno bisogno del giusto tempo, prime di aprirle". Dedicata alla
Gentildama inglese Elisa Croghan, che si trova a gestire le enormi tenute ed amare l'ultimo Principe di San Severo, Michele di Sangro, alla fine del 1800. Tenute che, per volere testamentario, saranno lasciate a San Severo, divenendo così, il più grande vigneto d'Italia. Lei, solo lei, entrerà nella storia della Capitanata, col nome di "Dama Forestiera". Ed è con tale nome che il grande scrittore, Nino Casiglio, Le intitolerà un famoso ed introvabile romanzo. Prodotta solo in bottiglie Magnum, i 5000 esemplari si affinano in 5 anni nelle Cantine della Casa
d'Araprì, giusto tributo al palato, giusto premio (non è il primo) e vanto a d'Amico, Rapini e Priore, da San Severo, in via Zannotti, 30: sempre più famosa.
beniamino antonio pascale
L'ATTACCO
4 novembre 2009
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