D'Araprì battezza "La dama forestiera"


Per gli appassionati di letteratura, "La Dama forestiera" è il nome dell'ultimo romanzo dello scrittore Nino Casiglio, edito dalla Rusconi di Milano nel 1983; da oggi, però, è anche il nome di uno dei raffinati spumanti prodotti dalla ditta d'Araprì di San Severo, che sarà ufficialmente presentato il prossimo 6 novembre, nella sede delle Cantine d'Araprì di Via De Troia. 
Per l'occasione, interverranno, moderati dal giornalista della Rai Enzo Del Vecchio, Girolamo D'Amico, uno dei tre "moschettieri" della ditta pugliese, il sindaco della città, Michele Santarelli, il direttore emerito della Biblioteca comunale, Benito Mundi, la figlia dello scrittore scomparso, Anna Maria Casiglio, il docente del Politecnico di Milano Giuseppe Catalano, il giornalista Francesco d'Agostino e il magnifico Rettore dell'Università di Foggia Antonio Muscio. Allieterà la serata il maestro Vittorio Basanese.
Toccherà a loro, dunque, presenziare al battesimo di una cuvée ottenuta da uve a bacca nera, Montepulciano e Pinot Nero, offerta al pubblico dopo cinque anni di invecchia-mento, in una sobria ma elegante bottiglia magnum. "La Dama forestiera" vuole rappresentare un omaggio ad Elisa Croghan, la compagna dell'ultimo principe di Sangro, Michele. E' lei che, interpretando la volontà dell'uomo, ha donato alla comunità di San Severo le terre di Santa Giusta, per circa 1600 ettari, con l'obiettivo di contribuire al progresso dell'agricoltura.
Elisa, scomparsa nel 1912, fu una donna forte, che a Parigi aveva incontrato l'erede di una secolare dinastia, seguendolo in terra di Puglia. Dopo la scomparsa del principe, nel 1891, Elisa, tra molte difficoltà, cercherà di attuare il suo proposito.
Nel romanzo, Casiglio modifica il cognome della donna, trasformandolo in Craig, ma la vicenda è perfettamente riconoscibile. La morale della favola, secondo lo scrittore, è amara, visto che il vero progresso non c'è stato e il contadino è rimasto solo con la sua piccola furbizia; ma la speranza è l'ultima a morire.
Qualche anno fa a San Severo hanno aperto i battenti alcuni corsi della Facoltà di Agraria, sede staccata dell'Ateneo di Foggia, ed è in corso di realizzazione una residenza universitaria che sarà proprio intitolata ad Elisa Croghan. In questo modo la città renderà ancora più esplicito il suo tributo di riconoscenza verso di lei, che oggi riposa a Torremaggiore.
L'omaggio a questa donna è anche un'occasione per riprendere tra le mani il bellissimo romanzo di Casiglio, ricco, tra l'altro, di squarci paesaggistici, di visioni incantate del nostro Tavoliere. E' un'opera che non nasconde una nota di malinconia, di fronte all'ineluttabilità della fine, un sentimento che lo scrittore trasmetteva all'ultimo di Sangro, destinato a spegnersi senza eredi diretti. Fare del bene è difficile, ci dice Casiglio, ma non per questo dobbiamo rinunciarci.
"La Dama forestiera" è dunque uno spumante ricco di pregio e di cultura. Complimenti a d'Araprì per l'iniziativa.

Francesco Giuliani

L'ATTACCO 3 novembre 2007

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