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Come le scarpe ci servono per camminare, il letto per dormire o la forchetta per mangiare, lo spumante ci aiuta a conversare.
Si può benissimo camminare scalzi, dormire sulla terra nuda e anche mangiare con le mani, come si può vivere senza parlare e senza brindare.
A chi invece ama la conversazione, consigliamo lo spumante perché, a differenza degli altri vini, non entra negli argomenti, si tiene discretamente e saggiamente in disparte, sicché
l'allegria, o l'inquietudine, possano affiorare senza ostacoli.
Che sia prodotto con il metodo Martinotti, Champenoise o Familiare il risultato nel bicchiere, è identico; la differenza, se c'è, è nel gusto.
In ogni caso la componente indispensabile, in uno spumante di qualità, è la freschezza che deriva dall'acidità delle uve, data, in natura, dalla latitudine, dall'altitudine o da intrinseche proprietà dell'uva.
Tutte le antiche varietà d'uva italiane, sia a bacca bianca che a bacca rossa, sono cariche d'acidità e ciò permette di ottenere straordinarie
bollicine anche in zone calde o non particolarmente elevate.
L'uso di queste varietà ci consente d'intraprendere e sperimentare con orgoglio, pur nella totale ammirazione per lo Champagne (che molto ci ha insegnato), una strada tutta italiana alla
spumantizzazione.
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In provincia di Foggia, dove tutto in agricoltura evoca il Mediterraneo, troviamo, tra i vitigni tradizionalmente coltivati, il Bombino Bianco, che predilige i terreni silicio-calcarei ricchi di scheletro e che si propone adattissimo alla produzione di spumante.
Il suo bouquet infatti è raccolto e franco e senza asperità con le note finali che ricordano la frutta tropicale e gli agrumi del Mare Nostrum.
Louis, Ulrico, Girolamo

PROPOSTA VINI dicembre 2009
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