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a cura di Paolo Alciati, Gilberto Arru, Vincenzo Cucurullo,
Valeria Grimaldi, Giancarlo Roversi, Patrizia Vasta per QualityADV
Le bollicine
che non ti aspetti....
Sfatiamo un mito: le
bollicine non sono più solo prerogativa del nord dell'Italia.
La crescente diffusione di questo prodotto ha avuto come conseguenze l'allargamento del consumo in ogni punto del Bel Paese e la "discesa in campo" di nuovi produttori o anche la "ripresa" di situazioni dimenticate o, al più, riservate ad una ristretta cerchia di appassionati e in poco tempo la vinificazione con metodo classico o charmat sono diventate pratica comune in ogni regione. Diamo quindi volentieri una breve panoramica delle zone più interessanti e piacevolmente sorprendenti.
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In Puglia...
Sempre più etichette Italiane di spumante conquistano posizioni di vertice nelle
classifiche delle guide specializzate ottenendo anche all'estero grandi affermazioni. Infatti secondo la Coldiretti il valore del fatturato per l'export si aggira sui 3 miliardi e mezzo di euro, al primo posto per il settore agroalimentare. Al successo contribuisce ora anche la Puglia, terra di tradizione vinicola che per lungo tempo ha quasi snobbato la produzione di vino spumante fin quanto a San Severo (FG) si iniziarono a produrre le prime bollicine da un vitigno autoctono, il Bombino bianco, che è da sempre riconosciuto come ottima base per spumanti e che nel giro di pochi decenni ha favorito un incremento di produzione di spumanti, sia a metodo classico sia charmat, e che ha portato la Capitanata a diventare distretto delle bollicine pugliesi. Infatti la sola zona dell'Alto Tavoliere è pari ad un terzo dell'intera produzione meridionale di spumante.
Il 3 Febbraio scorso si è costituito un apposito "tavolo verde" convocato dal Comune di San Severo al quale, oltre alla partecipazione dell'Assessore Regionale e di quello Provinciale alle attività produttive ed alle sigle delle più importanti organizzazioni sindacali presenti sul territorio, hanno partecipato tutte le aziende che producono vino e spumante. L'obiettivo principale è stato quello di creare di un "Distretto dello spumante" per favorire la riconversione delle aziende agricole, tutelare la salvaguardia del patrimonio rurale e dell'identità territoriale. La Sede provinciale
dell'Enoteca ed Elaioteca Regionale" ed un grande evento promozionale a carattere nazionale per il vino, saranno i mezzi attraverso i quali sarà sviluppato il piano di crescita del mercato delle
bollicine.
Parlando di numeri possiamo dire che ogni anno in Puglia vengono prodotte ottantamila bottiglie con il metodo classico, di cui 70.000 soltanto a San Severo e altre 100.000 col metodo charmat. Ma quello che più conta è il sempre più frequente utilizzo di vitigni autoctoni nelle produzioni. Questo si deve alla crescita qualitativa che negli ultimi anni ha vissuto il vino pugliese, di conseguenza anche le bollicine hanno continuato a mantenere la propria tipicità producendo spumanti dalle uve autoctone, che in alcuni casi come per il Bombino si esprime nel migliore dei modi avendo delle caratteristiche e delle peculiarità che ben si prestano alla
spumantizzazione.

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