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Daunia: sapori genuini
impregnati di storia.
L'itinerario si snoda attraverso quella zona identificata con il nome di Daunia a rievocazione dell'approdo su questo lembo di terra di un mitico re greco chiamato Dauno. Punto di partenza dell'itinerario è San Severo con il suo centro storico, dove sorge il prezioso Museo Civico, capace di offrire un' ampia panoramica dell'evoluzione e della civilizzazione del territorio
Dauno.
Inoltrandosi negli antichi vicoli che animano il cuore della città ci s'imbatte nella piccola cantina
D'Araprì, un autentico gioiello enologico, creato dalla fantasia e dalla passione di tre amici, Girolamo D'Amico, Louis Rapini e Ulrico Priore, che per gioco
hanno voluto intraprendere una bella avventura impegmandosi nella produzione di spumante alla maniera tradizionale. Oggi una solida realtà si presenta agli occhi dei visitatori nell'ambito di una suggestiva struttura del Settecento, con sotterranei dall'atmosfera affascinante, dove si consacra la nascita dello spumante. Qui è possibile ammirare l'intero ciclo produttivo che dà alla luce un prodotto di eccellente qualità, ottenuto dalla vinificazione di uve tipiche della zona di produzione San Severo DOC.
Accanto ai vignaioli
D'Araprì, altri coraggiosi imprenditori stanno promovendo l'iniziativa mirata alla valorizzazione dei sorprendenti sotterranei
della città di San Severo, assurti ormai a ricchi giacimenti di
nettare di vino. Per l'appuntamento a tavola, irrinunciabile sosta nel centro storico è la Fossa del Grano, vecchia stalla
trasformata in osteria dalla famiglia Stella. Un illustre esempio di gastronomia
tipica local é quello offerto dalla cucina della signora
Antonietta, alla quale è stato assegnato, tra l'altro, il premio Guida Trattorie di Puglia 2000, che esalta, tra le tante squisitezze, la ricca gamma di paste di grano duro.
Fuori dal centro storico si raggiunge la cantina della cooperativa Torretta
Zamarra, moderna struttura tecnologicamente avanzata, fondata nel 1977 da piccoli e medi viticoltori, i quali hanno conferito quegli appezzamenti di terra una volta parte integrante dello sconfinato feudo dei principi di Sangro. L'azienda ha un'estensione di 25.000 mq, con una capacità lavorativa che supera i 200.000 ettolitri di vino. Qui il curioso viandante può intraprendere
il suo viaggio alla scoperta dell'avvolgente mondo del vino, depositario d'infiniti segreti legati ai
processi di lavorazione, trasformazione ed imbottigliamento di un ottimo San Severo doc. .
L'itinerarip prosegue, quindi, lungo, la S.Severo -
Apricena, dove s' incontra l'azienda vinicola D'Alfonso Del Sordo, appartenente ad una delle prime famiglie in Puglia nella coltivazione della vite. É notoria l'attenzione che i D'Alfonso riservano al vigneto, uno dei più curati e moderni in Puglia: 90 ettari distribuiti in tre tenute in agro di S. Severo. Qui, in una sala avvolta dal fascino del tempo, come testimoniano i vecchi utensili da lavoro dell'antica civiltà contadina è possibile degustare ottimi
vini, che si fregiano di un marchio ormai ampiamente riconosciuto.
Si giunge così ad Apricena, lambita da due piccoli torrenti, il Vallone
e il Candelaro, dove le cave, di forte richiamo spettacolare, regnano
incontrastate sul paesaggio circostante. Nel centro stprico degne di nota sono il
palazzo Baronale e la Parrocchia di San Martino.
Da Apricela, percorrendo la S.P. n.36, si prosegue verso S. Paolo Civitate, un paesino adagiato sui Monti Liburni, che volge lo sguardo su un'emozionante paesaggio naturale che ingloba la foce del fiume Fortore e parte dell'Adriatico e tutto intorno campagne accarezzate da fertili filari di vite. Soffermandosi nel centro storico, è possibile visitare il Palazzo Gonzaga, bell'esempio di residenza castellana con un torrione quadrato risalente al XVI secolo. A pochi chilometri dal centro di San Paolo Civitate si trova Defensola Ranch, tipica costruzione rurale risalente agli anni cinquanta, acquistata nel 1988 da Antonio De Virgilio e trasformata cinque anni dopo in un agriturismo, che richiama il ranch americano, la cui struttura ospita ben cinque appartamentini, graziosamente arredati e dotati di angolo cottura. Qui il turista vive in simbiosi con il mondo della natura: un allevamento di oche, struzzi e pecore esalta il gusto e
la semplicità della vita di campagna. Anche la cavalcata tra gli estesi campi che ricamano il paesaggio circostante è improntata alla riscoperta della ruralità: la grande passione del proprietario Antonio ha dato vita ad una vera e propria scuola di equitazione con monta a cavallo alla western. La cucina della signora Vilma offre succulente sorprese, tra cui salsiccia, pancetta, bruschette e frittelle di verdure, maltagliati con fagioli e cotiche, cavatelli e ceci,
torcinelli al forno con patate, agnello, crostate di marmellata e frutti di bosco.
Da San Paolo Civitate il percorso prosegue per Torremaggiore, una cittadina
arroccata su di un colle isolato. Nel centro storico il Palazzo
Ducale, sede della Strada dei Vini doc della Daunia, con le sue singolari torri merlate, s'impone all'attenzione del visitatore. Da
Torremaggiore, si prosegue per Lucera, passando attraverso il Sito Archeologico di Castel Fiorentino (qui
morì Federico II di Svevia), dove si possono ammirare i resti della domus federiciana.
Lucera è stato uno dei centri più fiorenti della dominazione sveva, erede di una cultura dalle mille sfaccettature che trova la sua massima espressione nel maestoso Castello, del quale oggi si può ammirare, in realtà, solo la cinta muraria che Carlo I d'Angiò edificò per affermare il suo potere militare sulla città saracena fedele agli svevi. Un maniero nel segno
di un mito alimentato dal felice matrimonio tra la capacità organizzativa ed economica dei cristiani e la creatività artistica dei saraceni.
Anna Palmisano
La GAZZETTA del MEZZOGIORNO
31 luglio 2001
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