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Chi non osa nulla, non speri in nulla" racconta un vecchio adagio che alcune aziende di Puglia e Basilicata hanno bene a mente. Ed hanno osato così tanto da ripetere sul suolo natio quello che in Francia dà un fascino in più a vini unici come gli Champagne "blanc de noirs". In pratica vini bianchi da uve a bacca nera. Hanno un colore più profondo, dorato e un carattere più intensamente fruttato. E sulla scia di questa tendenza tutta transalpina, anche qui a Sud c'è chi osa e produce vini bianchi da uve a bacca rossa (non è possibile il contrario). Uve ché danno tradizionalmente vini strutturati, tannici, rossi come il rubino, impenetrabili per massa di colore, come l'aglianico, il nero di Troia, il negroamaro. Forti, virili. E se è vero com'è vero che qualcuno intende il vino rosso come sinonimo di maschio e
all'opposto il bianco di donna, allora parafrasando il pensiero
dello psicanalista svizzero Carl Gustav Jung per cui "nessun uomo è tanto virile da non avere in sé nulla di femminile", allora i vini bianchi da uve rosse sono la parte femminile di questi vini macho.
Per molti appassionati sono ormai vini di culto, intriganti, appassionanti, con un fascino inaspettato e inusualmente rivelato. Ad altri non suscitano per niente emozioni. Poco importa. E una questione di gusti come lo è per tutti il vino.
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Il ritorno in Puglia, nella Daunia per un "blanc de noirs" che fa il verso agli Champagne. Un metodo classico (rifermentazione in bottiglia) da uve Montepulciano e pinot nero (tutte a bacca rossa), 60 mesi sui lieviti, come il miglior Franciacorta. Ma qui siamo a San Severo, nel Tavoliere, nella casa vinicola
d'Araprì, a due passi da Foggia. Il vino è "La Dama Forestiera" dedicato alla gentildama inglese Elisa Croghan che a fine '800 dovette gestire le tenute del suo convivente, l'ultimo Principe di San Severo, Michele di Sangro. Il fascino del vino, nelle uve, nel colore e nella storia che evoca.
[Eus. Ca.]
La GAZZETTA del MEZZOGIORNO
- Speciale VINI&OLI
Sabato 19 aprile 2008 |