I vini della Daunia, Conoscerli per amarli

Assegnati i premi della prima edizione del Diomede.

Saremo pure terra di vigne e vignaioli, ma quanto a saper commercializzare i nostri vini, beh: siamo alle solite, alle antiche e giuste lagnanze. I nostri vini maschi, robusti e gentili, i nostri piatti che nascono dalle pieghe della Storia; insomma: la Daunia a tavola a volte non sa farsi apprezzare. E se è così - e così è - allora bisognerà partire quasi da zero: sulla strada della sapiente commercializzazione, dell'onesta vinifizione, del farsi conoscere, della ricerca e applicazione del rapporto qualità prezzo. E' lunga la nuova strada che conduce al rilancio dei nostri «tesori», e si può partire da ogni dove: anche da un premio che forse è destinato a far parlare di sé: il "Premio Diomede" organizzato dal Rotary Club di Foggia e patrocinato dalla Camera di Commercio. Una apposita giuria ha infatti assegnato, nel corso di una cerimonia, in cui non è mancato Il "confronto-conforto " con alcune antiche pietanze tutte daune, i seguenti premi: Spumante D'Araprì -metodo classico (San Severo), Bombino della Daunia annata '99 (Cooperativa Fortore di Torremaggiore), San Severo Rosato '99 (d'Alfonso Del Sordo, San Severo), Greco della Daunia '99 (Franco Ladogana, Ortanova), Cacc'è Mitte: di Lucera, rosso '97 (Cantina cooperativa Svevo, Lucera).
Per la verità negli ultimi anni nuove frontiere si sono aperte dalle nostre parti (la spumantizzazione col metodo classico, la scommessa su un antico vitigno a spalliera come l'antico Greco, la riscoperta dei rosati, per troppo tempo négletti), ma il problema è la commercializzazione, che pure si avvia alla scoperta dell'E-Commerce, auspice Internet. I nostri vini, gli stranieri ce li invidiano, ha detto Luigi Lepri, presidente della CdC, e anche per questo occorre ancor più valorizzarli sul sentiero dello sviluppo economico (Adolfo Affatato, presidente

del Rotary): si sono trovati tutti d'accordo, anche se con qualche sfumatura e accenti che la dicono lunga su di un settore in via di espansione, anche gli interventi di Vittorio Gambale, Gianfelice D'Alfonso del Sordo, Saverio Ladogana, Emanuele Conte e Antonio Muscio (rettore dell'università foggiana).
Se in vino veritas, la nostra "verità" è che qualcosa si muove verso la  conquista delle tavole del nord e quelle estere.
La scommessa non è facile, come non è facile fare del buon. vino: ma dalla loro parte i nostri produttori hanno la benedizione di Diomede che amò la Daunia. Prosit!

La GAZZETTA del MEZZOGIORNO
17 giugno 2000

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