LA DAUNIA SPUMEGGIANTE

Qui lo Spumante dà sapore alla Storia
Così è nato il d'Araprì, premio oscar raffinato dall'elisir dei Templari.

Girolamo d'Amico, Louis Rapini, Ulrico Priore. Dalla loro amicizia è nata la prestigiosa casa vinicola sanseverese.

SAN SEVERO - Nata venticinque anni fa a San Severo, la Casa d'Araprì è una delle poche realtà del Meridione ad incentrare la propria produzione solo sullo spumante con metodo classico. È risaputo che al ritorno dalle Crociate i cavalieri templari si fossero stanziati a San Severo. La leggenda vuole che uno di questi portò dall'oriente la pianta del "Bombino" dalle cui uve nasce un vino fine, elegante, di grande stoffa e longevo. Caratteristiche, queste, che fanno del "Bombino" bianco un vitigno adatto alla produzione di spumante con il metodo classico. D' Araprì utilizza in gran parte il "Bombino" bianco per le sue cuveè, insieme al Montepulciano, per conferir loro una grande personalità e unicità.
Casa d'Araprì nasce nel 1979, dalla scommessa di produrre spumante da parte di tre amici uniti dalla passione per il jazz e l'amore per il buon vino. Nasce così il marchio "d'Araprì" da Girolamo d'Amico, Louis Rapini e Ulrico Priore
Al fine di garantire al consumatore il più alto standard qualitativo, obiettivo prefisso dell'azienda, tutte le fasi della lavorazione vengono seguite personalmente dai fondatori di Casa d'Araprì. Il carattere artigianale garantisce l'alta qualità dei prodotti e il rispetto assoluto della tradizione champenoise, in quest'azienda il tempo non è denaro, bensì una costante per raggiungere la qualità. Nel 2004 dopo aver sconvolto la geografia relativa alla produzione di spumante, il d'Araprì vince ben quattro premi ufficiali, tra cui l'Oscar, come miglior spumante del gambero rosso. e il premio "Cinque sfere", massimo punteggio per spumanti. Nell'aria riecheggia nonostante tutto l'antica tradizione vinicola rinvigorita dal suono delle bottiglie, scosse ancora .a mano sulle pupitres, e dall'inebriante profumo del mosto dell'ultima vendemmia. Visitando le cantine inoltre è possibile ammirare le antiche mura di cinta del 1200, un'antica pressa del 1836 e la prigione dei Carbonari Morelli e Silvati. Nel 2003 è partito il progetto "Arca" (Arte in cantina), la Casa d'Araprì ha infatti riservato un ampio spazio alle attività culturali. Quest'armonia creatasi fra tradizione, storia e cultura è senz'altro la chiave del successo di quest'impresa, che crea il proprio futuro rivisitando il passato del proprio paese.

Marilia Castelli

IL CORRIERE DEL SUD 12 ottobre 2003

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