LE ECCELLENZE TRENTINE E DI FRANCIACORTA. Ma anche le new entry piemontesi e pugliesi. La guida al top delle bollicine italiane di Veronelli Editore proone le etichette migliori. Grandi bottiglie da stappare non solo a Capodanno e che non hanno nulla da invidiare ai cugini francesi. Anzi.....

SPUMANTE 
AUTARCHICO MA 
VINCENTE

"Nunc est bìbendum". Dunque arriva dicembre con il suo corredo di festività ed è «il momento di brindare». E per celebrare le feste più importanti, il simbolo dell'allegria e della gioia è per definizione il vino con le bollicine. Champagne, quindi? Ebbene, no.
Pur con tutto il rispetto per il vino d'Oltralpe, che ha invaso il pianeta con 330 milioni di bottiglie, queste feste vanno festeggiate con spirito autarchico: solo vini spumanti italiani, preferibilmente quelli ottenuti con il metodo classico (alias champenoise). E pazienza se talvolta qualcuno attribuisce alla parola autarchico valori che suonano come una diminutio; si considera l'autarchia il rimedio di chi non può permettersi ciò che si fa all'estero. La realtà, in-vece, è ben diversa. Oggi che chiunque può avere uno champagne, il vero sfizio è brindare con prodotti italiani di grandissimo valore, che possono benissimo competere con qualsiasi etichetta francofona. Già, ma quali?
Negli ultimi anni il settore della spumantistica nazionale, lievitato in termini quantitativi, è cresciuto enormemente invece in termini qualitativi. Allora come scegliere? Ci vuole una guida, una guida affidabile. A toglierci dagli impacci è Spumanti d'Italia, la prima guida dedicata esclusivamente agli spumanti, pubblicata per i tipi della Veronelli Editore, casa editrice diretta da Arturo Rota che ha raccolto l'eredità morale del padre del giornalismo enogastronomico. La guida (368 pagine, 18 euro) ha come curatore Nichi Stefi, giornalista e regista, che ha lavorato molto a fianco di Veronelli, coadiuvato da una squadra di esperti degustatori.
Il volume annota centinaia di segnalazioni di spumanti, con descrizioni approfondite e dal taglio inedito. Ogni bottiglia recensita, infatti, ha una
valutazione compresa tra un minimo di una e un massimo di cinque foglie. Ebbene, solo dieci spumanti hanno ottenuto il massimo punteggio sulla guida Veronelli. La questione, dunque, è presto risolta: questi magnifici dieci sono le bottiglie sulle quali puntare per un grande brindisi d'autore. ........

Due infine le curiosità che completano il vertice veronelliano. ..........

L'altra è, al contrario, decisamente un outsider. La Gran Cuvée XXI secolo di d'Araprì, ovvero una piccola realtà pugliese, precisamente di San Severo, che stupisce con un vino figlio del vitigno meridionale bombino con un'aggiunta di pinot nero, un vino «appena amarognolo, temperato da giusta minerale sapidità», scrive la guida. Un vino del Sud che chiude in bellezza la classifica delle bolli-cine, in perfetto stile veronelliano.

Francesco Arrigoni

CLASS - dicembre 2007 
pagg. 132-138

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