Puglia puntata vincente
Francesco D'Agostino, ingegnere, fonda Cucina & Vini nel 1999 insieme ad un gruppo di amici appassionati e ne diventa il vicedirettore. Curatore di guide vinicole realizzate nell'ambito del mensile, è anche direttore editoriale della Cucina & Vini editrice.


L’equivalenza vino-Puglia ha radici profonde nei miei ricordi.
Non posso dimenticare quelle estati d’inizio anni Settanta passate tra le acque cristalline dell’Isola dei Conigli, in una Porto Cesareo selvaggia, non ancora assediata dall’abusivismo edilizio.
Era abitudine della mia famiglia fornirsi alla cantina di Leverano, ed un'altra sana abitudine era di consentire a noi adolescenti di assaggiare mezzo bicchiere di rosato da 14 gradi e mezzo, consumato rigorosamente fresco durante il pasto delle 14 e 30, dopo una mattinata spesa tra acqua e sole. La potenza di quel mare e di quel vino sono indelebili nella mia memoria e credo abbiano segnato i ricordi di più di qualcuno, in Italia e all'estero. Da allora ad oggi gli assaggi si sono moltiplicati e sono diventati decisamente più abbondanti,
spostando la mia attenzione, e quella dei consumatori e degli addetti ai lavori, sui grandi rossi da uve autoctone.
Vendemmia di Bombino biancoIl rinascimento del vino meridionale vede la Puglia protagonista di un movimento di rottura dove alcuni produttori, assennati prima ed osannati (forse troppo) poi, hanno ridato smalto al negroamaro, alla malvasia nera, al primitivo, alla uva di Troia, all'aleatico.
All'interno di una massa informe ed enorme di vino si sono distinti alcuni prodotti che subito hanno raggiunto lo stato di "mito", tanto da diventare di difficile reperibilità, specialmente nel territorio stesso.
Oggi questo esempio, buono da una parte meno buono dall'altra, si è diffuso a macchia d'olio nella regione, facendo spuntare un po' ovunque produttori "autoctoni" di rango e vini straordinari.
Ovvio quindi l'arrivo delle grandi famiglie italiane e straniere del vino, che conoscevano le Puglie per i forti vini da taglio e che, giustamente, hanno capito le potenzialità di queste terre in grado di regalare tanto chiedendo poco, ma in grado di donare moltissimo a chi ha la pazienza di curarle.
Nella Puglia di oggi a questo punto convivono i rovesci di una stessa medaglia. Da una parte chi ha potuto acquistare terreni punta su prodotti caratterizzati da un rapporto qualità-prezzo ipercompetitivo, sia che si tratti di vini di fascia base, sia che si parli di top di gamma.
Dall'altra la maggior parte delle vigne pugliesi producono vini che vanno a dare colore, grado, struttura a vini di regioni più nordiche in un gioco di autobotti che negli ultimi mesi dell'anno sono protagoniste di un carosello nato tanto tempo fa e che non accenna a volersi placare.
Ma "ragioniamo per assurdo": se per esempio del Negroamaro andasse ad arricchire vini di blasonate denominazioni italiane (a questo punto di quelle francesi non ce ne importa niente) ci si chiede per quale motivo non possa, gestito magari in modo appena diverso, essere commercializzato direttamente per il vino ricco che è.
Non ci resta che plaudire quei saggi produttori che hanno fatto il salto. Ma ahimè i dati statistici non ci aiutano: la Puglia nel 2005 diventa leader di produzione viticola (da vino) italiana e registra il maggior incremento assoluto, ben 926mila quintali dal 2004, pari all'8,9% della raccolta, che ha superato nel 2005 gli 11 milioni e 300mila quintali d'uva!
Purtroppo la regione è anche leader nella produzione di vino da tavola, ma in questo caso lo stacco con la seconda, la Sicilia, è abissale, ben 1 milione 650mila ettolitri, ed il suo primato resta marcato, visto che la Puglia sforna il 28% dell'intera produzione di vino da tavola italiano.
Quest'ultimo dato letto diversamente potrebbe significare che la regione alimenta oltre un quarto delle tavole degli italiani nel vino quotidiano.
E tornando al concetto di "arricchire", non esiste in Italia una soluzione con migliore rapporto qualità-prezzo per rifornire le nostre tavole quotidiane.
Veniamo ora ai prodotti che più c'interessano; nell'ambito dei vini di territorio (Docg, Doc ed Igt) la Puglia è il quarto produttore italiano in termini di quantità, non male quindi, e manifesta molto spesso delle doti di grande competitività in termini di costo della qualità al consumo.
Al di là delle cifre, che non sono così aride come taluni dicono, la Puglia del vino non ha ancora giocato tutte le carte, calando qua e là qualche asso, proponendo un jolly incredibile nel campo dei grandi spumanti italiani, e tenendosi ancora in mano un gran numero di carte pesanti da giocare al momento opportuno, quando tutti si accorgeranno del miracolo vitivinicolo pugliese.

Francesco D'Agostino

 

I bianchi di Puglia: cronaca di una giornata indimenticabile.


S. Spirito (BA), 29 gennaio 2006: non è una domenica qualunque per l'AIS di Bari.
Complici una temperatura clemente ed un sole che, facendosi strada tra il verde degli alberi del parco, bussa alle finestre per illuminare le splendide sale di "Villa degli Arcieri", il meeting "I bianchi di Puglia" è coronato da un successo più grande delle migliori aspettative.
Nel prestigioso parterre, che ha visto quale egregio moderatore il giornalista e sommelier Eustachio Cazzorla, sono presenti personaggi di rilevanza internazionale come il prof. Mario Fregoni - Ordinario di Viticoltura all'Università Cattolica di Piacenza; la prof.ssa Tiziana Lisanti - Docente di Scienza degli Alimenti - Università degli Studi di Foggia; la "vignaiola" Ornella Venica - Presidente del Consorzio Vini del Collio; il dott. Pasquale Carparelli - Presidente dell'Assoenologi di Puglia e Basilicata; il dott. Girolamo D'Amico - Enologo dell'Azienda d'Araprì; il dott. Giuseppe Baldassarre - Geriatra e Sommelier; il Sommelier Professionista Vito Sante Cecere - Presidente A.I.S. Puglia; il Sommelier Professionista Giacomo Arcieri - vice Presidente A.I.S. Puglia.
Nell'alfabeto dei sapori, "P" come Puglia coincide con "P" come patrimonio enogastronomico: la nostra regione vanta ben 25 vini a Doc con 128 tipologie diverse: 52 vini rossi, 28 bianchi, 22 rosati, 17 dolci e/o liquorosi e 9 spumanti, senza contare i vari Igt di cui moltissimi vere e proprie perle enologiche.
E allora questa Puglia di bianchi?
Bombino BiancoLa relazione iniziale sulle esperienze mirate di laboratorio condotta con efficace chiarezza dalla giovanissima dott.ssa Lisanti è illuminante sulle potenzialità delle uve Fiano e Falanghina.
Segue Ornella Venica, affascinante e disponibile voce di un'azienda che ha fatto la storia del vino bianco italiano. L'esperienza sul campo e la necessità di un Consorzio di produttori descrive esigenze comuni nel cammino verso la qualità ma evidenzia una realtà ancora lontana dalla Puglia non solo geograficamente ma purtroppo culturalmente, come conferma l'assenza di qualche noto produttore pugliese che ha ignorato l'invito. "Puglia per i rossi" è il provocatorio quanto amichevole sistema del prof. Fregoni per riscaldare l'atmosfera del simposio. La reazione non si fa attendere.
Il dott. Carparelli esprime il suo veemente ma garbato dissenso dettato dal cuore e dall'esperienza. Tra i suoi vini più rappresentativi brillano quelli da uve Fiano Minutolo, Bianco d'Alessano, Pampanuto, Bombino Bianco.
E a questo proposito, appassionata e coinvolgente è la storia di Girolamo D'Amico che, insieme ai suoi soci, ha voluto utilizzare proprio il Bombino bianco per i suoi vini spumante, ormai affermati nel panorama nazionale.
Grande orgoglio traspare anche dalla voce del presidente Cecere che sottolinea l'importanza della qualità.
Qualità gustative o salutistiche? Questo l'argomento affrontato da Giuseppe Baldassarre autore de "Un colpo al cerchio, l'altro alla botte" (edito da Edizioni del Tirso e inviato gratuitamente a tutti i colleghi sommelier pugliesi), che ha presentato la propria esperienza di medico e sommelier.
Prima di degustare i vini e valutare di persona la "bianca" Puglia, emozionato quanto attento e padrone di casa, Mimmo Arcieri ha ringraziato i relatori della giornata ma soprattutto i tanti sommelier ed aspiranti, produttori e ristoratori presenti. Bravissimi tutti: pugliesi si nasce ma eccellenti si diventa.

Michele Mastropierro

AISpuglia aprile/giugno 2006

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