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Basta
consultare questa guida per rendersi conto di come la forza espressiva e sintetica del latino rende al meglio il significato culturale e le finalità del Museo Diocesano. Una istituzione voluta non per conservare nell'oblio, ma per meglio tutelare e far conoscere tante testimonianze che costituiscono il prezioso patrimonio realizzato lungo i secoli a testimonianza della fede dei rostri antenati. Ma anche della generosità e della valentia di artisti che hanno saputo interpretare la religiosità del nostro popolo. Ecco perché dall'iniziale raccolta, comprendente oggetti liturgici della Cattedrale e del Capitolo, il Museo ha assunto una dimensione diocesana che consente una migliore fruizione dei beni, una degna collocazione ed una più adeguata protezione. L'insieme dell'esposizione museale diventa, peraltro, strumento di una nuova evangelizzazione, come spesso ricorda il Papa Giovanni Paolo
II, perché troppo intimo è il nesso tra l'oggetto esposto ed il culto cristiano. Rimane costante e pressante l'invito perché oggetti preziosi di culto o d'arte ormai dimenticati, in disuso o in pericolo di furto, vengano affidati al Museo diocesano. Quando un bene culturale è depositato in un museo ecclesiastico esso resta nella piena disponibilità della Chiesa e può essere restituito al luogo o alla funzione di origine con una maggiore facilità. Per esempio in occasione di particolari circostanze o celebrazioni liturgiche. Se questo pone problemi di spazio espositivo, mentre la Diocesi si fa carico di trovare spazi adeguati, diventa nel contempo un incentivo per la valorizzazione di un patrimonio artistico culturale inteso come testimonianza storica della creatività dell'uomo.
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