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Il ciclo annuale della vite si articola dalla ripresa vegetativa
(marzo-aprile) all'entrata nel riposo invernale (novembre-dicembre). La fenologia studia il ciclo annuale e come esso viene influenzato dalle differenze genetiche e dalle variazioni ambientali, tra le quali sono di maggiore rilevanza quelle del clima e del decorso meteorologico,
la fenologia della vite si articola in modo armonico nei climi temperati.
Il risveglio primaverile della pianta è caratterizzato dalla progressiva idratazione dei tessuti legnosi che al contempo divengono sempre meno resistenti alle basse temperature. La reidratazione della pianta è sostenuta dall'assorbimento
di acqua da parte dell'apparato radicale che in seguito all'idrolisi dell'amido immagazzinato come riserva in zuccheri semplici (glucosio), abbassa il potenziale osmotico dei propri tessuti, e riesce a imprimere una pressione idrostatica nei vasi legnosi capace di provocare la risalita dell'acqua, reidratando l'intera parte epigea. Il fenomeno è visibile nelle viti potate poiché causa il gocciolamento dell'acqua dai tagli di potatura, fenomeno noto come
pianto.
A una settimana circa dal pianto, si inizia ad apprezzare il rigonfiamento delle gemme
(gemme rigonfie), segnale evidente della ripresa della crescita degli abbozzi di germogli in esse contenuti. Quindi la crescita delle foglioline basali dell'abbozzo di germoglio provoca l'allargamento delle perule. Dapprima diviene visibile una folta peluria prodotta all'interno delle perule per proteggere
gli apici meristematici (gemma cotonosa). Quindi diviene visibile la punta della prima fogliolina
(punte verdi). Segue la comparsa delle foglioline basali, ancora avvolte una nell'altra
(rosetta di foglie visibili) e quindi la distensione della prima fogliolina e l'allungamento dell'internodo a essa sotteso
(prima foglia distesa distaccata dall'apice). A questa fase si deve considerare completato il processo di germogliamento. Nelle condizioni italiane il germogliamento si completa tra la metà di marzo e quella di aprile.
  
 
 
Inizia quindi la vera e propria crescita del germoglio, scandita, dal punto di vista della descrizione fenologica, dal numero di foglie che progressivamente si rendono visibili distaccate dall'apice. In questa fase divengono visibili anche i grappolini, che come già descritto, stanno completando la differenziazione a fiore. L'infiorescenza diviene visibile circa quando la quinta foglia è separata dall'apice. A quello stadio però non sono ancora distinguibili i rachilli e i fiorellini formano un ammasso informe
(grappoli visibili). Successivamente il rachide si distende, e i grappolini si separano dall'apice
(grappoli separati). Poi i rachilli si separano e i singoli fiorellini si distinguono
(fiori separati). A questo stadio sono generalmente separate dall'apice 12 foglie. La fioritura inizia quando circa 16 foglie si sono separate dall'apice. Ciò si verifica nelle condizioni italiane tra la metà di maggio e la metà di giugno.
 
 
La fioritura si protrae per circa 10-15 giorni in dipendenza delle condizioni meteorologiche. Il singolo fiore completa la fioritura in 2-3 giorni, un grappolo in una settimana, una pianta in 10 giorni, un vigneto anche in 15 giorni. Le condizioni di tempo caldo e soleggiato accelerano il fenomeno, il freddo e la pioggia lo rallentano.
L'allegagione segue senza soluzione di continuità la fioritura. Nel contempo continua la crescita dei germogli, che nel periodo di fioritura aveva avuto una stasi relativa. Inizia però anche la crescita delle bacche che nel corso del loro accrescimento vengono classificate della dimensione prima di un
grano di pepe, poi di un pisello.
 
Il grappolo, che in fioritura tende a essere orizzontale o rivolto verso l'alto, si ripiega verso il basso. L'ulteriore crescita delle bacche provoca la
chiusura del grappolo. In questa fase generalmente i germogli cessano di crescere. Le bacche quindi entrano nella stasi di crescita e la vite sembra "riprendere fiato" prima dell'invaiatura.
 
Nel corso della maturazione dell'uva inizia la lignificazione dei tralci
(agostamento). Si giunge così alla maturazione dell'uva, quindi la pianta si avvia all'entrata in riposo invernale con la senescenza e la caduta (abscisione) delle foglie, delle femminelle e delle estremità dei germogli non lignificati. Le parti lignificate si disidratano progressivamente e attendono che, passato il freddo invernale, il tepore della primavera ne induca il risveglio.
 
  
Tra l'invaiatura e la maturità trascorrono in media 46 giorni. Gli estremi sono di 40 e di 53 giorni. La durata media tra la fioritura e la maturità è di 113 giorni. Gli estremi sono di 104 e di 125
giorni. La tabella riportata qui sotto presenta alcuni risultati osservati in zone e con vitigni diversi. Gli scarti sono relativamente minimi, ciò conferma il carattere specifico, genetico, del motore fisiologico interno di
Vitis vinifera per quanto riguarda la durata delle varie fasi vegetative.
L'acino, raccolto in settembre-ottobre, nasce poco dopo la fioritura dell'anno precedente (tranne per le uve dell'annata che nascono tra internodi). Verso luglio, alcune cellule vegetali passano dallo stato vegetativo ordinario allo stato riproduttivo, è
l'induzione fiorale. Poco dopo, appaiono le primizie fiorali, la futura raccolta diventa visibile al microscopio. Questa differenziazione continua fino all'arresto vegetativo, si ferma durante l'inverno per ripartire prima del germogliamento. A questo punto, l'inflorescenza è completa, fissa il numero di fiori e dunque il volume potenziale dell'annata.
Ciò avviene nelle gemma ibernante, alla base della femminella, ma in modo così ravvicinato alla sua inserzione sul germoglio da apparire praticamente all'ascella della foglia,
destinata a rimanere dormiente fino alla primavera dell'anno successivo. Nei nodi del tratto preformato del germoglio, le gemme ibernanti iniziano la loro formazione a fine inverno, ancora entro la gemma dalla quale si svilupperà il germoglio sul quale esse sono inserite. Ciò avviene durante il rigonfiamento della gemma che ne precede l'apertura a fine inverno.  
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