Note di fine pagina

nota1: Fabio Pollice – TERRITORI DEL TURISMO – Una lettura geografica delle politiche del turismo – ed. FrancoAngeli 2002.
nota2: Art. 5. (Sistemi turistici locali)

1.    Si definiscono sistemi turistici locali i contesti turistici omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse, caratterizzati dall'offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell'agricoltura e dell'artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate.

2.    Gli enti locali o soggetti privati, singoli o associati, promuovono i sistemi turistici locali attraverso forme di concertazione con gli enti funzionali, con le associazioni di categoria che concorrono alla formazione dell'offerta turistica, nonché con i soggetti pubblici e privati interessati.

3.   Nell'ambito delle proprie funzioni di programmazione e per favorire l'integrazione tra politiche del turismo e politiche di governo del territorio e di sviluppo economico, le regioni provvedono, ai sensi del capo V del titolo II della parte I del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e del titolo II, capo III, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, a riconoscere i sistemi turistici locali di cui al presente articolo.

4.   Fermi restando i limiti previsti dalla disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato alle imprese, le regioni, nei limiti delle risorse rivenienti dal Fondo di cui all'articolo 6 della presente legge, definiscono le modalità e la misura del finanziamento dei progetti di sviluppo dei sistemi turistici locali, predisposti da soggetti pubblici o privati, in forma singola o associata, che perseguono, in particolare, le seguenti finalità:

a.   sostenere attivata e processi di aggregazione e di integrazione tra le imprese turistiche, anche in forma cooperativa, consortile e di affiliazione;

b.   attuare interventi intersettoriali ed infrastrutturali necessari alla qualificazione dell'offerta turistica e alla riqualificazione urbana e territoriale delle località ad alta intensità di insediamenti turistico-ricettivi;

c.    sostenere l'innovazione tecnologica degli uffici di informazione e di accoglienza ai turisti, con particolare riguardo alla promozione degli standard dei servizi al turista, di cui all'articolo 2, comma 4, lettera a);

d.   sostenere la riqualificazione delle imprese turistiche, con priorità per gli adeguamenti dovuti a normative di sicurezza, per la classificazione e la standardizzazione dei servizi turistici, con particolare riferimento allo sviluppo di marchi di qualità, di certificazione ecologica e di qualità, e di club di prodotto, nonché alla tutela dell'immagine del prodotto turistico locale;

e.   promuovere il marketing telematico dei progetti turistici tipici, per l'ottimizzazione della relativa commercializzazione in Italia e all'estero.

5.   Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, a decorrere dall'esercizio finanziario 2001, nell'ambito delle disponibilità assegnate dalla legge finanziaria al Fondo unico per gli incentivi alle imprese, di cui all'articolo 52 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, provvede agli interventi di cofinanziamento a favore dei sistemi turistici locali per i progetti di sviluppo che prestino ambiti interregionali o sovraregionali. Con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definiti i criteri e le modalità per la gestione dell'intervento del Fondo unico per gli incentivi alle imprese.

6.   Possono essere destinate ulteriori provvidenze ed agevolazioni allo sviluppo dei sistemi turistici locali, con particolare riferimento a quelli di cui fanno parte i comuni caratterizzati da un afflusso di turisti tale da alterare, in un periodo dell'anno non inferiore a tre mesi, il parametro dei residenti.

nota3: in base alla definizione fornita da Rispoli e Tamma (1995, pag. 41)
nota4: Si tratta di un’assimilazione assai ricorrente (Della Corte, 2000 p. 133) che può tuttavia farsi derivare dalla definizione fornita da Rispoli e Tamma, i quali, - è bene precisarlo introducono il concetto di SLOT proprio come meccanismo di integrazione dell’offerta su base locale, assimilandolo di fatto a una rete locale di imprese.
nota5: Ne sono un esempio sufficientemente rappresentativo i “focus d’interesse” che precedono la formazione dei patti teritoriali (Pollice, 1996).
nota6
: Fabio Pollice – TERRITORI DEL TURISMO – Una lettura geografica delle politiche del turismo – ed. FrancoAngeli 2002.
nota7: TCI e UIC, 1998, p. 60. Marco L. Girolami – TCI - Conferenza Internazionale sul Turismo Sostenibile, Rimini 28-30 giugno 2001
Il Touring Club Italiano sta promuovendo le Bandiere Arancioni, un nuovo marchio di qualità per la valorizzazione turistica dell'entroterra. Il progetto è stato inizialmente promosso con la Regione Liguria e si sta ora diffondendo in altri territori.
Così come per la costa esistono le Bandiere Blu, promosse dalla FEEE, ci si è proposti di predisporre un analogo strumento per valorizzare le località interne.
Interlocutori dell’iniziativa sono le amministrazioni e le comunità locali: è infatti ai comuni che il marchio potrà essere attribuito qualora determinati standard siano rispettati. Le aree di indagine individuate sono quelle strategiche per lo sviluppo di un turismo di qualità coerente con le caratteristiche dell’entroterra: patrimonio culturale e tutela dell’ambiente, cultura dell’ospitalità, disponibilità di informazioni, ristorazione e prodotti tipici, ricettività adeguata.
L'iniziativa si inserisce nel quadro di una politica di sviluppo sostenibile per la comunità e l'ambiente ospitante, che abbia come premessa e come esito atteso la difesa e la valorizzazione delle risorse esistenti, siano esse paesaggistiche, culturali o legate a tradizioni e costumi locali.
Le Bandiere Arancioni vogliono essere allo stesso tempo uno stimolo per gli operatori, uno strumento di comunicazione efficace per il territorio e una garanzia di qualità per il turista che deve scegliere la sua vacanza.
Oltre all’intento generale di stimolare una crescita economica e sociale attraverso lo sviluppo del turismo, si segnalano altri obiettivi specifici che questa iniziativa vorrebbe raggiungere. Anzitutto quello di offrire ai comuni un elemento di identificazione dal punto di vista dell'offerta turistica, così ricca nel nostro Paese. Il marchio, adeguatamente diffuso e promosso in Italia e all’estero, attesterà la qualità delle località dell'entroterra e porterà alla costituzione di un vero e proprio prodotto turistico riconoscibile.
Da un punto di vista complessivo il progetto intende confermare un percorso volto all’integrazione fra il sistema turistico costiero e quello dell’entroterra. Valorizzando queste località si propone ai turisti un’offerta aggiuntiva capace di soddisfare anche interessi di nicchia evidenziando luoghi (e tempi) nuovi o ancora poco sfruttati.
Uno sviluppo in tal senso dell'entroterra permetterà di distribuire meglio l'enorme flusso di turisti che si rivolgono prevalentemente alle località balneari. In questo modo, il turista che vorrà trascorrere un piacevole soggiorno in Liguria avrà un ventaglio di proposte altamente differenziate: un periodo di vacanza al mare, ma anche il relax della montagna, il trekking, le visite a musei, parchi o chiese e la scoperta di tesori nascosti.
Il momento propulsivo è affidato alla libera iniziativa dei comuni. Quanti vorranno candidarsi all’assegnazione del marchio “Bandiere Arancioni” dovranno farne richiesta all’ente certificatore fornendo anche una serie di dati utili ai fini di una pre-selezione. Saranno oggetto di valutazione alcuni indicatori generali (localizzazione, dimensione del Comune, turisticità attuale e potenziale, assenza di elementi di impatto ambientale ecc.) certificati dall’amministrazione locale o ricavati da repertori.
Nei comuni che avranno superato la pre-selezione sarà effettuata una valutazione in loco da parte di verificatori. I parametri di valutazione sono costituiti da 5 macroaree relative agli aspetti più rilevanti dell'offerta complessiva di una località. Tali macroaree comprendono diverse unità di analisi riguardanti i temi specifici rispetto ai quali vengono raccolte informazioni e formulate valutazioni. L’intero processo di auditing del marchio è basato su questi criteri, dai quali scaturirà l’attribuzione di un punteggio finale.
I verificatori compileranno una serie di schede di valutazione sulla base della presenza o meno degli elementi indicati. Al termine verrà elaborato un punteggio sintetico finale.
I Comuni che avranno raggiunto il punteggio richiesto in ogni area d'analisi potranno ottenere la Bandiera Arancione. Il marchio è temporaneo e subordinato al mantenimento dei requisiti accertati al momento del processo di valutazione.
Quei Comuni invece che non avranno ottenuto un punteggio sufficiente al termine del processo di valutazione sul campo, potranno comunque adeguarsi agli standard richiesti per l’assegnazione del marchio di qualità. Amministrazioni locali e verificatori potranno concordare infatti un breve "piano di miglioramento", strumento operativo per avviare le azioni necessarie al raggiungimento degli standard per l’assegnazione della Bandiera Arancione.
Le 5 macroaree d'indagine riguardano: l’accoglienza e le informazioni turistiche; servizi ricettivi e complementari; fattori di attrazione turistica; sostenibilità e qualità ambientale; valutazione qualitativa riferita agli aspetti legati all’immagine e all’atmosfera della località in relazione alla percezione di fattori quali arredo urbano, ospitalità e cordialità, atmosfera e tradizioni.
I vantaggi sono facilmente comprensibili.
Il processo di selezione e acquisto da parte della domanda turistica sta diventando negli ultimi anni sempre più articolato. In particolare vanno sottolineati alcuni trend che dimostrano quanto il mercato stia cambiando: il turista diventa sempre più esigente, in genere a parità di capacità di spesa, e sempre più alla ricerca di nicchie d'offerta specializzata e richiede offerte sempre più customizzate
Questi trend della domanda turistica possono essere interpretati come delle "occasioni" per le località dell'entroterra.
I settori in maggior crescita negli ultimi anni inoltre sono quelli legati alle ricchezze naturali e culturali. Pertanto si offrono valide opportunità all'offerta turistica legata a risorse quali: agriturismo, turismo enogastronomico, turismo all'aria aperta (sport, trekking, escursioni), turismo nei centri minori.
L'insieme di queste premesse offre terreno fertile alle comunità locali che intendono sviluppare anche in senso turistico il loro territorio. Un marchio di qualità si pone in quest'ottica come un valido strumento di stimolo e valorizzazione dei sistemi locali. Il progetto Bandiere Arancioni, adeguatamente diffuso e promosso, può permettere infatti di offrire alla località un elemento di differenziazione dal punto di vista dell'offerta turistica oltre che stimolare artigianato, agricoltura e tradizioni locali.
Alla B.I.T. (Borsa Internazionale del Turismo), le Bandiere Arancioni salgono a 40, distribuite in 9 regioni italiane: Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Toscana. Ideate nel 1999 le Bandiere Arancioni Touring hanno il patrocinio dell'Enit e nel 2001 sono state riconosciute dall'Organizzazione Mondiale del Turismo come unica esperienza italiana di successo nel campo del turismo sostenibile.
nota8: La strada del vino è un sistema integrato di offerta turistica che si snoda per un intero percorso lungo il quale si collocano luoghi del vino visitabili (vigneti, aziende, cantine) e attività imprenditoriali collegate: ristoranti, alberghi, agriturismi, enoteche, ecc. Le strade del vino in Italia sono 70 e sono regolate alla legge quadro n° 268/99 che le definisce "percorsi segnalati e pubblicizzati con appositi cartelli, lungo i quali insistono valori naturali, culturali e ambientali, vigneti e cantine di aziende agricole o associate aperte al pubblico".
La legge attribuisce alle Regioni la facoltà di applicare le stesse regole anche alle produzioni riconosciute dal regolamento CEE n° 2081/92 e alle produzioni agroalimentari tradizionali riconosciute dal Decreto del Ministero per le politiche agricole n° 350/99. La legge trova applicazione attraverso i decreti attuativi che riguardano gli standard minimi di qualità che i soggetti partecipanti alle strade del vino devono rispettare, e alla segnaletica.
La realizzazione di una strada del vino è preceduta dalla individuazione di un comitato promotore (soggetti pubblici e privati) che definisce il progetto, individua i soggetti pubblici e privati che partecipano, redige una mappa dei prodotti tipici e delle attività produttive, definisce un marchio identificativo e progetta la segnaletica.
Il comitato promotore si trasformerà in comitato di gestione per l'attuazione concreta del progetto e l'avvio delle attività promozionali.  
nota9: Valentino, 2000
nota10
: Uno degli esempi più emblematici di questa condizione di isolamento, come sottolinea lo stesso Valentino, è rappresentato dal restauro della Certosa di Padula nel Vallo di Diano. L’area in cui sorge la Certosa, pur rientrando nel Parco Nazionale del Cilento, è priva di qualsiasi servizio turistico e di conseguenza, il flusso di visitatori, tuttora esiguo, non può che avere matrice prevalentemente escursionistica.
nota11: In quest’ottica ha ufficialmente preso il via a Bari  nel settembre 2003 la Scuola di Management del Turismo Rurale, nell'ambito di un incontro di orientamento che ha consentito di conoscere gli utenti e fornire loro un quadro prospettico dell'intervento formativo. L'iniziativa è dell'associazione Movimento Turismo del Vino Puglia (che annovera tra i soci oltre 50 imprese tra aziende vitivinicole, oleifici, aziende agrituristiche, tour operator), del Dipartimento di Scienze Economiche della Facoltà di Economia dell'Università di Bari, dell'Istituto per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione A. Perotti, dell'ente di formazione Cnipa Puglia. Si tratta di un intervento formativo articolato in ben tre semestri, per 1800 ore di cui 1110 di pratica, orientati a disegnare il profilo professionale di un operatore in grado di costruire itinerari per offrirli all'attenzione di turisti interessati a tale offerta.  
nota12
:Marchio di qualità turistico ambientale per l entroterra (World Tourism Organization) ha selezionato il progetto Bandiere Arancioni come esperienza di successo nell'ambito del turismo sostenibile.  
nota13: Va considerato che in questi comuni la gran parte delle strutture ricettive sorge al di fuori dei centri storici in prossimità delle grandi arterie stradali o dei luoghi di maggiore attrattività con grave danno, per l’integrità paesaggistica del contesto territoriale. Infatti, queste strutture che tradizionalmente incentrano la propria attività sulla ristorazione, rivolgendosi a una domanda prevalentemente locale, sono quasi sempre caratterizzate da un’architettura “moderna ed aggressiva” per nulla attenta alle specificità del contesto nel quale tali strutture si collocano.  
nota14: Domenico Renna – Vito Pavone – Rapporto annuale INEA 1998 – Sistema agroalimentare e programmazione – Osservatorio Puglia sul mondo rurale e sul sistema agroindustriale.
nota15: Vito Pavone - Rapporto annuale INEA 1998 – Sistema agroalimentare e programmazione – Osservatorio Puglia sul mondo rurale e sul sistema agroindustriale.
nota16: Domenico Renna – “Le iniziative per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari tipici pugliesi” –  Rapporto annuale 1998 INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria) – Sistema agroalimentare e programmazione – Osservatorio Puglia sul mondo rurale e sul sistema agroindustriale.
nota17: I comitati di gestione possono inoltrare istanza per la variazione delle denominazioni, degli itinerari e del logo se ne sussistono i presupposti.
nota18: Il Comitato di gestione ha avanzato richiesta alla Regione Puglia, ed ha ottenuto la variazione della denominazione in “Strada dei vini DOC  della Daunia,  dell’itinerario e del logo.
nota19: I comitati di gestione possono inoltrare istanza per la variazione delle denominazioni, degli itinerari e del logo se ne sussistono i presupposti.
nota20: Le disposizioni di cui ai punti precedenti ai sensi dell’art. 5 della L.268/99 e della Delib. della giunta Reg. del 29 dicembre 1998 n. 4398  sono valide anche per le “Strade dell’olio di oliva”.  
nota21: Rinvio in appendice per le fonti legislative.
nota22: News 14 - Speciale commercio con l’estero del 6 aprile 2003 – a cura di Tiziana Sarnari - www.ismea.it  
nota23: Fonte delle notizie presenti sul sito internet www.arev.org
nota24: Donatella Cinelli Colombini – Franco Angeli editore – Manuale del Turismo del Vino – ed. 2003.
nota25: Vittoria Cisonno – rivista Trattorie di Puglia – Anno III n. 1 Gen.-Mar. 1999 – ed. Trattorie di Puglia.
nota26: Notizie tratte dal sito internet www.movimentoturismovino.it
nota27: Gastaldi tours (dati forniti)
nota28: Fred Plotkin del – New York Times – tratto da “Manuale del turismo del vino”
nota29: X Sessione Plenaria dell’AREV Pécs - Szekszard, 15-18 maggio 2002 – Le strade del vino nel mondo al 30 aprile 2002 -  a cura di Giancarlo Prina Pera e Cristina Puel  .
nota30: Fonte delle Strade indicate in grassetto – “Le Strade del Vino e dei Sapori” –  di Iole Piscolla Ed. CIVIN 2004.
nota31: Fonte delle Strade indicate non in grassetto – sito internet www.arev.org a cura dell’AREV.
nota32: In grassetto le Strade del vino  riconosciute, le altre strade in fase di riconoscimento.  
nota33: Fonte: Strade del Vino e dei Sapori – Iole Piscolla – Ed. CIVIN 2004 – Società Editrice dell’Associazione Nazionale Città del Vino.
nota34: Le Città del Vino – Ed.  CIVIN 2003 –  Associazione Nazionale Città del Vino - a cura di Andrea Bianchi    Bruno Pizzu, Guido Stecchi - Susanna Bruni - Walter Peruzzi - Isabella Bertario - Luciano Imbriani - Isabella Monaco. 
nota35: Vedi questionari a fine capitolo in lingua italiana e tedesca.
nota36
: Fonte: Travel and Trade Gazzette.
nota37: Vedi allegato a fine capitolo – Progetto: I Parchi e il Turismo Enogastronomico.
nota38: Rif. nota  37
nota39:
Le informazioni presenti in questo capitolo sono tratte dal sito internet www.stradavinidaunia.com  e dai siti delle altre cantine associate alla Strada.

(c) 2004 - Le Strade del Vino: Un sistema integrato di Offerta Turistica - http://www.darapri.it - info@darapri.it