Da questo punto del ciclo in avanti, il vino base lascia i serbatoi di conservazione per essere definitivamente imbottigliato, con l'operazione nota col termine
tirage.
Nella primavera successiva
alla vendemmia ( stagione preferibile per sfruttare la naturale ripresa
fermentativa del lievito, cioè quel ritmo che esso conserva anche
nell'ambiente artificiale della bottiglia), la "cuvée"
ricavata dai tagli dei vini base viene chiarificata e sottoposta agli
ultimi controlli analitici necessari per apportare al prodotto eventuali correzioni (in particolare all'acidità totale che deve aggirarsi intorno a 7 g/L e alla
SO2 che deve essere inferiore a 50 mg/L).
La
cuvée così preparata viene zuccherata ed imbottigliata.
Tenendo presente che lo spumante deve avere una sovrappressione di almeno 3 bar, e che 1 bar è dato dall'anidride carbonica sviluppata dalla fermentazione alcolica di 4,25 g/I di saccarosio, sarebbe necessario aggiungere 12,75 g/I di zucchero; ma,essendo
la pressione di anidride carbonica che conferisce maggior pregio al
prodotto pari a 5-6 bar in bottiglia, si aggiungono
dai 24 ai 26 g/I di zucchero.
Per eseguire con comodità ed efficacia
l'aggiunta di zucchero, si ricorre alla preparazione preventiva di uno sciroppo ad elevata concentrazione
zuccherina, utilizzando di preferenza zucchero di canna, per i migliori risultati che esso fornisce, rispetto a quello di barbabietola, nei riguardi del
bouquet del prodotto finito. La concentrazione zuccherina di tale sciroppo di
imbottigliamento, denominato liquer de tirage, è
comunemente pari a 500 grammi per litro e viene preparato sciogliendo lo zucchero
nello stesso vino da spumantizzare.
Contemporaneamente allo sciroppo si inoculano colture di lieviti selezionati che hanno la caratteristica di depositarsi rapidamente e in modo compatto al termine della fermentazione.
Per ottenere un
lievito in piena attività il lievito secco viene
riattivato e si prepara l'inoculo (pied
de cuvée) .
Il quantitativo dell' inoculo (coltura di lieviti selezionati appartenenti alle specie
Saccharomyces cerevisiae razze fisiologiche
cerevisiae e bayanus) normalmente si aggira tra il 2 e il 5
% di tutta la massa da far fermentare; in generale un numero iniziale di cellule compreso tra
106 e 107 per millilitro assicura un buon andamento della
rifermentazione.
(Osservazione dei lieviti
Saccharomyces al microscopio).
Poichè il lievito che trasforma il mosto-vino (base) utilizzata i composti necessari alla sua crescita e moltiplicazione, si rende necessario aggiungere al vino base l'alimento per i lieviti che dovranno effettuare la spumantizzazione, trasformando lo zucchero appositamente addizionato.
A tale scopo viene aggiunto azoto di pronta assimilazione (fosfato biammonico o solfato d'ammonio) in quantità di 20 mg/I circa.
Si rende poi necessaria l'aggiunta di uno o più coadiuvanti (bentonite, caseinato) per favorire I'illimpidimento e la stabilizzazione del vino spumante sia dal punto di vista qualitativo sia per conseguire questa situazione in un tempo più breve.
È importante che il deposito formato dal lievito sia di consistenza «caseosa» anzichè «sabbiosa», in modo da facilitare lo scivolamento del deposito verso il tappo durante la fase del rémuage (che consiste appunto nel favorire l'ammassarsi del deposito capovolgendo la bottiglia, con il tappo in basso, e rimuovendola con opportune manipolazioni di cui verrà detto oltre).
Nella
manualità pratica, l'insieme delle operazioni di tirage è dunque il
seguente:
a- in un recipiente di capacità sufficiente per contenere la quantità di vino che verrà imbottigliato in una giornata lavorativa, si immettono le proporzioni ben definite di vino base, di
pied de cuvée, di liqueur de tirage, e i quantitativi necessari
di sostanze coadiuvanti ;
b
- il vino così preparato, sotto continua agitazione, viene
messo nelle tipiche bottiglie di vetro spesso chiuse con un ditale di polietilene detto
bidule trattenuto da tappo corona e poste a rifermentare lentamente in cataste e in cantine sotterranee alla temperatura di 10°-12°C o in appositi locali termocondizionati.

I FATTORI DI RIUSCITA DELLA PRESA DI SPUMA
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