Lo
scopo del remuage, ossia di quel
particolare e circostanziato scuotimento cui vengono sottoposte le
bottiglie che abbiano concluso la fase di maturazione, è quello di
staccare completamente la feccia dalla parete della bottiglia e condurla
alla fine in punta , cioè contro il tappo della bottiglia capovolta,
per poterla poi eliminare col dégorgement.
L'epoca
del remuage può coincidere con qualsiasi periodo dell'anno (comunemente
in funzione della richiesta di prodotto finito da parte del mercato),
purché la feccia sia pronta, "matura', e non presenti dei volteurs,
cioè di quelle particelle leggerissime e visibili ad occhio nudo,
volteggianti nel liquido al minimo scuotimento.
L'operazione
del remuage manuale viene condotta ponendo anzitutto le bottiglie nelle pupitres.
Le
pupitres sono delle coppie di tavoloni di quercia o di castagno di circa
2,5 cm di spessore, con molti grossi listelli di rinforzo, incernierate
in alto, in modo da poter essere divaricate di circa 1 m alla base ed in
tal modo sostenere l'intero carico di bottiglie. Queste coppie di
tavoloni presentano serie di fori conici, tagliati di sbieco e in modo
che la "spalla" di ogni singola bottiglia, introdottavi dalla
parte della punta, vi possa ben basare anche con bottiglia capovolta in
posizione abbastanza prossima alla verticale.
I fori sono comunemente distribuiti in 6 file verticali da 10 fori
ciascuna, con un totale cioè di 120 posti complessivamente nelle due
facce della pupitre.
Le pupitres vengono spesso affiancate in numero di 2 o più e restano
distanziate, fra fila e fila, di circa 50 cm.

Le
manualità per un classico remuage in pupitre sono indicativamente le
seguenti.
Le bottiglie in uscita dalla fase di maturazione sur lattes ricevono
ultimo coup de poignet e vengono subito infilate per il collo nei
rispettivi fori delle pupitres, dopodichè vengono lasciate in riposo
per una paio di settimane circa, cioè fino a che la feccia si
nuovamente depositata lasciando il vino limpido. La posizione della bottiglia
nel foro, della pupitre in questa primissima fase è di 25-30°
inclinata negativamente sull'orizzontale, il che
in pratica corrisponde, dato il particolare profilo dei fori della
pupitre, all’impegnamento del dente inferiore dell’anello del collo
della bottiglia, contro lo spigolo superiore del foro stesso.
Dall'inizio
dell'operazione, ogni bottiglia subisce il remuage ogni 3-4 giorni
e per un periodo variabile, che mediamente si aggira da un a due
mese, con casi anche di quattro mesi; dopo di chè la bottiglia sarà
finalmente in punta (faite sur pointe).

Non
bisogna forzare i tempi, a scanso di molto probabili insuccessi che si
risolverebbero poi in realtà in senso diametralmente opposto a tali
intendimenti, cioè in una sproporzionata perdita di tempo.
Difatti, bisogna tener presente che la feccia, anche nelle condizioni
più augurabili, non è perfettamente omogenea, ma è sempre costituita,
in proporzioni più o meno variabili, da diverse frazioni: una prima,
più pesante e molto agevole da far slittare fino "in punta";
una seconda, più leggera, più polverosa, che aderisce ancora al vetro
e più laboriosa da maneggiare; una terza infine, leggerissima che tende
facilmente a risalire nel vino e che impegna l’abilità del remueur.
Ora, se la bottiglia venisse remuée con eccessiva economia nei tempi, o
peggio ancora se venisse subito messa "in punta", la prima
frazione vi scenderebbe tosto, lasciandosi però dietro una
"coda" leggera ma pertinace nella sua inamovibilità; il
remuage complessivamente ne risulterebbe ben più lungo, oltre che
aleatorio.
Nel
classico remuage pertanto, l'operaio si piazza davanti alla pupitre e
afferra saldamente per il fondo due bottiglie alternate per volta
lavorandole entrambe contemporaneamente e nello stesso senso. I due
movimenti che egli imprime alle bottiglie sono rispettivamente le
"oscillazioni" e le rotazioni, intendendo col primo termine i
movimenti giratori alternati nei due sensi, in un piano perpendicolare
all'asse longitudinale della bottiglia, mantenendo invariata
l'inclinazione e la direzione di quest'ultimo, e aventi lo scopo di
staccare meccanicamente la feccia dal vetro; col secondo termine invece,
la variazione angolare di un dato raggio della bottiglia, rimessa in
pupitre col segno a gesso ruotato della voluta frazione di giro.

Il
remueur dunque estrae di qualche centimetro le due bottiglie dalla
pupitre e le sottopone ad una serie di "oscillazioni", il cui
numero e la cui intensità variano, come regola, in senso decrescente
col procedere del tempo, passando da quelle violente iniziali a quelle
molto dolci, -sensitive-, finali, e da 10-15 per volta all'inizio fino a
3-4 alla fine, parallelamente cioè alla sempre minore aderenza della
feccia. Alla fine di ogni quota di "oscillazioni" impressavi,
l'operaio stesso rimette subito le bottiglie in pupitre, non più però
nell'esatta posizione da cui le ha tolte, ma con una rotazione,
controllata sul segno a gesso, di un angolo variabile (circa 1 /8 di
giro la prima settimana, 1 /6 nelle due successive, 1 /4 nelle ultime
settimane per far sì che la frazione più pesante possa ulteriormente
slittare trascinando così seco la frazione più leggera e
conglobandola) e con una sempre maggiore inclinazione verso la posizione
verticale capovolta.

A
fine remuage, le bottiglie si troveranno dunque saldamente spinte a
fondo, fino alla spalla, nei fori delle pupitres, in posizione quasi
verticale capovolta, pronte a lasciare le pupitres stesse per passare
alla fase successiva, dopo un eventuale conservazione
in punta.

Poiché il remuage in pupitre si risolve in pratica in una strozzatura
del ciclo di lavorazione per il tempo ad esso necessario, poiché la
mano d'opera si fa sempre più scarsa e poiché le pupitres sono
notevolmente ingombranti e richiedenti una notevole disponibilità di
spazio, le pupitres automatizzate sostituiscono oggi, nelle grosse
aziende, in gran parte quelle classiche e consentono un netto risparmio
di tempo e un sensibile risparmio di spazio.
Si tratta di dispositivi automatizzati e programmabili sia per la
produzione di impulsi vibranti a frequenza determinabile, sia per le
rotazioni che per l'inclinazione delle bottiglie.


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