IL VINO BASE


Ai non esperti sconsiglio di assaggiare questo vino base, se non per curiosità. Per lo più si tratta di vini ad alta acidità, disequilibrati, acerbi che non danno proprio alcuna soddisfazione. Gli addetti ai lavori naturalmente sanno prevedere come il vino si evolverà ma ai più sembra impossibile che da vini così difficili, per loro mediocri se non addirittura "spremute di limone", possano uscire degli spumanti di grandissimo equilibrio e ricchezza, quasi una riedizione della favola del brutto anatroccolo che cresce in cigno o dell'orrido bruco che diventa farfalla.
Infatti il vino base per un buono spumante deve provenire da una vendemmia anticipata per permettere al vino di conservare il suo corredo di acidi. Inoltre è buona norma effettuare una pigiatura immediata e molto soffice per evitare di caricare di fecce il mosto; le fecce vengono comunque eliminate con una decantazione molto lenta ed attenta. E assolutamente necessario che il mosto sia estremamente pulito per ottenere un vino che non presenti alcuna imperfezione, nessun sgradevole odore che la rifermentazione tenderebbe ad esaltare. Quando il mosto fiore è pronto, pulito, perfetto si inizia una fermentazione a temperatura controllata intorno ai 18° C con l'aggiunta dei lieviti che l'enologo ritiene più adatti per condurre la fermentazione al punto desiderato normalmente entro una ventina di giorni.
Tale vino può essere frutto di un assemblaggio di vini diversi dello stesso anno o di annate diverse, o di un unico vino di una sola annata; nel primo caso si ha una cuvée (non esiste una parola italiana che la possa tradurre, mescolanza o miscuglio è diminuente, miscellanea è troppo letterario, per cui useremo il termine francese), la cuvée è essenziale per ottenere una costanza di gusto tale da definire il "gusto della Casa" e farsi riconoscere dal consumatore; nel secondo caso si ha un vino millesimato, l'anno di vendemmia (il millesimo secondo la terminologia francese che si utilizza prevalentemente) dovrà essere riportato in etichetta e il vino avrà caratteristiche più autonome rispetto al gusto della Casa, minor costanza e maggior personalità. Si tratta quindi di vini più costosi, più ricchi che non vengono realizzati tutti gli anni, ma soltanto quando il clima e l'andamento stagionale possono garantire un prodotto di notevole qualità. Sia chiaro: non è che
un vino per il fatto che proviene da una sola annata sia migliore di un vino prodotto da una cuvée, ma i vini millesimati vengono prodotti soltanto quando una annata si è rivelata particolarmente buona. Spesso si confonde causa con effetto!

Anche i vini base provenienti da vitigni aromatici subiscono lo stesso trattamento, ma per non perdere i profumi essenziali dell'uva normalmente si conserva il mosto ad una temperatura molto bassa, appena sotto lo zero, in recipienti d'acciaio di grandi dimensioni.
Per quanto riguarda i vitigni utilizzati per i vini base in Italia c'è la scelta più ampia e dipende dalla zona ed anche dall'impostazione di ogni Casa che interviene con cuvée particolari per definire il proprio gusto. Si va dai vitigni più tradizionali, diremmo di tradizione francese, parliamo soprattutto del pinot nero, dello chardonnay, oltre che del pinot bianco che in Italia sostituisce il pinot méunier, agli italianissimi prosecco e moscato, notissimi anche al grande pubblico, e ai meno conosciuti asprinio o bombino sia bianco che nero, che nel meridione d'Italia stanno dando ottimi vini, o ribolla gialla utilizzata in Friuli Venezia Giulia.

Nichi Stefi

Estratto dalla Giuda Oro 
Gli Spumanti d'Italia '08-'09
Veronelli Editore

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