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Sebbene
la determinazione della persistenza aromatica risenta di una minore
soggettività, è possibile commettere gravi errori di valutazione
includendo, erroneamente, nella valutazione di questo parametro alcune
stimolazioni sensoriali "ritardate". Queste impressioni
sensoriali, definite retrogusto
per il fatto che si manifestano con un ritorno di intensità, assumono
una connotazione negativa.

Trattasi,
infatti, di percezioni olfattive poco piacevoli o addirittura sgradevoli
(note metalliche, di feccino, di putrido, di legno vecchio, eccetera) e
comunque diverse dalle impressioni olfattive retronasali che sostengono
la persistenza aromatica, pertanto, non bisogna assolutamente
confonderle con queste ultime, anche perché il loro tempo di
persistenza sensoriale va ben oltre i 12-15 secondi dei grandi vini.
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