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Una
volta deglutito o espulso parzialmente il vino (comportamento
consigliato durante le degustazioni tecniche) non si assiste a una
estinzione immediata delle stimolazioni aromatiche e gustative, che anzi
permangono per un certo periodo di tempo. Questo prolungamento della
stimolazione sensoriale nella terminologia dell'analisi sensoriale è
definita persistenza aromatica intensa (o semplicemente persistenza).
Si
definisce
persistenza
aromatica intensa
(che i francesi siglano con P.A.I.) il tempo in cui l' impressione
aromatica perdura stabilmente e diffusamente sulle mucose della cavità
della bocca e del naso, dopo che il vino è stato espulso (inghiottito o sputato).
Questa impressione è il risultato di una combinazione tra la saliva che
inumidisce tutte le zone della bocca e i componenti aromatici del vino.
Tale insieme aromatico è percepibile fino al momento in cui una
significativa quantità di saliva è nuovamente introdotta, per
riflesso, nella bocca.
L'unità
di misura della persistenza aromatica è il secondo.

E'
stata dimostrata l'esistenza di una relazione diretta tra la durata
della persistenza aromatica di un vino e il suo livello qualitativo. Per
valutare questo importante parametro sensoriale è sufficiente
determinare la durata in secondi del tempo di permanenza della
stimolazione aromatica a un certo livello di intensità costante prima
che essa subisca un crollo netto.
Per
la sua misura analitica :
• munirsi di orologio
• masticare a vuoto e, controllando il contasecondi, verificare che il
ritmo del movimento di masticazione corrisponda pressoché ad un secondo;
• degustare il vino
;
•
appena espulso dalla bocca, contare mentalmente per quante
"masticazioni" si avverte con nettezza l'aroma sulle mucose,
prima dell'ingresso di nuova saliva.
Il
numero di masticazioni fino a che le sensazioni scompaiano del tutto ci
permette di stabilire se un vino è:
molto
persistente (o molto lungo);
persistente
(lungo);
abbastanza
persistente;
poco
persistente;
corto.
La
persistenza aromatica è il parametro sensoriale meno viziato da
soggettività. Essa raramente supera i 2-3 secondi nei vini ordinari,
mentre può arrivare fino a 12-15 secondi nei vini di elevato pregio.
Diversi
studiosi hanno cercato di classificare i vini in base alla lunghezza
della persistenza aromatica intensa. Al di là di generalizzazioni
troppo rigide, dei valori guida possono essere i seguenti:
bianchi
e rossi leggeri, novelli
2 - 3 secondi
rossi
di medio corpo, bianchi strutturati 5 - 6
secondi
rossi
strutturati
10 secondi e più

Assumendo
la persistenza aromatica come criterio principale di valutazione della
qualità di un vino, è possibile stabilire una gerarchia di qualità
all'interno di un gruppo di campioni di vino oppure definire equivalenze
di valore tra vini di origine differente.
Alcune
avvertenze:
•
degustando una serie di vini, è bene seguire l'ordine crescente della
P.A.I.: un vino a P.A.I. inferiore infatti è penalizzato notevolmente
se assaggiato dopo uno a P.A.I. superiore;
•
nei vini liquorosi, il sapore dolce dominante può perturbare la
misurazione, tanto che alcuni manuali suggeriscono di non applicare tale
tecnica a questa tipologia.
Approfondimento
sulla persistenza in bocca
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