I LATTONI

I lattoni sono formati per reazione di esterificazione interna fra una funzione acida e una funzione alcolica appartenenti ad una stessa molecola; la reazione porta ad un eterociclo ossigenato. Alcuni lattoni volatili di origine fermentativa possono contribuire all'aroma del vino. Il più noto è il g-butirrolattone, presente ad una concentrazione intorno al mg/L; esso deriva dalla lattonizzazione dell'acido g-idrossibutirrico originato per deamminazione e decarbossilazione dell'acido glutammico, secondo la reazione di Ehrlich.

Non sembra avere un ruolo importante nella formazione dei caratteri sensoriali dei vini. I lattoni possono anche provenire dall'uva; ad es. è stato segnalato il loro contributo nella formazione dell'aroma varietale del Riesling. 
L’attacco dell'uva da parte della Botrytis cinerea sarebbe all'origine del sotolone (4,5-dimetil-3-idrossi-2-furanone) che interviene nell'aroma passito caratteristico dei vini da marciume nobile. La sua concentrazione, dell'ordine dei 5 µg/L, è superiore alla soglia di percezione.
Il sotolone si può anche originare per condensazione, non catalizzata da enzimi, fra l'acido a-chetobutirrico e l'etanale. Si trova pertanto nei vini jaunes du Jura, nei quali è responsabile della nota olfattiva di «noce» a cui si deve la tipicità dell'aroma.

solotone

Infine, nel corso della conservazione in fusti, il legno di rovere cede al vino dei lattoni, noti sotto il nome di «lattoni di quercia» o «Whisky lattoni» che sono isomeri cis e trans del (b-metil-g-octalattone). Allo stato puro questi composti possiedono un odore di noce di cocco; diluiti, il loro odore evoca quello dei vini «boisés». La loro concentrazione nei vini è dell'ordine di qualche centinaio di mg/L, superiore alla soglia di percezione (qualche decina di mg/L).

Whisky lattone

Vai inizio

Chiudi