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N'è semplice la formula:
C2H5 (etile),
a cui s'attacca — è logico —
il solito ossidrile.
S'ottiene nell'industria
dalla fermentazione
del semplice glucosio,
il quale si scompone
sotto la catalitica
azione di fermenti,
enzimi, che si formano
da cellule viventi.
Gli enzimi son moltissimi;
varian secondo i casi;
quello che forma l'alcole
ha il nome di zimàsi.
L'anidride carbonica,
nel corso del processo,
si svolge dal glucosio,
insieme all'alcool stesso:
non è perciò da escludersi
che nelle sue cantine
qualche inesperto enologo
possa trovar la fine.
Poiché s'ottiene d'alcole
acquosa soluzione,
dopo lo si purifica
mercé distillazione;
si può in tal modo giungere
a un alcool concentrato,
non tuttavia purissimo:
dall'acqua è accompagnato.
Per aver l'alcool anidro,
che chiamasi assoluto,
ridistillar necèssita
quello testé ottenuto,
con l'ossido di calcio
mettendolo a contatto:
dopo, il calcio metallico
lo disidrata affatto.
D'odor assai gradevole,
senza colorazione,
con l'acqua esso si mescola
in ogni proporzione:
anzi, se a tal proposito
un po' dubbiosi foste,
potreste assicurarvene
chiedendolo ad un oste.
Se come combustibile s'adopra, lo s'inquina
con certi corpi estranei,
come la piridina,
per renderlo imbevibile;
ma qualche sciagurato
tracanna anche quest'alcole,
cosí denaturato.
Se puro, è assai venefico,
ma stando un poco accorti
e alquanto diluendolo,
resuscita anche í morti,
onde il liquore bacchico,
dai tempi piú remoti,
ha sempre innumerevoli
legioni di devoti.
Di... vino alcool etilico,
magnifico demonio,
materia in cui l'idrogeno,
l'ossigeno e il carbonio
non sono aridi simboli,
ma con sapiente giuoco
son diventati... spirito,
luce, fragranza, fuoco,
tu che abbellisci agli uomini
l'inconcludente vita,
che ardenti sogni susciti
e con bontà squisita
uguagli al ricco il povero
e l'ignorante al dotto,
tu, tu sei dell'organica
il principal prodotto!
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