Alla corte del re persiano Iamsheed, l’uva era conservata in vasi, per essere poi consumata fuori stagione. 
Uno dei vasi, nei quali l’uva aveva prodotto della schiuma ed emanava un odore particolare, era stato scartato perché ritenuto avariato e forse velenoso. 
Una delle fanciulle dell’harem, in preda ad una terribile emicrania, tentò di darsi la morte bevendo quel presunto veleno. Ma, dopo averlo ingerito, con sua grande sorpresa provò un piacevole senso di allegria a cui seguì un buon sonno ristoratore.
Al suo risveglio la fanciulla informò il sovrano che, da quel momento, ordinò di produrre una certa quantità di quella nuova bevanda per berla a Corte. 

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