Nel Cantico dei Cantici, uno dei brani più sublimi e armoniosi dell'Antico Testamento oltre che testo fondamentale del simbolismo cristiano, la vite domina la scena che vede due giovani innamorati cantare i piaceri e i tormenti del loro cuore: 

Canta la ragazza: 
Mi ha condotta nella casa del vini
e la sua armata contro di me è amore. 
Ravvivatemi con focacce d'uva
rianimatemi con cedri:
sono malata d'amore io!
Prendete le piccole volpi che devastano le vigne
le nostre vigne sono in fiore!

Di rincontro l'innamorato:
Il fico emette le sue gemme,
e le viti in fiore esalano profumo.
Alzati amica mia, mia bella, e vieni!
All'alba scenderemo nelle vigne,
vedremo se la vite germoglia,
se sbocciano i fiori, se fioriscono i melograni
[...]
Mi siano i tuoi seni
come i grappoli della vite,
il profumo del tuo respiro
come quello dei cedri
e il tuo palato come ottimo vino
che scende dritto alla mia bocca
e fluisce sulle labbra e sui denti!
Più inebriante del vino è il tuo amore. [...] 
Baciami con un bacio della tua bocca, 
perché le tue mammelle sono migliori del vino.[...]
...là ti darò le mie carezze.
Il tuo grembo è una coppa rotonda
dove non manca mai vino aromatico.

(Cantico dei Cantici 7, 1-3, 9-10) 

 

Ecclesiaste

Che sarebbe la vita senza il vino?
Il vino bevuto in tempi e quantità giuste
è gaiezza del cuore, gioia dell'anima. [...]
Mangia con gioia il tuo pane e bevi di buon animo il tuo vivo [...]

 

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