|
Oltre ai sapori in senso stretto sopra definiti, la bocca, attraverso le mucose, avverte sensazioni di tipo tattile.
I recettori tattili, infatti, sono situati sulle papille filiformi e vengono eccitati dagli stimoli meccanici che deformano la cute della lingua e del palato (trazione, pressione). Ci forniscono preziose informazioni sulla natura del cibo e sensazioni relative a consistenza, friabilità, granulosità, croccantezza, succosità, elasticità, viscosità, eccetera. Una stimolazione di tipo tattile è dovuta anche alle bollicine di anidride carbonica tipiche delle bevande gassate, ovvero alla frizzantezza.
Quelle che ci interessano, perché possono essere provocate dal vino, sono:
|
|
il calore, o meglio la sensazione di causticità, di corrosività, di
pseudocalore, che si avverte in presenza di sostanze, molto concentrate, come acidi, sali metallici, basi, alcol. Le mucose seccano e l'intera cavità orale è pervasa da una sensazione di calore, quasi di bruciore. Nel caso del vino queste impressioni sono provocate dall'alcol e la sensazione pseudocalorica è chiamata
vinosità.
Come esistono reazioni pseudocaloriche, così si possono provare impressioni
pseudorinfrescanti: alcuni prodotti aromatici volatili, come il mentolo o
l'eucaliptolo, inducono una sensazione di freschezza nella bocca, pur senza modificarne la temperatura. Basta succhiare una caramella di menta per rendersene conto. Questa sensazione è, tuttavia, poco frequente nella degustazione, a meno che non si assaggi un vino particolarmente balsamico.
|
|

le sensazioni legate alla temperatura, percepite in tutta la cavità orale, dalle gengive e dai denti.
La temperatura del vino influirà sul giudizio globale del vino. La temperatura è una sensazione intimamente associata al piacere
e l'uomo è un ricercatore di piacere e, quindi, una sensazione termica fuori luogo sarà sgradevole.
D'altra parte la temperatura condiziona in modo determinante la percezione degli aromi. In generale, quando le temperature sono al di sopra o al disotto dei limiti considerati ottimali, sarà difficile apprezzarli. Infine, la congiunzione di entrambe le sensazioni, temperatura e tatto, verrà interpretata nel cervello isolatamente, ma anche congiuntamente.
Vale a dire che, come accade in altri ambiti della nostra vita, queste sensazioni interagiscono in modo sinergico o antagonistico e il risultato può essere sorprendente.
In inverno un bicchiere di acqua "naturale", vale a dire a temperatura ambiente, può risultare gradevole, ma in estate se non è molto fredda, può essere quasi sgradevole. Lo stesso accade con molte bibite. Ciò è dovuto, come
all'influenza del sistema limbico. La temperatura modifica e falsa profondamente i sapori. Provate a confrontare due bicchieri di un medesimo vino bianco, di cui uno è servito a temperatura ambiente (intorno ai 20
°C), l' altro è stato raffreddato a 5-8 °C: il bicchiere freddo sembrerà più acido, l'altro decisamente più dolce. Le temperature basse accentuano l'impressione di tannicità, riducono quella di dolcezza e neutralizzano il gusto dell'alcol. Per questa ragione non si degustano i vini rossi tannici a bassa temperatura.
I vini liquorosi - molto dolci ed alcolici vanno, invece, bevuti a bassa temperatura: sembreranno meno pastosi e "zuccherosi" e sarà meno avvertibile la presenza dell'alcol.

|
|
la consistenza. Le sensazioni percepite vanno dal fluido all'untuoso: se un vino è troppo fluido risulta povero di consistenza; al contrario, si parla di vino untuoso quando il palato percepisce una sensazione di pieno, di grasso,
di carnoso. Si tratta di una categoria legata in particolar modo ai vini liquorosi, ad alta concentrazione di zuccheri residui.
Regolata la temperatura, quando il vino è in bocca, non solo occupa un certo volume, ma esercita anche sui recettori tattili uno stimolo complesso in base alla sua composizione chimica. Il vino è composto da un insieme di più di 800 sostanze, ma solo poche
determineranno il "corpo". Sono principalmente i polifenoli, i sali minerali, il glicerolo e gli zuccheri. E ciò che nell'analisi chimica del vino definiamo come
Estratto Secco Totale. Significa ciò che resta di un vino una volta evaporata l'acqua, l'alcol e gli aromi. Quanto più è l'estratto secco totale, maggiore sarà la sensazione in bocca e, quindi, il vino avrà più corpo.
I polifenoli costituiscono la materia colorante di un vino per cui a una maggiore quantità degli stessi corrisponde non solo un vino più colorato ma anche una maggiore sensazione gustativa tradotta in astringenza e un aumento della sensazione di
"corpo".
I sali minerali influiranno poco poiché la loro relazione ponderale è bassa. Influiscono
maggiormente sulla sensazione gustativa, in base alle diverse concentrazioni di anioni e cationi che li costituiscono. Non si può dire altrettanto del ruolo del glicerolo, comunemente chiamato glicerina, la cui quantità nei vini è notevole.
Il glicerolo, inoltre, a causa della sua elevata densità e viscosità, provoca una notevole risposta sensoriale.
Gli zuccheri, a loro volta, a parte l'influenza sul sapore dolce del vino, aumentano notevolmente anche la sua densità e viscosità.
Nel
vino rotondità e viscosità sono chiamate corpo. I termini magro, annacquato, pieno e rotondo descrivono queste sensazioni. Tutte queste sensazioni non sono percepite in una specifica zona, bensì nell'intera cavità orale. Il corpo di un vino è un parametro qualitativo decisivo ed i vini che hanno un maggiore corpo ottengono solitamente punteggi più elevati. Il corpo costituisce inoltre una parte importante delle aspettative e dello stile del vino. I composti che contribuiscono alla sua viscosità sono l'alcol, gli zuccheri, l'estratto secco totale e gli alcoli superiori, in particolare il glicerolo
(o glicerina) ed il 2,3-butandiolo. Più alto è il contenuto alcolico, maggiori sono la viscosità ed il corpo di un vino. I vini con basso tenore alcolico vengono percepiti come magri. La viscosità delle soluzioni di acqua/etanolo aumenta con l'aumentare della concentrazione di etanolo sino ad un massimo del 40%, come si può osservare dal seguente grafico:
Lo zucchero ha il medesimo effetto ed i vini dolci sono percepiti come pieni in confronto a quelli secchi. L'alcol stesso, oltre a contribuire alla struttura del corpo, produce una sensazione pungente nella bocca e al naso. La sua soglia olfattiva è di 40-50
mg/l.
Si pensa che il glicerolo contribuisca al corpo e alla rotondità del vino. Il suo contenuto medio è compreso tra 4 e 12 g/l ed è maggiore nei vini rossi che in quelli bianchi.
Normalmente, la concentrazione di glicerolo nel vino costituisce circa il 10% della gradazione alcolica. Nell'uva colpita dalla muffa della
Botrytis cinerea, il contenuto di glicerolo si aggira sui 15-25 g/l o più. Il glicerolo è anche dolce, dato che possiede circa il 70% della dolcezza del glucosio. Quello puro è un liquido molto viscoso. A 25°C la sua viscosità corrisponde a 934
millipascal/s (in confronto a 0,89 millipascal/s dell'acqua e 1,07 dell'etanolo). Alle concentrazioni presenti nel vino ne aumenta la viscosità solamente di 0,90-0,91 millipascal/s, valore alquanto insignificante. La questione riguardante il contributo del glicerolo alla viscosità del vino e quindi alla percezione del corpo del vino, è stata
studiata aggiungendo il glicerolo al vino bianco di riferimento e valutandone la soglia di percezione sensoriale della dolcezza. La viscosità dei vini addizionati con il glicerolo e del vino di riferimento sono state misurate con piccole aggiunte di gomma per incrementare la viscosità. I risultati hanno dimostrato che la soglia relativa alla differente dolcezza del glicerolo è di 5,2 g/l e che la diversa viscosità, causata dall'addizione, corrisponde a 1/4 della soglia di percezione della viscosità nel vino. La conclusione è chiara:
il glicerolo non contribuisce direttamente al corpo del vino, ma poiché la dolcezza viene associata al corpo ed il glicerolo contribuisce a questo carattere, la sensazione percepita corrisponde a un corpo più
intenso.
Basandosi sul legame triangolare tra alcol-acidi-tannini, PEYNAUD e RIBÉREAU-GAYON1 hanno proposto un «indice di morbidezza» teso ad esprimere la morbidezza, la pienezza ed il corpo del vino rosso.
Indice di morbidezza = alcol %(v/v) - {acidità
(g/l) + tannino (g/l)}
L'acidità è espressa come acido solforico; per trasformare l'acido tartarico in solforico è necessario moltiplicare il primo per 0,65. La seguente tabella che illustra gli indici di morbidezza calcolati per tre vini
rossi:
Questo indice costituisce un tentativo di descrivere un concetto organolettico in termini di relazioni chimiche. Non è in grado di prevedere la qualità, ma è solo un
parametro della sensazione tattile in bocca. Sebbene altri composti possano influenzare questo parametro, che qui non sono indicati, vale la pena
prenderlo in considerazione.
|
A cosa è dovuto il corpo di un vino?
L'attributo è dovuto sia a fattori chimici sia meccanici, dando luogo a un'interazione di difficile lettura, anche perchè i composti direttamente correlati con questa qualità sensoriale sono in continuo aumento, aprendo nuove strade di ricerca
Il corpo del vino è un complesso di sensazioni, che comprendono viscosità, morbidezza, densità. Tutto riassunto, dai sommellier, in un'unica parola: corpo.
Ma quali sono le componenti e i fattori che danno origine a questo attributo?
Sebbene siano trent'anni che sono in corso studi su questo elemento, ancora non si è giunti a una risposta definitiva, tanti sono i parametri, e relative interazioni, da esaminare.
E' noto che la viscosità del vino, misurata in mPa, ha un ruolo fondamentale. Il vino in bocca si comporta cioè come un fluido newtoniano. Studi compiuti anni nel 1985, hanno evidenziato come la soglia di percezione per la viscosità era di 0,141 mPa a 20 gradi centigradi. Sotto questa soglia, però, vi possono essere altri elementi che possono entrare in gioco. Tra questi il glicerolo. Un'aggiunta di 25 g/l porta a un impatto sensoriale ben distinguibile. Allo stesso modo un contenuto in zuccheri maggiore di 15 g/l, impossibile sui vini secchi, porterebbe a percepire un maggiore corpo. Più recentemente il contenuto in etanolo e l'estratto secco di un vino sono stati positivamente correlati con questo attributo. In particolare vini con un estratto secco inferiore a 20 g/l sono considerati poco corposi, al contrario di vini con un estratto secco superiore ai 30 g/l.
Ricercatori californiani dell'Università di Davis hanno investigato sulla possibilità che le moderne tecniche enologiche possano avere un impatto sul corpo del vino.
Empiricamente tutti i vitivinicoltori e gli enologi sanno che è così, ma individuare i possibili elementi correlati con il corpo è più complesso. Il team di Runnebaum ha preso in considerazione ben 20 elementi chimico-fisici, arrivando a confermare precedenti tesi, come la correlazione diretta tra viscosità e corpo, ma aggiungendo ulteriori parametri.
Tra questi certamente il più interessante è quello collegato ad alcuni polisaccaridi, come il lattato. Il lattato si forma a causa della trasformazione del maltato durante la fermentazione malolattica. Considerando che la malolattica avviene generalmente in botti di legno l'interazione del lattato con altre molecole cedute dal rovere può portare a influire sensibilmente sulla viscosità.
Un altro parametro considerato è il potenziale osmotico del vino, la cui correlazione con l'attributo del corpo è stata provata anche se non vi è ancora una spiegazione scientifica sulle motivazioni. L'ipotesi è che vi possa essere una variazione dei gradienti di concentrazione attraverso le membrane cellulari della nostra bocca.
E' questione quindi anche di sensibilità. E proprio sulla sensibilità si apre un nuovo fronte. Infatti se studi precedenti indicavano in 0,141 mPa il limite di sensibilità, oggi pare possiamo abbassare sensibilmente questa soglia, a 0,027 mPa.
Nel complesso, in base a questa recente esperienza statunitense, i parametri che maggiormente sembrano influenzare il complesso sensoriale descritto come corpo sono: viscosità, lattato, potenziale osmotico, il magnesio e l'estratto totale.
Tale ricerca però apre all'esplorazione di tutti gli ulteriori elementi chimici che possono andare a influenzare tanto la viscosità quanto il potenziale osmotico. Tra questi polisaccaridi e proteine.
Graziano Alderighi
28 Gennaio 2012 TN n. 4 Anno 10
Articolo
Originale (inglese) |
Una
valutazione globale della sensazione in bocca, cioè l'unione
gusto-tatto, ci fornirà un'idea di ciò che definiamo struttura, dove
la percentuale d'alcol assieme all'acidità e ai polifenoli
costituiscono questo concetto di fondamentale importanza nella
valutazione di un vino. Corpo e struttura sono quindi concetti diversi
elaborati a partire dal senso del tatto.

|