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Per
l'astringenza non esiste ancora un accordo, parecchi autori classificano
l'astringenza come sapore o caratteristica sapida, altri considerano l'astringenza come una sensazione
tattile; teorie più recenti considerano questa sensazione
avvertita nella cavità orale (insieme alla piccantezza) non
classificabili ne come sapori in senso stretto e nemmeno come sensazioni
tattili (alcune volte si trova la dizione altri sapori), in
quanto vengono trasmessi al cervello dal nervo trigemino (o V nervo craniale), seguendo quindi un percorso diverso rispetto agli stimoli gustativi. Il termine astringenza proviene dal latino stringere che significa chiudere, dovuta a quella sensazione allappante che si prova comunemente mangiando carciofi crudi, prugne selvatiche, frutti poco maturi, cachi (la parte vicina alla buccia e ai semi). La sensazione di astringenza (o allappanza) è dovuta all'effetto di alcune categorie di sostanze: L'astringenza provoca contrazione delle gengive (si dice che "allega i denti"), impressione di secchezza e rugosità sulla lingua, netta diminuzione della salivazione. La sensazione è quella di una cavità orale che diventa secca (anche se abbiamo un liquido in bocca), ruvida e con l'epitelio che pare "restringersi": il fenomeno è una sensazione tattile dovuta alle interazioni che le sostanze suddette hanno con la saliva. In pratica viene limitato il potere lubrificante della saliva e la frizione delle mucose e la ruvidezza della lingua danno questa sensazione, avvertita da meccanorecettori responsabili della sensibilità tattile. Non si esclude però anche un effetto diretto delle sostanze astringenti sui tessuti dell'epitelio. L’alcool e i sali di alluminio agiscono legando l'acqua e rimuovendola. Nel vino l'astringenza è una sensazione che percepiamo come conseguenza di determinate reazioni chimiche tra polifenoli e saliva, sulla superficie della lingua e delle mucose. Chimicamente la sensazione astringente è il risultato del legame dei gruppi -OH nelle molecole dei tannini con l'ossigeno dei legami cheto-imide (-CO-NH-) peptidici all'interno delle molecole proteiche della saliva.
La persistenza della sensazione di astringenza è notevole e nella saliva sono stati rintracciati polifonoli anche a diverse ore di distanza dall'ingestione del prodotto. La sensazione di astringenza dei polifenoli è amplificata dalla contemporanea presenza di acidi, che però non mostrano lo stesso effetto sull’astingenza dell'allume; segno che le diverse categorie di sostanze astringenti operano probabilmente con meccanismi diversi. Si ritiene che la reattività dei tannini nei confronti delle proteine e la sensazione di astringenza, diminuisce con il grado di polimerizzazione delle procianidine fino a un limite situato attorno al decamero. Le molecole di dimensioni inferiori sono più astringenti. I vini elaborati con macerazioni brevi sono ricchi di procianidine poco polimerizzate e presentano un carattere tannico anche con valori elevati di pH e un'acidità totale relativamente bassa. In vini evoluti che presentano una certa ossidazione le molecole sono più complesse e, quindi, diminuisce l'astringenza. I tannini, di origine vegetale e comuni in molti frutti, servono come protezione contro gli animali che potrebbero nutrirsene prima che i semi siano maturi. Mano a mano che i frutti maturano, i tannini variano la propria struttura, in modo che l'astringenza diminuisca così che il frutto può essere mangiato. La naturale perdita di astringenza durante la maturazione del frutto, così come le numerose tecniche artificiali per agevolarla (tramite ad es. congelamento, etilene, CO2, acetaldeide) non sono ancora completamente spiegate. La sensazione di astringenza è diminuita, in una bevanda, dalla viscosità, cosa che invece non si verifica per il gusto amaro. I composti ad alta viscosità, come i polisaccaridi e le mannoproteine, agiscono aumentando la lubrificazione e in pratica mascherando l'effetto dei tannini, ma anche comportandosi da colloidi protettori, cioè impedendo il legame tra tannini e proteine. Alcuni acidi, come il malico, provocano una sensazione di astringenza più che di acidità vera e propria. Il fatto che alcuni acidi risultino astringenti, e altri no, non è stato ancora spiegato. L'astringenza
non è percepita in una particolare regione, ma in tutta la cavità
orale. La sensazione di astringenza non è istantanea, ma paragonata
all'amaro occorre un tempo maggiore affinché si manifesti, ed è
persistente. Quando le sostanze astringenti si trovano in concentrazioni
elevate, la sensazione può anche causare fastidio.
Per descrivere la sensazione di astringenza nelle bevande sono stati usati termini come appiccicoso, polveroso, sabbioso (nella birra) e vigoroso, ruvido, scabro, legnoso (nel vino). Le diverse sfumature di questa sensazione in bevande o cibi differenti sono dovute alla contemporanea presenza di altri composti che possono influenzarla, come l'alcool, i polisaccaridi, gli acidi. |