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Per
Aristotele i sapori fondamentali erano due e di natura opposta, il dolce e l'amaro, mentre gli altri derivavano da essi (es. il grasso dal dolce e il salato dall'amaro) o erano intermedi (come l'aspro e l'acido).
Il tetraedro simbolizza un gradiente continuo di sensazioni gustative, che stanno tra i quattro sapori fondamentali, intesi come descrittori semantici del gusto. Per esempio un sale, il cloruro d'ammonio, dà una sensazione gustativa che si pone tra il salato e l'acido, mentre l'acetato di piombo tra il salato e il dolce. Questi esempi si riferiscono a sali chimicamente puri e comportano l'esistenza di gusti intermedi: potete immaginare la complessità della sensazione gustativa di un cibo, che contiene centinaia di sostanze differenti, capaci di influenzare il gusto. Oggi
si ammette che i sapori fondamentali (sempre intesi come descrittori di
riferimento)
sono cinque + due "altri sapori" : |
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dolce |
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astringente |
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acido |
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metallico |
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salato |
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amaro |
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umani |
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Che corrispondono ai requisiti di dolcezza, di acidità, di salinità, di amarezza, di gluammato, di astringenza e di metallico. |
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Tutti
i sapori o gusti propriamente detti, puri o mescolati, rientrano in
queste sette (5+2) categorie o "qualità primarie" (Teoria di
Henning), è dall'interazione interpretativa celebrale dell'insieme di
più gusti primari che derivano tutti gli altri gusti.
L'aroma deriva dall'interazione tra l'elaborazione celebrale di gusto e olfatto. La texture (percezione tattile-meccanica) e la temperatura (percezione termica), benchè non propriamente gusti, contribuiscono all'esperienza sensoriale. |
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