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SANSEVERO
I. Sansevero
- II. Sua origine - III. Diomede - IV. Colle Drione -
V. Ergizio - VI. Antichità di Sansevero. da
MEMORIE STORICHE DELLA CITTÀ DI SAN SEVERO
di
FRANCESCO
DE AMBROSIO
Stabilimento Tipografico del cav. Gennaro de Angelis e figlio
Portamedina alla Pignasecca, 44 Napoli
1875

I. Dieci chilometri lungi da Civitate , quasi allo estremo lembo della vasta pianura della Daunia ove comincia a
disporsi in colline, era intanto surta altra comune, che si disse di Sansevero. Ed avendo in se ogni opportunità
all'agricoltura, alla pastorizia e ad altre ragioni d'industria e di commercio, ad essa vennero ad aumento non pochi de' primari abitanti di Civitate ; come più tardi anche la Cattedra episcopale della distrutta città fu trasferita a Sansevero.
II. Chi primo ponesse le fondamenta di Sansevero è ignorato ; sebbene alcuni la volessero edificata da Diomede re dell'Etolia, il quale la disse Castel Drione,
Castrum Drionis. Così è pur ricordato dalla seguente lapidea inscrizione nella maggior piazza del paese.
S. SEVERI. CIVITAS. OLIM. DRION. CASTRUM
SUPERBUM. A. DIOMEDE. GRIECO. CONDITUM. SUB
ANNO. MDCXXVII. MEN. IULII. DIE. XXX. HO. XVI
UNA. CUM. ALIQUOT. CIRCUMVICINIS. OPPIDIS. EX
INGENTISSIIMA'. TERRIE. CONCUSSIONE. CUM. INNUMERO
CIVIUM. INTERRITU. MISERRIME. CORRUIT. CUIUS. AD
LUGUBREM. MEMORIAM. PATRIÆQ. ORNATUM.ÆDES
QUASI. TUMULUM. AERE. PUBLICO. CIVITATIS. REGIMEN
RESTAURAVIT. ET. EREXIT. ANN. MDCXXX
REGNANTE. CATHOLICO. REGE
FILIPPO. IV. AUSTRIO
DOMINANTE. PAULO. SANGRIO. III. PRINCIPE.
E che Castel Drione si dicesse anticamente Sansevero è ripetuto in una iscrizione, che leggesi sul cornicione del campanile della parrocchiale chiesa di San Giovan Battista.
«Turris haec formosa prope Castrum superbum olim dictum Drionem nuper delectum funditus erecta non publico, sed
privato Praecursoris aere constructo prius D. O. M. deinde bono Gaenio Patriaeque amori dicata anno epochae
christianae 1763 ».
III. Non vi ha favola, che non si spacciasse intorno al regno di Diomede nella Daunia; nè vi era città la quale non si dicesse fondata dal figliuol di Tideo, e non mostrasse sue reliquie per accertarlo. L'additavano sulle rive dell'Ofanto i campi a lui tocchi per dote o per retaggio : serbavansi in Lucera nel tempio di Minerva i donativi e l'armatura dell'eroe; nè mancavano mille altri segnali dello imperio di lui, il quale poscia scomparve in mezzo all'Adriatico su quelle isole, che ritennero il suo nome. Ma furono gli scrittori posteriori al secolo di Augusto , che trasandando le antecedenti memorie, assegnarono alla Grecia un' antichità ideata e popolarono tutto il mondo di Greci, da essi dando
cominciamento a storie, genealogie , etimologie: le quali origini sernidivine piacquero alla vanità , e di esse pur si piacquero le città surte di poi non lusingate da' deboli principi, che loro diedero vita. Le origini greche prevalsero generalmente, e fatti e nomi nuovi od alterati si mescolarono , o distrussero le nazionali tradizioni.
IV. Non può neanco consentirsi per la lettura degli antichi geografi, che Sansevero fosse il Colle Drione da Strabone rammentato ; e sul quale eranvi due templi a greche deità. A Podalirio figlio di Esculapio alle radici del colle , donde un rivolo di acque scorreva giovevole alla salute ; e sulla vetta all'indovino Calcante, cui i desiderosi di oracolo sacrificavano un montone nero, e dormendo durante la notte nella pelle dello stesso, credevano averne risposta.
Era quel colle secondo Strabone circa cento stadi distante dal mare; e il Corcia riconosce il Drione nel piccol monte Evio presso il Gargano.
È probabile che il tempio di Calcante fossé stato al sito , ove poscia edificossi il monastero di Pulsano, abitato da Giovanni da Matera che fu poi nel secolo XII
l'institutore dell' ordine pulsanense. E l'altro tempio di Podalirio può sostituirsi ove è il monastero di San Giovanni in Lamis, già tenuto da' monaci benedettini; ai quali susseguirono nel 1311
i Cisterciensi, e in progresso di tempo i minori osservanti nel 1578, surrogando essi al
convento e alla chiesa il nome di San Matteo.
Imperò altri opina, che il colle Drione fosse ove avvenne l'apparizione di San Michele sul Gargano. Altri pone il tempio di Calcante sul monte di Castelpagano presso gli antri delle Fate. Altri stabiliscono il tempio di Podalirio a San Giovanni in Piano , distante dieci chilometri da Sansevero verso Lesina. Ed altri reputa quel tempio essere stato surrogato dalla badia benedettina di Montesacro , or diruta nel luogo detto Coppa di Sacri tra Sannicandro Garganico, e la spiaggia dell'Adriatico. Ma tali opinioni smentisce la distanza di questi luoghi minore di cento stadi dal mare.
V. Fu pur detto da Olstenio nelle annotazioni a Cluverio , che Sansevero sia surto sull' antica Ergizio , città pelasgica e di origine contemporanea a Dodona e Argirippa; traendosi argomento dalla distanza di XVIII miglia antiche, che la Tavola Peutingeriana segna da Teano al sito ove è Sansevero. Ma il patrio topografo Fraccacreta , la cui opinione è seguita dal Corcia , ha più precisamente riconosciuto Ergizio su di un colle nella così detta Posta de' Vignali del principe di Sannicandro, alla sinistra del fiumicello Drione o Trione, dove molti ruderi rimangono a fior di terra e un torrione.
VI.
Antica' origine assegnano a Sansevero i sepolcreti che trovansi nelle sue campagne , e che presentano avanzi di scheletri intorniati da vasi fittili, appartenenti però non a nobile ceramica, nè offerenti ceppi iscritti od antiche monete da indicare con precisione la loro epoca. A ciò si aggiunge un rozzo bassorilievo nella base del campanile della chiesa di San
Giovan Battista, sul quale si osservano scolpiti segni di antichi sacrifizi, auguri e sacrificatori col volto velato. E un atto autentico del notar Francazio del 1744 nel registro generale delle rendite di San Giovan Battista parla di altre pietre di greco stile, che forse servirono per riempire le fondamenta del medesimo campanile ; oltre i ruderi di un tempio rinvenuti nel 1856 nel cavamento delle fondazioni della nuova sagrestia di quella chiesa.
Sono quei cimiteri , quelle pietre e quei ruderi antichissimi ; ma solo dopo il mille vi ha testimonio inconcusso , che Sansevero era grossa Terra munita di difese artifiziali, ed abitata da forti e numerosi uomini con proprie consuetudini. Prima di tal epoca ben ha potuto essere il villaggio , che le tradizioni dissero fondato nell'anno 536 da San Lorenzo ottavo vescovo di Siponto, nella cui contea , da Zenone imperadore greco assegnatagli , San Severo si comprendeva , in memoria o del santo vescovo di Napoli, o di un Severo governatore da san Lorenzo convertito alla cattolica dottrina. E l'arciprete Lucchino in un manoscritto sulla caduta di Sansevero pel terremoto del
30 luglio 1627 lasciò segnato, che in Sansevero san Lorenzo offrì in dedicazione alla Santa Croce la prima chiesa, or detta del Carmine ; e ad essa fu aggiunta a'tempi de' Longobardi l'altra chiesa dedicata a San Severino abate
riconosciuto per apostolo del Norico, e fra il 492 ed il 496 fondatore del cenobio sito sul Castro Lucullano presso Napoli.
FRANCESCO
DE AMBROSIO
Tratto
da MEMORIE STORICHE
DELLA CITTÀ DI SAN SEVERO
di
FRANCESCO DE AMBROSIO
Stabilimento Tipografico del cav. Gennaro de Angelis e figlio
Portamedina alla Pignasecca, 44 - Napoli - 1875
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