|
nota1:
Nel
1116 l'abate Adenolfo del monastero di Terra Maggiore promulgò un
editto riguardante i propri diritti feudali e le consuetudini degli
abitanti del castello di S. Severino. Nel documento non si fa cenno ad
altri abitati, ma è presumibile che disposizioni simili siano state
emesse anche per gli altri centri esistenti nel territorio dell'abazia.
nota2:
Civitate si trovava sulla riva
destra del Fortore in contrada Pezza della Chiesa, circa 4 km a NNW
della attuale S. Paolo Civitate. La città sorse nel sito dell'antica
Teanum Apulum, ridotta a piccolo villaggio, agli inizi dell'XI secolo ad
opera del catapano Basilio Bojoannes, il quale fece fortificare gli
antichi centri lungo il confine tra il territorio bizantino e quello del
principato longobardo di Benevento.
nota3:
Nel 1203 in San Severo c'era un «contestabile».
Roberto Malfactore, il quale doveva rappresentare
il potere regio su quella parte di S. Severo che non
rientrava nel feudo di Terra Maggiore. Numerosi notai, giudici, avvocati, sanseveresi
compaiono nei documenti dell'epoca.
nota4:
Da
un documento del maggio 1295 si apprende che i cittadini di San Severo
chiesero al re Carlo II d'Angiò il permesso di utilizzare le pietre del
diruto palazzo di Belvedere per ricostruire la Chiesa di S. Severino ed
altre fatte abbattere da Federico II.
nota5:
L'attuale
Via F. D'Alfonso era chiamata un tempo «via del Belvedere.
nota6: Cittadina del Molise, che all'epoca faceva parte della
Capitanata.
nota7: Probabilmente da un proprietario terriero,
musulmano di Lucera, come Ulmen Zamarre
è derivato il nome della contrada Zamarra.
nota8:
San
Severo all'epoca era possedimento del monastero e si presume che la baronia
potesse riguardare originariamente quella parte dell'abitato che Federico II
aveva dichiarato non appartenere all'abate, come suffeudo nell'ambito della
contea.
nota9:
In decadenza appaiono le vicine
città di Civitate (tassata per 53 once) e Lesina (39 once). Ben più
ricca risulta Lucera (495 once), seguita da Vieste (206 once) e pochi
altri grossi centri. Nel dicembre del 1300 San Severo insieme a Corneto
dovette anche pagare una parte delle tasse condonate alla città di
Salpi per la povertà degli abitanti.
nota10: Durante
la dominazione angioina si assiste alla trasformazione del toponimo Terra
Maggiore in Torre Maggiore.
nota11:
L’ufficio
della bagliva, per la responsabilità finanziaria che comportava
nella riscossione dei tributi, era un incarico poco gradito, che spesso
veniva imposto forzatamente.
nota12: Nel
documento dell’aprile 1301 sono elencati i creditori con il
quantitativo di merce fornita ed il relativo prezzo. Sono per lo più
agricoltori, ma non mancano professionisti, che possedevano terreni che
producevano grano, orzo e uva.
nota13:
Sull’entità delle imposte
influì anche un criterio di valutazione riguardante i vantaggi
economici derivanti ai centri vicini a Lucera per la mancata concorrenza
commerciale dei Saraceni. A San Severo non erano mancati diverbi, anche
gravi, tra i mercanti locali e quelli mussulmani, che venivano a vendere
le loro merci al nostro mercato.
nota14:
A
questa chiesa la Regina avrebbe donato i terreni, noti come Quadroni
di S. Giovanni, siti lungo la strada per Torremaggiore.
nota15:
San Severo fu città regia sino
al 1579, anno in cui fu venduta ai Di Sangro.
nota16:
La moneta è stata pubblicata nel Corpus Nummorum
Italicorum. Era di rame, pesava gr. 0,70 con un diametro di mm.
17,7. Di essa si conosce un solo esemplare, che fa parte della
collezione di Vittorio Emanuele III.
nota17:
San
Severo, Troia e Lucera furono date in appannaggio a Giovanna, vedova di
Ferdinando II.
nota18:
parte
del Molise apparteneva alla Capitanata.
nota19:
la
R. Udienza venne trasferita da Lucera a San Severo verso il 1567 per
disordine, che esisteva nell’amministrazione civica di Lucera e anche in
quella della Magistratura .
nota20:
la
Cattedra di Civitate era rappresentata dall’Arcidiacono, dall’Arciprete e
dal corpo Capitolare.
nota21: Giulio
Genoino (1567-1648) lotto per una parità tra nobili e popolani nel governo di
Napoli e fu consigliere di Masaniello.
nota22: in
detta chiesa fu costruito nel 1550 un organo dal sanseverese Nicola de Spellis,
noto organaro.
|