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CAPITANATA da di
FRANCESCO
DE AMBROSIO
I. A' confini della Daunia e sulle rive del fiume Frentone, oggi Fortore, che dividea i Dauni da' Frentani , sopra quei colli che sono nominati Liburni, gli antichi geografi descrissero Teano Appulo ; ed erroneamente ne' tempi posterior fu sovente confuso con Teate de' Marruccini, o con Teano
Sidicino. II. A'tempi dello imperio romano Tiati Appula ebbe abitanti col diritto di voto nelle romane curie, e primati ascritti all'ordine equestre di Roma; alla quale transitavasi per agevole via, che poi si disse Traiana Frentana. E della nobiltà teatense sta anche a ricordo la seguente lapide rinvenuta in Lesina: lapide che l'ordine splendidissimo della città di Teati pose a Flavio Uranio vindice della legge, e moderatore della giustizia. FI. URANIO. V. P. REG III. La politica costituzione di Roma tendeva, anzichè costituire le provincie per via di 'rappresentanza in unico corpo sociale, ad opprimerle con un giogo grave ed ingiurioso. Il quale ordinamento congiunto alla prepotenza cominciò ad essere produttore di eccessi dall' anno della sconfitta di Perseo ; perciocchè i governatori, esercitandó giurisdizione ed imperio, venivano trascinati alla tirannide dal poterlo impunemente, e dall'essere le truppe accantonate nelle provincie. Al che si aggiungeano i tributi , le tasse agrarie , le retribuzioni, i dazie le imposizioni stabilite ad entrate della repubblica : le quali gravezze pesando su' paesi della Daunia, esaurivano la sorgente di ricchezza proveniente dall'agricoltura e dalla pastorizia; anco perchè non più, come ne' tempi precessi, decorosa la povertà e laureato l'aratro. E veramente tutta la scienza cremastica de' Romani consistea nella conquista ; e Cicerone nel trattato della Repubblica, cercando il principio e la miglior forma di governo ed i principali elementi della vita de' popoli , della economia non fa che un cenno incidente; e riguardo all'agricoltura gli parve, che il popolo derogasse alla propria dignità col farsi il doganiere dell'universo. Laonde Tiati per gli esorbitanti balzelli vide man mano le sue campagne o tratte al fisco od occupate da'ricchi, che così formavano sterminati possessi con lo spoglio de' piccoli ; siccome avvenne in tutte le provincie, e da ciò i latifondi che perderono Italia.
IV.
Tiati distrutto o abbandonato fu da Traiano rifatto , cui impose il suo nome di
Civitas Traiana al di là del magnifico ponte, che questo imperatore innalzò sopra il Frentone nella via da lui restaurata. La quale opinione combina assai bene, perchè non è credibile che Tiati avesse il novello nome di
Civitas senz'altro aggiunto ; e se poi nelle scritture fu tralasciato, avvenne certamente per quell'uso di accorciare i nomi tanto comune ne' bassi tempi : onde invece di
Civitas Traiana si disse semplicemente Civitas e gli abitanti
Civitatenses, come dalla soscrizione de' suoi vescovi è manifesto.
FRANCESCO DE AMBROSIO Tratto
da MEMORIE STORICHE
DELLA CITTÀ DI SAN SEVERO |
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