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estratto da 50 PUGLIESI NEL MONDO protagonisti dell’enogastronomia pugliese |
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Mario Adda Editore - Bari |
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GIROLAMO
d'AMICO - ULRICO PRIORE - LOUIS RAPINI
Introduzione al libro Storie che cominciano con un mulino, una piccola
bottega, un minuscolo forno, una stazione di poste o un semplice pezzo
di terra. Storie di generazioni che si susseguono, intente a dispiegare,
per dirlo con facile assonanza, sapori e saperi. Storie di famiglie, di
uomini e donne che trasformano in intrapresa economica una cultura
agricola e alimentare che affonda le sue radici nel remoto di pratiche
antiche, che hanno fatto un primo, piccolo passo nell’artigianato per
poi diventare aziende, marchi, prodotti noti in Italia e all’estero.
Tanti racconti di vita familiare di vicende personali, di capacità
creative, di fantasia imprenditoriale e commerciale che diventano 1
unico grande racconto di una Puglia che ha fatto dell’enogastronomia
un elemento di riconoscibilità, di richiamo, una componente essenziale
di quella sorta di vera e propria leggenda che oggi è l'ospitalità
della nostra regione. Oggi ci appare quasi scontato .che non solo in
Italia ma anche alt estero l'immagine della Puglia sia legata al mare,
alle città d’arte, alle architetture, alle cattedrali. Altrettanto
scontati ci appaiono i riferimenti che i nostri interlocutori stranieri
fanno ora all’olio, ora al pane, al vino, a ricette, a un particolare
dolce o frutto o bevanda. Tutto ciò è molto meno scontato di quanto
crediamo. Tutto ciò è il frutto di una cultura che ha saputo
conservare natura e storia, mare, campagna, collina e monumenti, tracce
del passato, opere d’arte. Così c'è stato chi (e in questo libro
finalmente un nome e cognome e sono tanti) ha saputo conservare e
innovare una tradizione della tavola nella quale le assonanze dei sapori
si specchiano nelle diversità del paesaggio e dei colori della terra di
Puglia. Quello che va sottolineato di queste storie di vita e di lavoro
è lo straordinario impegno che è stato tramandato dai padri ai figli,
un impegno profuso senza risparmio. Questo dice molto di un modo di
essere, troppo spesso e con superficialità, tacciato di mancare di
spirito aziendale, di essere carente di cultura del rischio d'impresa.
Presentazione del libro In uno scenario mondiale che tende sempre più all'omologazione, la tipicità locale, sia a livello enogastronomico sia a livello culturale, assume un'importanza sempre maggiore. Per questa ragione sono convinto che per vincere la sfida lanciata dalla standardizzazione nel campo dell'agroalimentare, l'Italia deve perseguire l'importante obiettivo di promuovere sempre più il patrimonio tradizionale, esaltando la tipicità regionale che fa grande l'intero Paese. Il percorso che i cinquanta pugliesi descrivono in queste pagine riassume la passione e l'amore che solo gli uomini del Sud sanno trasferire in tutto quello che fanno. La tenacia delle persone della nostra terra si rispecchia nei risultati raggiunti dai presidenti, amministratori, produttori e agricoltori che si descrivono attraverso le pagine dell'autrice raccontando la loro storia e le loro esperienze. Non dobbiamo mai dimenticare che il territorio è il nostro grande punto di forza e di riferimento sul quale dobbiamo concentrare tutti i nostri sforzi produttivi. Ma allo stesso tempo è importante che i prodotti agroalimentari italiani vengano promossi in Italia e all'estero e difesi dalla imitazioni continuando a valorizzarli anche attraverso le certificazioni di qualità. Quando si parla di prodotti tipici italiani sottolineo sempre che senza una buona materia prima agricola non ci può essere una buona cucina e una cultura enogastronomica di qualità. Ecco perché 1'enogastronomia e la produzione agroalimentare sono tra uno degli aspetti del nostro grande patrimonio artistico e culturale: la dieta mediterranea, la cucina italiana, il patrimonio enogastronomico del nostro paese, infatti, vengono riconosciuti come i migliori al mondo. Ma non bisogna risposare su questo grande valore ereditato dal passato, bisogna investire culturalmente ed economicamente seguendo linee strategiche che diano uno slancio al rinato interesse per l'agroalimentare italiano. Per evitare che la riscoperta dei prodotti tipici e dei piatti nostrani non resti solo una semplice moda, un interesse legato alla contingenza del momento: è necessario creare una grande alleanza trasversale politica, culturale, regionale, saper fare promozione internazionale del Made in Italy agroalimentare utilizzando tutte le reti disponibili nel mondo. Dando risalto ai frutti del lavoro di questi uomini e queste donne, Lory Pesce Buonamico aiuta i lettori delle pagine del suo libro ad essere consapevoli dei valori tipici della cultura agricola e alimentare regionale del nostro Paese, facendo sì che le radici delle nostre tradizioni non si perdano in una dimensione globale che tende sempre più ad omologare qualsiasi fenomeno.
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