Colesterolo buono e cattivo

I grassi che assumiamo con l'alimentazione vengono inglobati all'interno di molecole chiamate lipoproteine, che in base alla loro densità vengono classificate in Chilomicroni, VLVL (very tow density lipoprotein), IDI (intermediate density lipoprotein), LDL (low density lipoprotein) e HDL (high density lipoprotein). Il compito di queste molecole è di portare i lipidi (soprattutto trigliceridi e colesterolo) dall'intestino al fegato e ai tessuti, e viceversa. Il meccanismo di trasporto del colesterolo avviene tramite LDL e HDL. Le LDL hanno il compito di trasportare il colesterolo dal fegato ai tessuti, dove viene utilizzato, mentre le HDL hanno la funzione opposta, in quanto prelevano il colesterolo dai tessuti e lo riportano al fegato. Le LDL sono pericolose in quanto tendono a depositare il colesterolo sulla parete delle arterie, favorendo la formazione delle placche aterosclerotiche. Al contrario, le HDL tendono a rimuovere il colesterolo, ostacolando la formazione delle placche. Il colesterolo cattivo, quindi, è quello trasportato dalle LDL, mentre quello buono è quello trasportato dalle HDL.

Cosa sono i radicali liberi

I radicali liberi sono sostanze che si formano naturalmente all'interno delle cellule quando l'ossigeno viene utilizzato nei processi metabolici per produrre energia (ossidazione). Dunque, in una certa misura, i radicali liberi vengono prodotti dal nostro stesso organismo (origine endogena), ma possono anche provenire dall'ambiente: inquinanti, fumo, cibi contenenti residui chimici, raggi ultravioletti ecc. (origine esogena). Dal punto di vista chimico, i radicali liberi sono molecole particolarmente instabili causa la presenza di uno o più elettroni spaiati negli orbitali esterni. Essi dunque sottraggono elettroni ad altre molecole per completare il proprio ottetto, generando così reazioni a catena. Sono pertanto molto instabili e hanno vita breve, in quanto estremamente reattivi.

Radicali liberi, stress ossidativo e salutie

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