| GABRIELE MIRABASSI in duo con LUCIANO BIONDINI | |||
Sabato 21 febbraio 2004 ore 21.00 Cantine d'Araprì - via de Troia - San Severo INFORMAZIONI tel. : 0882.227643
- 338.5027143 Il duo Gabriele Mirabassi – Luciano Biondini si è formato ormai da qualche anno e si è saldato nel corso di moltissime collaborazioni, realizzate insieme, anche con altri musicisti Insieme hanno realizzato dischi in passato (ad esempio gli ultimi tre album di Gabriele Mirabassi, Lo Stortino e Uno a Zero per l’Egea e Latakia Blend per l’Enja), insieme sono membri fissi del gruppo di Rabih Abou Khalil e insieme, soprattutto, hanno realizzato l’ultima fatica discografica, a nome di entrambi, Fuori le mura (Egea – luglio 2003) presentata nel corso di importanti Festival internazionali (Umbria Jazz 2003, Festival di San Francisco 2003, Festival di Montreal 2003)
Ovviamente una frequentazione così assidua ha
permesso di sviluppare in modo eccezionale l’interplay fra di loro e ha
di conseguenza consentito di poter affrontare con estrema scioltezza e
facilità musiche di un’estrema complessità ritmica e armonica. I due musicisti, entrambi
umbri, condividono inoltre un comune passato di musicisti classici che è
stato ben presto e abbondantemente mescolato con altri generi musicali:
tuttora, del resto, appaiono di frequente in contesti non facilmente
etichettabili in questo o quest’altro genere musicale. Grazie a queste premesse e
alle prodigiose capacità strumentali di entrambi, Mirabassi ha così
potuto dare vita ad una musica in grado di attingere sia alle complessità
armoniche della musica colta del XX secolo, sia alle varietà ritmiche
della tradizione jazz, non dimenticando di strizzare l’occhio a
poliritmie più vicine a certa musica etnica, e in tutto questo
conservando intatta e vitale una perfetta cantabilità melodica tutta
italiana. Il risultato sonoro ottenuto non è affatto, però, una congerie
di elementi tra loro eterogenei e assimilati per giustapposizione, ma è
invece un organismo tanto ben costruito quanto pulsante di vitalità. La
già notata complessità dei brani – che sono per lo più composizioni
di Mirabassi, ma che includono anche brani di Ellington, della tradizione
popolare italiana (un’indimenticabile versione di Gorizia, ad esempio),
del Seicento barocco (ovviamente, questi ultimi, opportunamente riveduti e
corretti o talvolta scorretti) – trova infatti un equilibrio perfetto
proprio grazie a quella contabilità melodica di cui si parlava prima.
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