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PERRY ROBINSON clarinetto
< HERRY GRIMES contrabasso
JHON BETSCH batteria |
Mercoledi
29 Settembre 2004 ore 21.00
Cantine
d'Araprì - via de Troia - San Severo
INFORMAZIONI
e PRENOTAZIONI
tel. : 0882.227643
- 338.5027143
email: jazzcluster@altrevista.org
HENRY GRIMES
Uno
fra i più innovativi esponenti del contrabbasso nella storia della musica
improvvisata, Henry Grimes nasce a Philadelphia il 3 novembre 1935.
Dopo un iniziale studio della tuba, pratica prima il violino e poi il
contrabbasso alla Mastbaum Technical High School di Philadelphia (dove
studiano anche Lee Morgan e Ted Curson), e in seguito alla Julliard School
of Music di New York, città dove si trasferisce all'inizio degli anni
Cinquanta e dove studia sotto la guida di Fred Zimmermann, celebrato primo
contrabbasso della New York Philharmonic Orchestra.
Dopo il diploma, si esibisce a fianco di Arnett Cobb e Willis Jackson,
ritornando per un periodo a Philadelphia, dove collabora con artisti quali
Bobby Timmons e Lee Morgan. Nel 1957 fa ritorno a New York, lavorando nei
gruppi di Shafi Hadi, Lee Konitz, Anita O'Day e Sonny Rollins, prima di
entrare a far parte del quartetto di Gerry Mulligan, a fianco di Chet
Baker
o Art Farmer e Dave Bailey. Si afferma definitivamente al Festival Jazz di
Newport del 1958, dove si esibisce con musicisti assai diversi fra di loro
quali Benny Goodman, Tony Scott, Thelonious Monk, Lee Konitz e Sonny
Rollins. Con quest'ultimo si esibisce in Europa nel corso del 1959,
collaborando poi più di una volta con il pianista Lennie Tristano e
nuovamente con Rollins nei primi anni Sessanta. Nello stesso periodo
Grimes si appassiona alla rivoluzione del cosiddetto free jazz, di cui
diventa uno fra i più qualificati e creativi esponenti, lavorando con
artisti innovativi come Cecil Taylor, Albert Ayler (a fianco di
quest'ultimo si esibirà spesso con altri contrabbassisti: Gary Peacock,
Jean-François Jenny-Clark, Alan Silva, Bill Folwell, Charlie Haden), Don
Cherry, Sunny Murray, Burton Greene, Pharoah Sanders, Archie Shepp, Paul
Bley, Steve
Lacy, Charles Tyler, Jay Clayton, Tom Price, Marion Brown, Frank Wright,
Walt Dickerson, Rashied Ali, Marzette Watts, Karl Berger. Il nuovo corso
musicale non gli impedisce di collaborare efficacemente con musicisti
diversi quali Gary Burton, Billy Taylor, Roy Haynes, Richard Wyands,
Coleman Hawkins, Rolf Kühn, Philip Guilbeau, John Bunch, Jerome
Richardson, Zoot Sims, Shelly Manne, Shirley Scott, McCoy Tyner, Tony
Scott, Mose Allison, Chet Baker, Annie Ross, persino Charles Mingus.
Incide inoltre copiosamente alcuni capolavori della musica nera con Ayler,
Rollins (fra cui album superbi come Sonny Meets Hawk! e Our Man in Jazz),
McCoy Tyner (Reaching Fourth), Roy Haynes (Out of the Afternoon), Benny
Goodman, Archie Shepp (On This Night), Pharoah Sanders, Cecil Taylor
(Conquistador, Unit Structures), Roswell Rudd, Lee Konitz, Don Cherry (Symphony
for Improvisers, Complete Communion, Where Is Brooklyn), Bill Barron,
Perry Robinson e molti altri.
Nel 1967, spinto da avverse condizioni economiche e da problemi personali,
Grimes lascia New York e si trasferisce a San Francisco, dove si esibisce
per poco meno di un anno, spostandosi poi a Los Angeles, dove studia
recitazione e inizia una breve carriera di attore. Dal 1968 non si hanno
più sue notizie, e nel giro di pochi anni il mondo musicale piange la sua
presunta morte.

Dopo
circa trentaquattro anni, trascorsi facendo lavori saltuari e alloggiando
in scantinati e in rifugi assistenziali, Grimes viene
riconosciuto a Los Angeles da Marshall Marrotte, un assistente sociale
appassionato di jazz che lo aiuta a reinserirsi nella vita normale,
offrendogli sostegno personale ed economico. Grimes, che non ha mai smesso
di esercitarsi in solitudine e "virtualmente", avendo da anni
venduto il suo contrabbasso, dimostra, miracolosamente, di non aver perso
alcunché della sua bravura e della sua curiosità musicale. Ricevuto in
dono da William Parker un contrabbasso denominato Olive Oil per il suo
caratteristico colore, si esibisce con lo stesso Parker, e riprende
appieno la sua attività, collaborando con Larry Ridley, Perry Robinson,
Roy Campbell, Jr., Vinny Golia, Marc Ribot, Rob Brown, Tom Price, Jenny
Scheinman, Alex e Niels Cline, Joseph Jarman, nonché praticando
l'insegnamento a New York. Grimes ha appena vinto il Jazz Lifetime Achievement Award.
PERRY
ROBINSON
Perry
Morris Robinson, uno fra i più grandi clarinettisti nella storia della
musica improvvisata, nasce il 17 settembre 1938 a New York. Figlio del
noto compositore cinematografico Earl Robinson, inizia lo studio del
clarinetto all'età di otto anni e si diploma presso la New York High
School Of Music and Art nel 1956. Frequenta in seguito la School of Jazz a
Lenox, Massachusetts (1959) e la Manhattan School of Music fra il
1961 e il 1962, prima di perfezionarsi sotto la guida di Kalman Black
(primo clarinetto della Los Angeles Philharmonic Orchestra) e Eric Simon
(insegnante della celebre Mannes Music School). Nel 1962 fonda a New York
un proprio trio con Paul Bley e Sunny Murray, ed incide per la Savoy il
primo disco, Funk Dumpling, con Kenny Barron, Henry Grimes e Paul Motian.
Dopo essersi esibito a lungo sulla scena newyorkese, Robinson collabora
con il trombettista e compositore Bill Dixon e con il sassofonista Archie
Shepp, collaborando all'incisione del disco Mama Too Tight (1967); entra
poi a far parte, nel 1968, del Primordial Quartet guidato dal trombonista
Roswell Rudd. Fonda un altro trio, questa volta con il contrabbassista
David Izenzon e il batterista Randy Kaye. Membro della Liberation Music
Orchestra diretta da Charlie Haden, collabora anche con la Jazz Composers
Orchestra, partecipando nel 1974 alla realizzazione di Escalator Over The
Hill di Carla Bley e Paul Haines. Nel 1973 entra a far parte del gruppo di
Dave Brubeck (Two Generations of Brubeck) e al contempo si esibisce, fra
il 1972 e il 1978, con il vibrafonista Gunter Hampel e la sua Galaxie
Dream Band, con cui collabora per tutti gli anni Ottanta e Novanta. Ancora
nel 1978 collabora con il percussionista brasiliano Nana Vasconcelos e il
tablaista indiano Badal Roy, realizzando un'incisione, Kundalini, che è
fra i primi esempli riusciti di fusione fra improvvisazione jazzistica e
materiali musicali multietnici, un'esperienza che si ritrova nella più
recente collaborazione con il pianista Burton Greene in una peculiare
riscoperta del klezmer e della propria eredità culturale ebraica. Incide
e collabora, inoltre, con Jeanne Lee, Marshall Allen, Annette Peacock,
Grachan Moncur III, Anthony Braxton, Lou Grassi, Ray Anderson, Henry
Grimes, Patrick Favre, il poeta Allen Ginsberg.
JHON BETSCH

Discografia
Henry Grimes
1957: Tony Scott
A Day In New York (sestetto con Jimmy Knepper, Sahib Shihab,
Bill Evans e Paul Motian)
1957: Gerry Mulligan
Reunion (quartetto con Chet Baker e Dave Bailey)
1957: Gerry Mulligan
The Gerry Mulligan Songbook (con Allen Eager, Lee Konitz, Zoot
Sims, Al Cohn, Freddie Green e Dave Bailey)
1957: Gerry Mulligan & Annie Ross
Annie Ross Sings A Song With Mulligan (quintetto con Chet Baker
e Dave Bailey)
1958: Benny Goodman
Newport Jazz Festival Live
1958: Thelonious Monk
Newport Jazz Festival (trio con Roy Haynes)
1958: Sonny Rollins
Sonny Rollins And The Big Brass (con tra gli altri Clark Terry,
Nat Adderley, Dick Katz e Roy Haynes)
1958: Lennie Tristano
Continuity (quartetto con Warne Marsh e Paul Motian)
1959: Sonny Rollins
St. Thomas (trio con Pete LaRoca Sims)
1960: Mose Allison
I Love The Life I Live (trio con Paul Motian)
1961: Cecil Taylor
Mixed (con Jimmy Lyons, Archie Shepp, Ted Curson, Roswell Rudd
e Sunny Murray)
1962: Perry Robinson
Funk Dumpling (quartetto con Kenny Barron e Paul Motian)
1962: Charles Mingus
In Concert (con Charles McPherson, Booker Ervin, Richard
Williams, Toshiko Akiyoshi, Herman Wright e Dannie Richmond)
1962: Roy Haynes
Out Of The Afternoon (quartetto con Roland Kirk e Tommy
Flanagan)
1962: McCoy Tyner
Reaching Fourth (trio con Roy Haynes)
1963: Sonny Rollins
3 In Jazz (quartetto con Don Cherry e Billy Higgins)
1963: Steve Lacy
School Days (quartetto con Roswell Rudd e Denis Charles)
1963: Sonny Rollins & Coleman Hawkins
Sonny Meets Hawk (quintetto con Paul Bley e Roy McCurdy)
1964: Albert Ayler
Spirits / Witches And Devils (quintetto con Norman Howard,
Earle Henderson e Sunny Murray)
1965: Archie Shepp
On This Night (con Bobby Hutcherson, Rashied Ali, Joe Chambers,
J. C. Moses, Ed Blackwell e Christine Spencer)
1965: Albert Ayler
Spirits Rejoice (con Charles Tyler, Donald Ayler, Call Cobbs,
Gary Peacock e Sunny Murray)
1965: Sunny Murray
Sonny's Time Now (con Albert Ayler, Don Cherry, Lewis Worrell e
Amiri Baraka)
1965: Don Cherry
Complete Communion (quartetto con Leandro ³Gato² Barbieri e
Ed Blackwell)
1965: Henry Grimes
The Call (trio con Perry Robinson e Tom Price)
1966: Charles Tyler
Charles Tyler Ensemble (quintetto con Charles Moffett, Ronald
Shannon Jackson e Joel Friedman)
1966: Cecil Taylor
Unit Structures (con Makanda Ken McIntyre, Jimmy Lyons, Eddie
Gale, Alan Silva e Andrew Cyrille)
1966: Don Cherry
Symphony For Improvisers (con Pharoah Sanders, Leandro ³Gato²
Barbieri, Karl Berger, Jean-Francois Jenny Clark e Ed Blackwell)
1966: Cecil Taylor
Conquistador (con Jimmy Lyons, Bill Dixon, Alan Silva e Andrew
Cyrille)
1966: Don Cherry
Where Is Brooklyn? (quartetto con Pharoah Sanders e Ed
Blackwell)
1966: Pharoah Sanders
Tauhid (con Sonny Sharrock, Dave Burrell, Roger Blank e Nat
Bettis)
1966: Karl Berger
From Now On (quartetto con Carlos Ward e Ed Blackwell)
1966: Albert Ayler
Live In Greenwich Village (con Donald Ayler, Call Cobbs, Bill
Folwell, Beaver Harris e Michael Sampson)
Per
oltre quarant'anni, infatti, Grimes è scomparso letteralmente dalle scene
musicali, sebbene già negli anni Sessanta venisse considerato uno fra i
più originali, inventivi, abili e creativi strumentisti nell'ambito della
musica improvvisata e non solo. Dato più volte per morto, Grimes è stato
protagonista di una vicenda umana fuori dal comune: insoddisfatto della
meschina e vuota competitività nel mondo musicale, disgustato dalla
mediocrità di un ambiente che egli immaginava migliore, questo musicista
coltissimo, sperimentatore di straordinario livello, proveniente dall'élite
musicale della celebre Juilliard School, decide di chiudere con la propria
attività e il proprio mondo, preferendo scomparire in una sorta di
volontaria latitanza che lo doveva portare a vivere per decenni nei
bassifondi di Los Angeles, in disperate condizioni personali.
La sofferta storia di Grimes -la storia di un grande jazzista che del
jazz, come tanti altri leggendari musicisti, ha provato la durezza e il più
aspro sacrificio- è stata adeguatamente raccontata da Goffredo Buccini in
un lungo ed apprezzabile articolo (Henry Grimes, mito del jazz tornato dal
silenzio), pubblicato sul "Corriere della Sera" il 27 maggio
2003, poco dopo la pressoché miracolosa ricomparsa del contrabbassista.
Articolo
in prima pagina sul Corriere della Sera
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/05_Maggio/27/grimes.shtml
Per
circa dieci anni Henry Grimes è stato uno dei bassisti più richiesti
sulla scena del jazz. Lavorò estesamente, a cominciare dal 1957, nei
complessi di Gerry Mulligan e di Sonny Rollins. Pur continuando a
collaborare con musicisti mainstream, nel 1961 Grimes partecipò alla
prima registrazione discografica di Cecil Taylor per la Impulse
(pubblicata come Gil Evans: Into the Hot) e lavorò col clarinettista
Perry Robinson. Nel 1963 rinnovò il suo rapporto con Sonny Rollins,
entrando a far parte di un complesso che comprendeva anche Don Cherry e
Billy Higgins, entrambi già nel quartetto di Ornette Coleman. Ciò portò
Grimes nell'ambito sperimentale. Nel corso degli anni Sessanta Grimes suonò
con Albert Ayler, Archie Shepp e Pharoah Sanders, e ancora con Cherry e
con Taylor. Partecipò anche a numerose registrazioni discografiche
importanti per le etichette ESP e Impulse.
Al culmine della carriera, senza nessuna avvisaglia, lasciò New York per
la West Coast; la sua ultima apparizione pubblica conosciuta fu alla fine
di agosto del 1967 a San Francisco nell'ensemble del batterista Sunny
Murray che si esibiva al club Both/And. Subito dopo le sue tracce si
perdono completamente.
Fino a questi ultimissimi sviluppi, il sipario sulla storia di un grande
musicista creativo sembrava essere calato con uno strano necrologio
pubblicato nel 1986 dalla rivista Cadence.
In un'era in cui i giganti del jazz muoiono a intervalli regolari, una
resurrezione è tanto più inaudita. Eppure è proprio quanto è successo.
Henry Grimes è stato individuato nell'autunno del 2002 grazie alle
ricerche del suo fan Marshall Marrotte, dopo oltre trent'anni dalla sua
uscita dalla scena della musica. Nel corso degli anni è stato oggetti di
voci e speculazioni, ma, come disse una volta Mark Twain, quelle a
proposito della sua morte erano "ampiamente esagerate".
[Michael
Fitzgerald]
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