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LUCIANO BIONDINI -
Fisarmonica
JAVIER GIROTTO - sassofoni e flauti |
Domenica 28 Gennaio 2007 ore 21.30
Cantine
d'Araprì - via de Troia - San Severo
INFORMAZIONI
e PRENOTAZIONI
tel. : 0882.227643
- 338.5027143
email: jazzcluster@altrevista.org
Luciano Biondini, è nato a Spoleto (PG) nel 1971 ed inizia a studiare la fisarmonica all’età di 10 anni. Dopo una formazione orientata verso studi classici con numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali (Trophèe Mondial de l’Accordéon, Premio Internazionale di Castelfidardo, Premio “Luciano Fancelli”, Premio Internazionale di Recanati, ecc.), si avvicina al jazz nel 1994 dopo aver conosciuto il chitarrista Walter Ferrero.
Collaborazioni: Tony Scott, Enrico Rava, Mike Turk, Ares Tavolazzi, Battista Lena, Gabriele Mirabassi, Roberto Ottaviano, Javier Girotto, Marteen Van der Grinten, Martin Classen, Enzo Pietropaoli, Michel Godard, Patrick Vaillant, Rabih Abou-Khalil
Festivals: Umbria Jazz Winter,Umbria Jazz 2000, 2001, Montreal Jazz Festival 2001,2002,Londra, Brighton, Dublino, Pechino, Villa Celimontana, Fano Jazz, Festival dei Due Mondi, Festival Klezmer di Ancona, Metronome, Skopje Jazz Festival, Perpignan, Lipsia Jazztage, Festival di Nancy, Evreux, Bruxelles e molti altri.
Javier Edgardo Girotto nasce a Cordoba il 17 aprile del 1965. Si avvicina alla musica grazie al nonno materno
A.L.Caroli, direttore di banda, suonando prima il rullante, poi il clarinetto piccolo in Mi bemolle, nella
Infanto Juvenil de Cordoba e nella banda di Villa del Rosario, per poi passare a quello in Si bemolle. Il passaggio, per un clarinettista, al saxofono è naturale. Scelto il sax contralto, comincia a frequentare Buenos Aires, in cerca di qualcuno che lo avvii al jazz, purtroppo senza fortuna. Rientrato a Cordoba forma i suoi primi gruppi di ispirazione jazzistica, dedicandosi anche alla musica commerciale dei cosiddetti "Quartetos". A sedici anni intraprende gli studi classici, iscrivendosi al Conservatorio Provincial De Cordoba e non esistendo la cattedra di saxophono, si iscrive ai corsi di clarinetto e flauto raggiungendo il compimento medio in entrambi gli strumenti. Parallelamente agli studi in conservatorio forma e collabora con diversi gruppi, tra cui i
Vertiente, un mix di fusion e folklore argentino, i Jazz 440,
"Jam", l'Enzo Piccioni Quartet e il Juan Ciallella Quartet.
A 19 anni vince una borsa di studio del Berklee College of Music e gli si spalancano finalmente le porte del mondo del jazz. Resta nella prestigiosa scuola bostoniana per quattro anni, diplomandosi in
Professional Music "Cum Magna Laude". I quattro anni statunitensi sono proficui, un periodo in cui ha approfondito gli studi di composizione e arrangiamento e di sax e improvvisazione con maestri del calibro di
Joseph Viola, George Garzone, Hall Crook e Jerri Bergonzi, imparando poi, "il mestiere", suonando con
Danilo Perez, George Garzone, Hall Crook, Bob Moses, Herb Pomeroy e tanti altri musicisti da cui ha raccolto una scintilla della loro esperienza.
L'avventura italiana di Javier Girotto inizia a 25 anni, per curare alcuni affari della sua famiglia, di origini pugliesi, decidendo in breve tempo, di iniziare in questa nazione la sua carriera professionale. Anche in Italia alterna la collaborazione con gruppi di musica commerciale, latina, con la formazione di diversi gruppi jazz, con cui comincia la sua indefessa attività di compositore e arrangiatore.
La sua prima formazione romana è "Tercer Mundo", insieme ad Horacio
"El Negro" Hernandez, sui binari del latin jazz, un sestetto formato da piano, basso, percussioni, batteria, tromba e sax, seguito a ruota dai
"Six Sax", un quartetto di saxofoni, con basso e batteria, composto da
Paolo Recchia e Daniele Tittarelli all'alto, Gianni Savelli al tenore, Javier al baritono,
Marco Siniscalco al basso e Pietro Iodice alla batteria, col quale incide il suo primo cd, nel 1995 con special guest
Bob Mintzer e Randy Brecker. In questo stesso periodo nasce il gruppo per il quale i sax soprano e baritono di Girotto sono maggiormente conosciuti,
Aires Tango, con Alessandro Gwis al pianoforte, Marco Siniscalco al basso e
Michele Rabbia alla batteria e percussioni, in un connubio delle ragioni del tango con quelle del jazz che, partendo dal piacere legato all'ascolto degli stilemi della musica argentina, rassicura l'ascoltatore nell'affrontare le "rapide" della "diversità" dei suoi soli.
Con Aires Tango incide ben 7 dischi, gemme di un percorso in cui Girotto è stato accompagnato sempre dal plauso incondizionato del pubblico, che lo ha incoraggiato ad "aprire" il progetto alla voce di
Peppe Servillo e all'orchestra sinfonica.
Nel 1999 nasce un altro gruppo, "Cordoba Reunion", formato da quattro musicisti cordobesi, Javier Girotto ai sax e flauti,
Gerardo Di Giusto al pianoforte, Minino Garay alle percussioni e
Carlos El Tero Buschini al basso, impegnati in un progetto con il quale ritorna alle radici della sua musica, con un occhio a quei tempi che hanno preceduto il tango, trascinando l'ascoltatore in un viaggio empatico ed emozionale alla ricerca dei ritmi di milonga, chacarera, zamba e candombe, gruppo, questo che ha inciso un disco con la cantante
Mercedes Sosa.
Nel 2000 Javier Girotto forma un doppio duo: il primo con il bandoneon di Daniele Di
Bonaventura, col quale incide due dischi: "Javier Girotto Plays Rava" e
"Recordando Piazzolla" con un'orchestra di 13 archi un omaggio al primo dei tre miti di Javier, il secondo, con la fisarmonica cromatica di
Luciano Biondini con il quale ha inciso El Cacerolazo, un gioco di mutazioni, in cui il voler a tutti i costi incarnare in uno stilema la concezione propria del ritmo sprigiona un canto d'amore, nostalgico o di protesta, proveniente direttamente dall'anima argentina di Javier. In questo stesso anno inizia la sua collaborazione con la prestigiosa
ONJ, l'Orchestre National du Jazz di Parigi.
L'ultimo nato tra le formazioni di Javier Girotto è l'elegante duo formato con il pianista argentino
Natalio Mangalavite, con il quale ha inciso Colibrì, un cd che rappresenta la sintesi dell'intero sentire sudamericano, al quale da poco si è aggiunta la voce di
Peppe Servillo, andando, così, a creare il Trio G.S.M.
Infinite sono le collaborazioni di Javier Girotto, da Enrico Rava con il quale lo troviamo interessante baritonista nel
quartetto Pianoless, omaggio a Chet Baker e Gerry Mulligan, con il quale ha inciso Full of Life, a Roberto Gatto, colonna portante del quintetto, con cui ha partecipato a due compact "7#" e "Sing sing Sing", con il trombonista Gianluca Petrella, col quale ha registrato "X-Ray", da Rita Marcotulli, delle cui formazioni è l'anima etnica-argentina in cui si alterna al flauto andino e al soprano, con la quale ha inciso "The woman next door" e "Koinè" a Paolo Di Sabatino, in veste di sideman del suo quartetto e del suo ultimo disco, e, ancora Antonello Salis, Paolo Fresu, Bebo Ferra, Gianni Coscia, Angà Diaz, Furio Di Castri, Tony Scott, Arto Tuncboyaciyan, Michel Benità, Carlo Rizzo, Aldo Romano, Luis Agudo, Maurizio Gianmarco, Stefano Battaglia, Michel Godard, Anouar Brahem Gianluigi Trovesi, e tanti altri.

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