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Infuocate d’agosto ardono
nonostante il fresco dono
d’una
notte ventilata
che
T’offre il sonno
ma
non Ti risposa.
Le
mura dell'umile Tua dimora
T'arroventano l'animo ed il sogno
che sentirTi narrar ognuno adora.
Come
d'incanto
abbandoni il domestico giaciglio
e T'incammini lungo il ciglio
del sentiero
che giunge al maniero .
Non
ha mura
né
fossati.
Né cesellati
addobbi dl nobili casati.
L
'aere infinito,
la Luna e le Stelle
e tutte le case belle
sono il Tuo castello.
Illuminato
dalla Luna,
ormai al tratturo
di passo lungo e sicuro,
nobile Re
dell'infinito aere.
Il
grano delle gialle messi,
la beltà dell'ulivo,
il meraviglioso grappolo che spremuto fa l'animo giulivo,
lo sferico pomo rosso.
Nobile
Re dell'Estesa
schiavo lavori la distesa.
Umile
e nobile
Il lavor Tuo !
Scettro sia la stile
nella mano forte e abile.
L'accarezzi col metallo
stringendo il legno.
Sempre dai il segno:
al corpo Tuo il callo
ad Ella di mille colori il ballo!
Stanca
la luna cede al Sole il passo.
Tu non vuoi nobile Re:
al Sole ingiungi di non sorgere,
della Luna sospendi il trapasso.
Vedi
i filari della Tua vigna
e brillar mille diamanti.
Giunto alla luce
T'inchini e cogli il diadema.
Il
capo Ti cingi nobile Re.
La
luna stanca cede
al Sole la sede.
L'alba
!
Il
Sole irradia e abbaglia
dopo la battaglia.
Vittorioso
T’irrora la fronte.
I
diamanti, solcano, salati rii
il volto levigato
e , dopo, giù alla zolla.
La
scura pelle
della cascata è la fonte.
Tripudia
la Stella.
Infuocati
e accecanti dardi,
al dorso Tuo come saette,
impietosi prosciugano la fonte.
Sei
dl nuovo curvo!
L
'Estesa non beve le Tue gocce,
le riserva all'orafa brezza
della futura notte
Nobile Re.
Nazario Florio
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